Molti animali utilizzano il loro olfatto in maniera straordinaria, per trovare cibo, evitare pericoli, comunicare, identificare i compagni o un territorio, è dunque essenziale per la loro sopravvivenza. Il naso, grazie ai recettori, percepisce l’energia ambientale connessa con gli stimoli olfattivi e la trasforma in impulsi nervosi, questi viaggiando lungo le vie nervose raggiungono il cervello dove vengono processate e decodificate. L’animale può così interpretare le informazioni captate dal naso e riconoscere gli odori. Fra gli animali con l’olfatto più sviluppato quelli più noti sono sicuramente gli elefanti africani, gli uccelli, gli orsi e i leoni.
Non dimentichiamo certamente i cani, l’acuità del loro olfatto insieme alla loro capacità di apprendere e la propensione a cooperare con le persone, rende i cani eccellenti investigatori in svariate attività: il rilevamento di droghe o di esplosivi, il ritrovamento delle vittime di disastri o di resti umani, e lo screening di alcune patologie dell’uomo. Ma non tutti forse sanno che anche gli insetti, in particolar modo le formiche, hanno un olfatto molto sviluppato e si stanno specializzato nel fiuto del cancro, sarebbero infatti in grado di percepire la presenza di sostanze volatili, prodotte a causa dell’alterato metabolismo cellulare che i tumori inducono, nell’urina di topi ammalati di cancro.
Lo studio è stato pubblicato il 25 gennaio sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B.
Il fiuto del tumore
Gli autori hanno inserito e fatto crescere nei topi un tumore umano molto aggressivo che ha come bersaglio il seno. Nel frattempo, hanno addestrato delle formiche per aiutarle ad annusare le sostanze, a riconoscere l’odore e a comunicarlo.

Hanno poi collocato delle goccioline di acqua e zucchero accanto ai campioni di urina dei topi malati, in modo che le formiche li associassero a questa piccola ricompensa, ripetendo la sessione per ben tre volte con ogni animale coinvolto nell’esperimento. Successivamente, davanti alle formiche sono stati posizionati i due diversi campioni di urina, quello di controllo e quello “alterato” dal tumore, questa volta senza aggiungere l’acqua zuccherata.
Gli insetti si sarebbero fermati mediamente circa il 20% in più del tempo di fronte al campione derivante dal topo ammalato cercando la ricompensa. Grazie a particolari analisi chimiche, i ricercatori hanno potuto constatare la presenza effettiva delle sostanze che attribuiscono l’odore peculiare nei campioni che le formiche hanno riconosciuto come positivi al tumore. Già nel 2022 lo stesso team di ricerca aveva documentato come formiche fossero in grado di distinguere, sempre dall’odore, cellule tumorali da cellule sane. L’esperimento però, era stato condotto con cellule cresciute in vitro, e non con campioni derivanti da animali vivi ammalati di cancro, come nello studio attuale.
Una ricerca rivoluzionaria
“Un giorno potremmo usare animali dal naso affinato o, nel caso delle formiche, con antenne sensibili per rilevare rapidamente i tumori, perché prima viene scoperto il cancro, maggiori sono le possibilità di guarigione. Il modo in cui oggi diagnostichiamo il cancro, prelevando sangue, facendo biopsie ed eseguendo colonscopie, è spesso costoso e invasivo. I comportamentisti animali stanno immaginando un mondo in cui i medici un giorno useranno le specie con sensibilità acuta per aiutare a individuare i tumori in modo rapido ed economico”, afferma Piqueret.
Le formiche possono avere inoltre, un vantaggio sui cani e sugli altri animali, poiché hanno bisogno di poco tempo per essere addestrate. Il team ha in previsione di effettuare il test anche su pazienti normali e non più nelle cavie, senza un contatto diretto, in modo tale che non ci possa essere alcun problema anche per le persone che hanno paura degli insetti.
