“Mens sana in corpore sano” scrisse Giovenale, sottintendendo l’importanza dell’equilibrio tra benessere psicofisico e salute fisica. Ora circa 2000 dopo diamo a questa massima latina un significato fondamentale non solo per diagnosi e consigli, ma anche per le “cure”.
Nasce a Torino una importante iniziativa di percorso terapeutico che rivoluziona il concetto di cura : i medici di medicina generale potranno prescrivere come terapia visite al Castello di Rivoli e alla Reggia di Venaria. Andare al museo può diventare una cura per il corpo e per la mente.
Il progetto ‘Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura’ sarà sostenuto dalla Asl TO3 che apre così una nuova frontiera nella medicina territoriale. L’arte prescritta come parte del percorso terapeutico. Non solo farmaci e visite mediche, quindi, ma visitare il Museo diventa un atto sanitario scritto su ricetta medica. Il nucleo del progetto si trova nel ruolo dei medici di medicina generale che potranno indicare, su ricetta bianca, visite museali, laboratori artistici e attività esperenziali , un percorso organizzato da prenotare tramite Cup.
L’idea è contrastare la solitudine e l’isolamento sociale, supportare pazienti con ansia o depressione lieve, migliorare la qualità della vita in caso di patologie croniche o fragilità cognitive. Il progetto è l’evoluzione di Oulx, un’esperienza già attiva sul territorio che ha trasformato un polo sanitario in un luogo di cura e di cultura, in uno spazio d’arte permanente aperto al territorio, e si fonda su sperimentate evidenze.
Alla base del lavoro c’è una organizzazione multiprofessionale che coinvolge medici, infermieri, psicologi, artisti, insegnanti e associazioni locali. Dopo la prescrizione e la prenotazione, i pazienti frequentano le attività organizzati in piccoli gruppi, accompagnati dall’equipe sanitaria, previsto poi un monitoraggio clinico finale che valuta i benefici ottenuti.
Le attività includono visite guidate, laboratori, storytelling corporeo, medicina narrativa e momenti creativi per stimolare emozioni, memoria, movimento e relazioni. La legittimazione del progetto dell’Asl torinese si rileva anche da un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2019, che definisce questo modello come un modo per affrontare i determinanti sociali della salute, collegando i pazienti ad attività culturali, artistiche, sociali e ambientali per migliorare benessere e qualità della vita.
