LE COMUNITÀ ENERGETICHE A NAPOLI E MESSINA

Operano sul territorio in contesti svantaggiati per produrre energia pulita da fonti rinnovabili e a prezzi calmierati.

AMBIENTE
Susanna Bagnoli
LE COMUNITÀ ENERGETICHE A NAPOLI E MESSINA

Operano sul territorio in contesti svantaggiati per produrre energia pulita da fonti rinnovabili e a prezzi calmierati.

Una spinta alla svolta per un modello energetico che veda protagoniste, sempre di più, le fonti rinnovabili passa molto dalle comunità energetiche. Si tratta di associazioni composte da enti pubblici locali, enti del terzo settore, aziende, attività commerciali o cittadini privati che scelgono di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’autoconsumo, attraverso un modello basato sulla condivisione.

Previste da nuove normative e grazie ai fondi del PNRR, le comunità energetiche possono essere una straordinaria opportunità per facilitare la transizione ecologica nel Paese e superare l’attuale modello centralizzato di produzione energetica, nella direzione di una produzione di energia diffusa. Due esempi concreti e operativi di comunità energetiche sul territorio sono a Napoli e a Messina, sostenuti da Intesa Sanpaolo con progetti realizzati dalle Fondazioni di Comunità di San Gennaro, a Napoli e di Messina.

A Napoli il progetto Comunità Energetica che Intesa Sanpaolo ha realizzato insieme alla Fondazione di Comunità San Gennaro è in uno dei quartieri simbolo del capoluogo campano, il Rione Sanità. Oggi fornisce alla comunità locale energia elettrica pulita e a prezzi calmierati attraverso la valorizzazione delle risorse territoriali e lo sviluppo di reti di produzione interne alla Fondazione e al quartiere. Infatti almeno l’80 per cento di energia pulita a basso costo è riservata ai membri che aderiscono al progetto.

Un esempio che rafforza anche le realtà del territorio nel settore della produzione e fornitura di energie da fonti rinnovabili e il sostentamento di famiglie in stato di fragilità. Fra gli obiettivi futuri del progetto, vi è anche quello di dare vita a un modello replicabile in altri quartieri della città di Napoli.

A Messina è stato possibile realizzare impianti fotovoltaici diffusi, dando vita a microreti a vantaggio di persone e famiglie in situazione di fragilità, attraverso processi di condivisione dell’energia prodotta. Il progetto, nella città siciliana, potenzia e amplia quanto già realizzato dalla Fondazione Messina a Maregrosso, quartiere della città metropolitana di Messina, dove è stata costituita l’associazione Comunità Energetica di Fondo Saccà, ‘passaggio’ finale di Capacity, un più ampio programma di riqualificazione delle periferie urbane che ha visto il Comune di Messina e la Fondazione lavorare in sinergia per ‘liberare’ l’area dove sorgeva una baraccopoli.

Al suo posto, oggi, sorgono sei edifici dotati di soluzioni innovative per la produzione e gestione dell’energia da fonti rinnovabili. In alcuni di essi hanno sede i centri socioeducativi Il Melograno e Il Melarancio, spazi dedicati alle famiglie con bambini piccoli e finalizzati alla valorizzazione della prima infanzia e al contrasto della povertà educativa. Alla base delle comunità energetiche ci sono relazioni collaborative, incentrate su un sistema di scambio locale per favorire lo sviluppo sostenibile e ridurre la dipendenza energetica dal sistema elettrico nazionale, incentivando al tempo stesso la nascita di nuovi modelli circolari.

I prossimi passi in avanti ora devono riguardare i nuovi ‘modelli’ di collaborazione con i quali le istituzioni e gli enti locali, insieme a realtà profit e non profit possono sviluppare canali di dialogo e di collaborazione,  per fronteggiare l’incremento dei costi di gas ed elettricità che, soprattutto nei comuni più piccoli, rischiano di aumentare il divario energetico.