La Sicilia prova ad accelerare sulla modernizzazione delle proprie infrastrutture. Il governo regionale guidato da Renato Schifani ha dato il via libera a una doppia operazione da oltre 100 milioni di euro: 54,9 milioni destinati alla manutenzione straordinaria delle strade provinciali e 47 milioni per lo sviluppo dell’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso (Foto: Carlo Dani / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0), destinato a diventare un nodo strategico per il traffico merci nel Mediterraneo.
Il primo intervento riguarda un pacchetto di 41 progetti immediatamente cantierabili, uno per ciascuna provincia siciliana, finanziati attraverso il piano di manutenzione straordinaria della rete viaria previsto dalla Manovra ter. «Meno annunci e più cantieri aperti», ha dichiarato Schifani, sottolineando la scelta del governo di concentrare le risorse su progettazioni già pronte. La ripartizione dei fondi è stata definita sulla base di due parametri: popolazione residente e chilometri di strade provinciali.
A Palermo andrà la quota maggiore, 11,4 milioni per tre interventi. Seguono Catania con 9,7 milioni e Messina con 7,2, dove si interverrà anche su aree esposte al dissesto idrogeologico, dalle Eolie ai Nebrodi. Stanziamenti significativi anche per Siracusa (5,6 milioni), Trapani (4,8), Agrigento (4,7) e Caltanissetta (4,5). Ragusa riceve 3,8 milioni mentre a Enna, con 3,1 milioni, rientra anche la costruzione di un viadotto necessario alla riapertura di un tratto stradale interrotto.

Secondo l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò, gli interventi «permetteranno di migliorare la sicurezza e la qualità della mobilità interna, dopo anni in cui molte arterie sono rimaste prive della necessaria manutenzione». Il tema della viabilità è centrale in una regione dove il traffico su gomma rappresenta ancora la quota prevalente degli spostamenti e delle attività economiche.
Il secondo capitolo di questa strategia è lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso, che ha ottenuto l’approvazione della Commissione europea per un investimento da 47 milioni di euro di Fondi di sviluppo e coesione (FSC). Il cuore del progetto è la realizzazione dell’area cargo, considerata un tassello cruciale per la logistica siciliana e per i collegamenti commerciali con il bacino mediterraneo. «Si compie un passo decisivo per il rilancio dello scalo», ha commentato Schifani, che vede in Comiso un’opportunità per rafforzare le catene del valore agroalimentare e manifatturiero dell’Isola.
Il via libera da Bruxelles arriva in un momento favorevole per l’aeroporto: dall’avvio della continuità territoriale, lo scorso 1° novembre, le rotte Comiso–Milano Linate e Comiso–Roma hanno registrato 10 mila passeggeri in due settimane, con tassi di riempimento molto elevati e oltre 30 mila biglietti già venduti per i mesi successivi. Alla luce dei risultati, la compagnia Aeroitalia starebbe valutando nuove frequenze e la Regione ha avviato il potenziamento dei collegamenti dei trasporti pubblici con Ragusa, Agrigento e Gela.
Per il governo regionale si tratta di un tassello di una più ampia politica di riequilibrio infrastrutturale. L’obiettivo è ridurre il gap logistico e di mobilità che storicamente penalizza l’Isola, incidendo sulle filiere produttive e sulla competitività dei territori. «Quando si lavora con visione strategica, i territori rispondono», ha osservato Aricò.
Strade più sicure, connessioni aeree più stabili e un polo cargo in crescita: la strategia punta a migliorare la vita quotidiana dei cittadini e a favorire nuove opportunità economiche. Un obiettivo ambizioso, in un contesto in cui la sfida non è solo ottenere risorse, ma spenderle in tempi rapidi e con risultati misurabili
