La Spagna rivoluziona l’agricoltura

Una squadra di ricercatori reinventa il DNA del grano. Allergie e reazioni avverse agli alimenti, la ricerca scientifica sta cercando rimedi.

AMBIENTE
Andrea Maddalosso
La Spagna rivoluziona l’agricoltura

Una squadra di ricercatori reinventa il DNA del grano. Allergie e reazioni avverse agli alimenti, la ricerca scientifica sta cercando rimedi.

Allergie e reazioni avverse agli alimenti, che causano una vastissima gamma di sintomi, da quelli dermatologici e gastrointestinali fino, nel peggiore dei casi, a quelli respiratori, rappresentano oggi oggetto di ampie discussioni di dominio pubblico.

Un problema, questo, dal quale il settore alimentare non può affrancarsi, visto il numero sempre maggiore di persone intolleranti a un tipo di cibo piuttosto che a un altro.

Da molti anni, a sostegno di questo disagio, non poco è il numero di aziende alimentari impegnate nel rendere i loro prodotti consumabili a seconda delle esigenze fisiche di quei soggetti che si trovano costretti a consumare cibi alternativi per la loro dieta, e questo come ben sappiamo ha anche molte ripercussioni di carattere economico, essendo gli alimenti senza glutine assai più costosi di quelli classici che invece contengono glutine.

In Spagna, a quanto pare, la ricerca scientifica ha compiuto dei passi enormi in questo senso, tanto da portare a una importante collaborazione tra ricercatori dell’Università del Paìs Basco e dell’Istituto per l’Agricoltura Sostenibile con l’obiettivo di ripensare completamente la coltivazione del grano, presentandone un nuovo tipo quasi interamente privo di proteine del glutine.

Photo credit mondomacchina.it©

Infatti, secondo le ricerche questo rivoluzionario grano è contraddistinto da un contenuto di glutine estremamente basso, soltanto il 2,3% per l’esattezza. I ricercatori utilizzano una tecnica di ingegneria genetica chiamata CRISPR-Cas9 per riscrivere totalmente il DNA del frumento, qui la rivista “Journal of Experimental Botany” che ne parla.

Gli scienziati, attraverso la tecnologia definita di “editing genetico”, hanno modificato i geni responsabili della produzione delle proteine del glutine nel grano in particolare le γ- e ω-gliadine.

“È come se avessimo un editor di testo per il DNA del grano”, spiega uno dei ricercatori.  “Possiamo selezionare precisamente i geni che vogliamo modificare, senza toccare il resto del genoma”. Tuttavia, nonostante questa rivoluzione, non sono state ancora accertate alcune questioni particolari che potrebbero ostacolare il consumo massificato di questo grano.

Occorre, ad esempio, verificare meglio la risposta immunitaria nei celiaci, nonché, fattore non di poco conto, considerare l’insorgere di altrettanti problemi di carattere normativo sull’utilizzo di Organismi Geneticamente Modificati che ne potrebbero compromettere l’approvazione.

Numerosi sono ancora i dubbi, soprattutto in tema di etica ambientale, circa la violazione dei valori insiti negli organismi che vengono manipolati da una tecnologia che pretende di sostituirsi ai fisiologici processi naturali.

Immagine in copertina: photo credit Mandic Jova©