Il Cervo sardo è un ungulato che rappresenta il più grande mammifero selvatico presente nell’isola.
Le dimensioni del Cervo maschio sono: un peso di circa 130 Kg e un’altezza di 100 cm al garrese; mentre la femmina risulta essere più minuta, non supera i 70/80 kg di peso e gli 80 cm. di altezza (sempre al garrese).
L’ungulato sardo è localizzato nell’Arburense, nel Sarrabus e nel Sulcis Iglesiente.
Cervo sardo
Ancora oggi l’origine del Cervo sardo si presta ad alcune notizie storiche non meglio definite. A tal proposito la tesi storica più accreditata dalla stragrande maggioranza degli studiosi è quella che prevede l’introduzione del cervo, da parte dell’uomo, nel periodo dell’età preistorica.
Il cervo è una specie Poliginia, che si accoppia con varie femmine per annata. Il “periodo degli amori” inizia a fine Agosto e si conclude, generalmente, alla fine del mese di Settembre. Particolare il territorio nel quale avvengono gli accoppiamenti. Infatti il cervo segnala il suo habitat attraverso il bramito, tipico dei maschi riproduttori. Per quanto riguarda le abitudini del Cervo sardo maschio, questo è alquanto solitario, mentre le femmine vivono in gruppo con i piccoli e i giovani.

Progetto Life
Recentemente l’ungulato sardo è stato oggetto del Progetto Life “One deer two island”, finalizzato alla sua tutela e protezione. Progetto scaduto nel 2019. Attualmente il cervo sardo-corso dopo un periodo di estrema difficoltà in termini di natalità, oggigiorno conta in Sardegna di 13 mila esemplari, mentre in Corsica circa 7mila. “Questa espansione in zone antropizzate – ha affermato Marco Porcu, Assessore regionale sardo della Difesa dell’Ambiente- pone nuove problematiche che obbligano ad una gestione attenta. Per esempio prevenire i conflitti con l’uomo riferiti ai danni alle produzioni agricole e ai problemi di sicurezza pubblica (come gli incidenti stradali)” Continua Porcu “Ma anche evitare la diffusione di malattie infettive e parassitarie importanti sia per l’uomo che per le altre specie animali domestiche e selvatiche”.
Secondo l’Assessore Porcu “Va attuato un programma di gestione a lungo termine per una migliore integrazione degli animali alle risorse ambientali disponibili, anche facendo ricorso a risorse europee nell’ambito del Progetto Life. Mitigando i conflitti tra popolazione umana e cervi, realizzando un monitoraggio che consenta di tenere sotto controllo lo stato sanitario della specie e l’implementazione di nuove soluzioni gestionali e di management in collaborazione con il mondo della ricerca e promuovendo nelle scuole primarie l’educazione sul ruolo del cervo nell’ecosistema”.

Oggigiorno, il rapporto uomo-cervo si è deteriorato, in quanto l’ungulato devasta orti e giardini per la ricerca di cibo. I contadini sardi sono esasperati. Chiedono risposte immediate e durature. Aspettiamo con ansia risposte concrete e fattibili.
