L’AGRICOLTURA DIVENTA SEMPRE PIU’ TECNOLOGICA

Un settore in trasformazione che diventa più digitale per salvaguardare produzione e ambiente.

AMBIENTE
Redazione
L’AGRICOLTURA DIVENTA SEMPRE PIU’ TECNOLOGICA

Un settore in trasformazione che diventa più digitale per salvaguardare produzione e ambiente.

Dai sensori antisiccità per salvare i campi assetati alle trappole hi-tech per mettere al sicuro i raccolti dei parassiti, dalle nuove tecnologie di evoluzione assistita (Tea) per arrivare ai sistemi integrati con satelliti e computer per risparmiare fino al 20% di acqua. 

E’ quanto emerge dalla ricerca di Coldiretti, sulle ultime novità tecnologiche applicate alle produzioni agricole per combattere gli effetti dei cambiamenti climatici, aumentare le rese e garantire sostenibilità ambientale.

Così anche il settore agricolo, considerato tra i più prudenti e conservatori, non sembra essere immune dalla tecnologia. 

D’altronde se gli ultimi ‘censimenti’ riportano che  la popolazione mondiale ha superato gli 8 miliardi di persone, raddoppiata negli ultimi decenni, ne deriva che creare cibo per tutti è diventata una sfida, soprattutto  a causa dei cambiamenti climatici che stanno riducendo i terreni coltivabili,  è necessario rispondere per evitarne l’esaurimento totale,  ricorrendo a tecniche di agricoltura sostenibile.

Per questo  diventa fondamentale utilizzare l’intelligenza artificiale (AL) che dà la possibilità di affrontare problemi come il consumo eccessivo di acqua o il rilevamento precoce di malattie delle colture,  perché l’innovazione permette di migliorare il risultato finale e la sostenibilità dell’attività agricola, la qualità della produzione e l’impatto ambientale.

“La maggior parte degli strumenti per la svolta tecnologica – spiega Coldiretti – riguarda la mappatura e il monitoraggio da remoto dei terreni, l’analisi dei fattori ambientali e geologici, il monitoraggio di macchine e attrezzature e la gestione e organizzazione delle risorse idriche”.

Molte aziende del settore stanno quindi già utilizzando conoscenze tecniche e digitali per modernizzare le proprie fattorie, (in Italia più del 60% degli operatori del settore utilizza almeno una delle soluzioni del 4.0) utilizzando droni e macchinari automatizzati che raccolgono ed elaborano dati che consentono di visualizzare parametri di produzione in tempo reale e di ricevere consigli sulla scelta di semi o sull’applicazione di fertilizzanti o pesticidi.

Non vi è dubbio che l’intelligenza artificiale (AI) possa convertirsi in una leva strategica per rendere la produzione alimentare più efficiente nel rispetto dell’ambiente e per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda ONU 2030.

Si tratta di una grande sfida per far tornare gli agricoltori protagonisti della ricerca, senza che i risultati finiscano nelle mani di poche multinazionali proprietarie dei brevetti” – afferma Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – “si tratta di difendere e valorizzare il patrimonio di biodiversità agraria nazionale e la distintività delle nostre campagne, garantendo nuove possibilità di crescita e di sviluppo all’agroalimentare nazionale” conclude Prandini

Nei campi, nelle stalle, nelle serre e nelle aziende la sfida per il futuro è già cominciata.