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I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI
Titolo Originale: Versailles no bara
Anno di produzione: 1979
Episodi: 40
Prima trasmissione in Italia: 1982, Italia 1
Edizione italiana a cura di: CITIEMME Registrazioni Sonore
Direzione del doppiaggio: Isa Barzizza e Franca Milleri
Sigla: I cavalieri del re (1a edizione.), Gli Amici di Oscar (2a edizione.), Cristina D’Avena (3a edizione.)
“Versailles no bara” o “Lady Oscar”, com’è conosciuta in occidente, è uno degli anime che ha suscitato maggiore interesse e passione tra le ragazzine di tutto il mondo.
Programmato in Italia per la prima volta nel marzo 1982, ottiene uno share d’ascolto altissimo, oltre cinque milioni di spettatori seguono quotidianamente le sue avventure.
Oscar, sesta figlia della casata di una famiglia nobile, che da secoli serve fedelmente la casa reale francese, è allevata come un ragazzo.
Istruita e addestrata all’arte della spada e della pistola, è destinata fin in tenera età a sostituire suo padre, un generale al comando delle guardie che proteggono la famiglia reale.
Accanto a lei, Andrè, suo fidato “valletto” ma, soprattutto, suo migliore amico e confidente.

All’età di 14 anni Oscar assume il comando delle guardie reali. Il compito è delicatissimo: proteggere la principessa Maria Antonietta, la giovane sposa austriaca del re Luigi XVI.
Sebbene molto diverse per educazione e per carattere, tra le due ragazze nasce un sincero rapporto di stima, ma anche di inconsapevole complicità.
Oscar sventa gli intrighi orditi contro la giovane regnante, salvandole la vita in più di un’occasione e proteggendola dai molti errori che commette seguendo gli impulsi dettati dalla giovane età.
Durante un ricevimento in maschera, le due fanciulle incontrano un bellissimo nobile svedese, il conte di Fersen, ed entrambe se ne innamorano.
Attraversando Parigi in carrozza, Oscar incontra Rosalie, una giovane popolana, figlia in realtà di una nobildonna molto influente a corte, la contessa di Polignac.

Il personaggio di Rosalie permetterà all’autrice di tracciare uno spaccato della società dell’epoca e di rivelare le sofferenze che consumano il popolo.
Nel 1774 Maria Antonietta diventa regina di Francia; nonostante la responsabilità dell’investitura, continua a comportarsi come una ragazzina viziata. È scandalo per la sua relazione con il conte di Fersen, ma anche per la grande facilità con cui spende enormi cifre di denaro. L’equilibrio politico del paese, intanto, comincia a vacillare, sino a trascinare nel baratro anche i protagonisti della storia.
Oscar, costretta a rinunciare all’amore per Fersen, lascia la carica Reale per diventare il capitano dei soldati delle guardie. Dovrà dominare uomini rozzi e violenti, conquistando la leadership con la sola forza del suo carattere. Andrè, dopo aver perso un occhio in un duello con il Cavaliere Nero – un abile spadaccino che rubava ai nobili per donare ai poveri – dichiara violentemente a Oscar l’amore che ha sempre nutrito nei suoi confronti. La ragazza, scossa, ma sempre avvolta dalla sua imperturbabile compostezza militare, rifiuta Andrè, negando anche a se stessa i propri sentimenti.
Nel 1789 il popolo è ormai un fiume di rabbia ingovernabile: la rivoluzione è vicina.
Oscar scopre di avere pochi mesi di vita per aver contratto la tubercolosi; Andrè sta lentamente perdendo la vista.
Decisi a schierarsi dalla parte del popolo, i due giovani si dichiarano reciproco amore ma da lì a poco li attende un tragico destino: Andrè è ferito a morte da un soldato fedele alla corona, mentre Oscar perde la vita il giorno seguente, durante la presa della Bastiglia.

Io c’ero*
La serie di “Lady Oscar” è composta in origine da 41 puntate: una di queste è ancora inedita in Italia ed è un riassunto delle vicende narrate negli episodi precedenti.
Il cast di animatori che hanno dato vita all’opera è uno dei migliori del Giappone: Michi Himeno, character designer e Shingo Araki, direttore dell’animazione, sono riusciti a creare personaggi dal background credibile, tratteggiando ogni carattere come se fosse tassello di un grande mosaico della realtà di un tempo.
Durante la lavorazione della serie si sono passati il testimone due registi.
La prima parte (per la precisione, le prime 18 puntate) è stata diretta da Tadao Nagahama, la seconda da Osamu Dezaki.
Il tono dei primi episodi è spensierato e avventuroso, i successivi, influenzati dalla condizione politica del Paese e dall’evolversi della storia, diventano necessariamente drammatici.
Su richiesta di Dezaki, cambia anche lo stile del disegno: i volti si allungano e gli occhi non sono più grandi e splendenti come quelli delle prime puntate. Merito della splendida caratterizzazione è sicuramente del bravo e impareggiabile Shingo Araki, già apprezzato character designer della serie “Saint Seiya”.
Plauso anche alla colonna sonora, composta e diretta da Koji Makaino (che poi lavorerà in un’altra serie di successo, “L’incantevole Creamy”) abile nel ricreare le fastose, a tratti malinconiche e tristi atmosfere che caratterizzavano il 1700.
