LA ROMA DÀ UN CALCIO AGLI SPRECHI

La società ha presentato un programma di sostenibilità ambientale che coinvolge anche la propria tifoseria.

AMBIENTE
Redazione
LA ROMA DÀ UN CALCIO AGLI SPRECHI

La società ha presentato un programma di sostenibilità ambientale che coinvolge anche la propria tifoseria.

Rispetto dei diritti umani e dell’ambiente, aiuto sociale e inclusione: sono alcuni dei punti del programma che la società di calcio AS Roma ha presentato con l’obiettivo di costruire, assieme ai tifosi, un’agenda di sostenibilità trasparente. Per raggiungere l’ambizioso traguardo, la Società invierà ai propri sostenitori un sondaggio dettagliato, al fine di centrare priorità e necessità della tifoseria in merito a queste tematiche.

Recentemente si è tenuto il confronto in Europa League tra la AS Roma ed il Real Betis, in occasione del quale la dirigenza delle due società, in collaborazione con RomaNatura, ha preso parte alla simbolica piantumazione di un albero, nella cornice di Villa Mazzanti a Monte Mario. Per suggellare una comune condivisione di valori e vedute, la cerimonia è stata replicata anche in Spagna, a voler sottolineare il comune impegno dei due club sui temi ambientali e della sostenibilità.

Per la prima volta, durante il riscaldamento pre-partita, all’Olimpico di Roma sono scesi in campo dei giovani sbandieratori per una scenografica coreografia, presentando al posto del solito drappo 16 grandi bandiere realizzate con un innovativo materiale a impatto zero, che grazie alla sua struttura fibrosa, intrappola le molecole inquinanti di ossido di nitrogeno presenti nell’aria e ne impedisce il rilascio.

Ma le sorprese rivolte alla sensibilizzazione dei tifosi presenti all’incontro di andata non si sono fermate qui: nelle aree hospitality dell’impianto, gli ospiti hanno assistito alla realizzazione di un’opera d’arte a tema giallorosso composta solamente da oggetti che hanno ormai perso la loro originaria funzione.
É il concetto di economia circolare, che nello specifico ha riciclato degli oggetti ormai in disuso provenienti da Trigoria,  per creare un’opera d’arte messa all’asta, il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza.

Se è vero che l’occhio vuole la sua parte, anche il palato non è da meno e di certo non secondo come importanza nella moderazione dell’impronta ambientale che ognuno di noi ha sul pianeta.
Durante la partita contro il Real Betis, infatti, è stato servito un menù a basso impatto ambientale con prodotti stagionale e locali. Come in tutte le partite in casa, dall’inizio del campionato, tutte le eccedenze saranno recuperate e donate attraverso ACLI Provinciali di Roma che individuerà l’associazione cui far riferimento per la distribuzione del cibo.

Ormai l’impegno per un approccio allo sport più green non riguarda solo il Club capitolino, bensì è tutta la serie A ad essere stata coinvolta dalla UEFA per realizzare un progetto pilota finalizzato alla definizione di una chiara strategia di sostenibilità entro la stagione 2023/2024.
Undici le tematiche su cui le squadre sono chiamate a confrontarsi: antirazzismo, tutela dell’infanzia e della gioventù, uguaglianza e inclusione, calcio per tutte le abilità, salute e benessere, sostegno ai rifugiati, solidarietà e diritti, economia circolare, tutela del clima, sostenibilità degli eventi e sostenibilità delle infrastrutture.

Così come 193 Paesi delle Nazioni Unite hanno sottoscritto nel 2015 la famosa “Agenda 2030” sulla sostenibilità ambientale da raggiungere entro quell’anno così anche la UEFA ha organizzato una propria Strategia di Sostenibilità Calcistica 2030, volta ad un calcio più etico e rispettoso delle tematiche ecologiche. Michele Uva, UEFA Director of Football and Social Responsibility, si dichiara soddisfatto dell’impegno di Lega e Serie A su questi temi: “Siamo contenti che la Lega Serie A intraprenda questo percorso come prima Lega pilota che attuerà il quadro di sostenibilità della UEFA e contiamo di creare un effetto a cascata sfruttando la piattaforma globale della Serie A“.

Sicuramente con la risonanza e l’impatto mediatico che il grande calcio ha sulla pubblica opinione, forse sarà la volta buona per dare un calcio a sprechi ed inquinamento nello sport.