Numerose cause possono ridurre la produttività delle colture agrarie, una di queste è senza dubbio rappresentata dalle infestanti, specie selvatiche spontanee presenti in natura, che non destano preoccupazioni finché non entrano in competizione con specie coltivate, anzi rappresentano un importante fucina di biodiversità. Nel caso in cui crescono dove non dovrebbero, vale a dire in competizione con le colture, non sono ben viste dagli agricoltori in quanto influiscono negativamente su produttività e qualità delle specie coltivate, interferendo con gli obiettivi di trarre reddito dalle colture.
A caratterizzare queste specie la capacità di germinazione in condizioni difficili, la rapidità di crescita, la produzione di semi longevi e ad elevata dispersibilità, numerose possibilità di diffusione che può avvenire tramite vento o animali, ma anche per mano dell’uomo attraverso il commercio di semi, irrigazioni, attrezzature agricole. La disseminazione può avvenire all’interno dei frutti e lontano dalla pianta che li ha generati (dispersione anemocora), attraverso insetti (entomocora), attraverso animali (zoocora), l’acqua (idrocora), gli uccelli (ornitocora), per deiscenza dei semi (bolocora)
La loro azione si manifesta nella riduzione delle rese a causa della competizione in fatto di luce, acqua, nutrienti, ma anche fenomeni di soffocamento, e nel peggioramento della qualità per la presenza di sostanze tossiche in particolare per gli animali da reddito, inquinamento delle sementi con riduzione del loro valore, presenza di materiale umido come nel caso delle farine. Oltre a ciò dobbiamo aggiungere quanto le infestanti ostacolino le operazioni di lavorazione del suolo e di raccolta, fungono da vettori di organismi patogeni e non da ultimo aumentano le ore, la forza lavoro e il numero di trattamenti per il loro controllo e di conseguenza i costi per l’azienda agricola.
Per tenere sotto controllo l’infestazione è possibile seguire diverse strade, chimica, biologica e fisica. Il controllo chimico si basa per l’impiego di prodotti di sintesi, quali diserbanti e antiparassitari ed è sicuramente quello al quale si fa maggiormente ricorso, soprattutto nei paesi dove l’agricoltura è più sviluppata, come dimostrano i circa due miliardi di tonnellate di erbicidi impiegati contro le infestanti in grado di muovere un giro di affari che dovrebbe superare i 130 miliardi di dollari. Sempre per rimanere ai freddi ma importanti numeri il continente americano da solo nel 2020 ha impiegato oltre 1 milione di tonnellate di pesticidi, seguito dall’Asia con 658 mila tonnellate, l’ Europa con 470 mila, l’ Africa con 105 mila e l’Oceania con 70 mila (fonte Atlante dei Pesticidi 2023).

Anche la difesa dalle infestanti cerca di orientarsi verso la sostenibilità
Le altre due modalità di intervento dimostrano invece la necessità di quanto anche il settore della difesa delle colture, in questo caso dalle erbe infestanti, cerchi di percorrere la strada della sostenibilità. È il caso della lotta biologica, dove l’azione di controllo è demandato a parassiti o patogeni predatori, tra i quali insetti, acari, nematodi, funghi con un approccio che da una parte favorisca il proliferare dei nemici naturali e dall’altra renda l’infestante maggiormente suscettibile. L’impiego di mezzi fisici infine può esplicarsi in diverse modalità, pacciamatura, solarizzazione, pirodiserbo, sarchiatura, sfalci ripetuti.
Dalla Nuova Zelanda intelligenza artificiale e laser per il controllo delle infestanti. Negli ultimi anni si sperimentano sempre più l’impiego di tecniche sostenibili, come quelle basate su intelligenza artificiale, navigazione satellitare, robotica, ecc. Uno degli ultimi esempi in questo proviene dalla
Nuova Zelanda dove l’azienda Map and Zap, grazie a un gruppo di scienziati e ingegneri stà testando una tecnologia in grado di eliminare le infestanti con precisione, evitando l’insorgere di problemi legati al controllo chimico, come la resistenza di alcune malerbe al loro impiego, fenomeni di contaminazione ambientale come l’inquinamento delle falde acquifere, ecc.
Questo sistema rientra tra quelli sostenibili essendo basato su sistemi di intelligenza artificiale e su tecnologie laser, quindi sul non impiego di prodotti chimici. In questo modo è possibile identificare con maggiore precisione quelle che sono le infestanti, in base a determinate caratteristiche, come ad esempio la forma delle foglie e guidare l’azione del laser verso quest’ultime. Altro aspetto significativo è rappresentato dalla possibilità di applicazione a sistemi robotizzati o su trattori e di agire sulle infestanti a germinazione precoce in modo da diluire la banca dei semi evitando la diffusione dell’infestazione e evitare i sempre più frequenti fenomeni di resistenza delle infestanti nei confronti degli erbicidi
Per quanto riguarda il funzionamento il laser è azionato da due batterie in grado di funzionare per otto ore, la produttività è di 0,5 ha all’ora ma l’azienda intende riuscire a coprire fino a 2 ha orari e abbinarla al diserbo meccanico o elettrico. I vantaggi sono rappresentati da costo inferiore rispetto tecnologie simili, la versatilità con la possibilità di essere montato su un qualunque trattore, e non sfruttare combustibili fossili, diesel o benzina ma utilizzare forza motrice elettrica, e naturalmente l’estrema precisione dell’intervento andando a colpire soltanto gli organi bersaglio, le infestanti, senza danneggiare colture o pascoli come nel caso del diserbo chimico.
