L’EMERGENZA SANGUE NON VA IN VACANZA

Estate 2023, l’appello da Nord al Sud a tutti i donatori di sangue. Servono sangue intero, plasma e piastrine negli ospedali italiani.

SALUTE
Francesca Franceschi
L’EMERGENZA SANGUE NON VA IN VACANZA

Estate 2023, l’appello da Nord al Sud a tutti i donatori di sangue. Servono sangue intero, plasma e piastrine negli ospedali italiani.

L’estate è una stagione da sempre “calda” anche per le donazioni di sangue, che subiscono un calo fisiologico dovuto alle partenze per le ferie, ma anche ad altri fattori come gli sbalzi di pressione per il caldo, le sospensioni per i viaggi all’estero, i problemi causati dalle zanzare, qualche concessione in più al cibo e all’alcool.

Come ogni, puntuale, torna l’appello diffuso da tutte le associazioni di donatori che, specialmente prima di partire per le vacanze estive, sottolineano all’unisono l’importanza del dono.

Il numero dei donatori di sangue, a dire il vero, cresce e si attesta su livelli leggermente inferiori al periodo pre-COVID ma nell’ottica di un generale miglioramento della situazione, colpisce ancora in negativo il segno meno alla voce “donatori giovani”.

Centro Nazionale Sangue

I dati presentati dal Centro Nazionale Sangue ci forniscono un quadro sostanzialmente incoraggiante in cui si segnalano comunque alcune criticità.

Nel 2022 i donatori di sangue sono stati 1.660.227, dato in leggera crescita rispetto al 2021 e che ci avvicina sempre di più ai livelli pre-COVID. La generosità dei donatori ha permesso di eseguire circa 2,8 milioni di trasfusioni su 639mila pazienti, con una media di circa 5,4 trasfusioni ogni minuto, confermando sostanzialmente l’autosufficienza del sistema sangue per quel che riguarda i globuli rossi.  Quello che continua a destare preoccupazione è il progressivo invecchiamento del popolo dei donatori a cui non sembra corrispondere un adeguato ricambio generazionale.

I donatori

Complessivamente i donatori tra 18 e i 45 hanno fatto registrare un calo del 2% in un anno, mentre il numero dei donatori da 46 anni in su continua a crescere. In particolare la fascia d’età che cresce di più è quella dei donatori tra 56 e 65 anni che in un anno ha registrato un aumento del 7%. Resta sostanzialmente invariata la quota delle donatrici che sono state 556.009, ovvero un terzo del totale.

Altra criticità registrata lo scorso anno è quella della raccolta del plasma, la parte liquida del sangue, risorsa medica fondamentale per la creazione di farmaci salvavita come albumina e immunoglobuline, i cosiddetti farmaci plasmaderivati.

donatore di sangue

Tra i principali medicinali plasmaderivati troviamo: l’albumina, le immunoglobuline, l’antitrombina, il fattore VIII della coagulazione, il fattore IX della coagulazione, il fattore VII della coagulazione, il fattore XIII della coagulazione, i concentrati di complesso protrombinico, il fibrinogeno.

Le donazioni nel 2022 hanno permesso di raccogliere 843mila kg di plasma, 19mila in meno rispetto al 2021. Questo risultato negativo è da ascrivere alla forte incidenza della variante Omicron nei primi mesi del 2022, mesi in cui si sono registrati cali drastici nella raccolta. Si allontana ancora l’obiettivo dell’autosufficienza italiana in materia di plasma. Questa mancata autosufficienza costringe ogni anno il nostro Paese, per soddisfare il fabbisogno nazionale, ad acquisire farmaci plasmaderivati sul mercato internazionale.

AVIS Nazionale

AVIS intanto, come del resto ogni anno, ha fatto la sua parte e poco prima dell’inizio della stagione estiva ha lanciato “Mettiti in gioco, dona il sangue”, la campagna nata per diffondere il valore fondamentale della donazione e sensibilizzare le nuove generazioni. Questi, del resto, sono da sempre alcuni degli obiettivi prioritari di AVIS che, nel corso degli ultimi anni, hanno assunto un’accezione ancora più imprescindibile. In base ai dati forniti dal Centro nazionale sangue, infatti, la fascia dai 18 ai 45 anni di età è passata da 1.089.510 donatori del 2012 (63% del totale) a 866.112 (52%) del 2021 e, sempre in questa fascia, negli ultimi 10 anni i nuovi donatori sono diminuiti del 24%. Considerata la necessità di un ricambio generazionale finalizzato a garantire la continuità della raccolta e delle attività trasfusionali, AVIS Nazionale ha voluto puntare su una nuova strategia comunicativa che, passando per i social maggiormente diffusi tra i giovani come Instagram e TikTok, possa superare timori ed esitazioni nel compiere un gesto semplice, ma dal profondo valore etico e sociale. Attraverso indagini sociologiche e di marketing condotte nell’autunno 2022 all’interno di gruppi di 10-15 giovani non donatori, sono emerse le loro necessità di capire meglio le reali implicazioni socio-umanitarie e mediche della donazione. Senza dimenticare che donare il sangue rappresenta un gesto semplice che, prima di tutto, necessità di superare l’inerzia generata dalla paura, così come la pigrizia o la scarsa informazione. Da qui è nato il claim “Mettiti in gioco, dona il sangue”, come invito a vincere questi atteggiamenti passivi con un approccio costruttivo e socialmente utile.

«Partendo da questi presupposti abbiamo compreso la necessità di rivedere le nostre strategie comunicative – commenta il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola – e il nostro approccio verso le piattaforme social più diffuse tra i giovani, di cui troppo spesso viene riconosciuta la mera funzione di intrattenimento. Per questo abbiamo incentivato la nostra presenza su questi canali e abbiamo da poco lanciato una nuova campagna, dal titolo “Mettiti in gioco, dona il sangue”, che punta a stimolare tra i giovani il superamento dei propri limiti e l’adozione di un atteggiamento proattivo verso gli altri.

La nostra attività nel mondo della scuola ha, inoltre, previsto l’impiego della realtà virtuale per stimolare, con comprovato successo, un dialogo più costruttivo tra studenti e docenti sui temi della cittadinanza attiva e del volontariato.

Troppo spesso tendiamo a definire i giovani come il nostro futuro, ma è nostro compito renderli protagonisti già del presente. Ecco perché vogliamo lanciare un appello al dono, affinché anche loro possano garantire le terapie salvavita agli oltre 1800 pazienti che ogni giorno dell’anno necessitano di trasfusioni di sangue. Mettetevi in gioco e date il vostro prezioso e insostituibile contributo anche d’estate.

Sul piano organizzativo, per intercettare le esigenze dei donatori il sistema di raccolta deve evolvere verso logiche di flessibilità e prossimità», prosegue il Presidente Briola.  «L’inserimento dei centri di raccolta di sangue e plasma all’interno delle Case della Comunità e l’estensione degli orari di apertura dei centri potrebbero, a nostro avviso, essere prime soluzioni in grado di segnare un cambio di passo verso il coinvolgimento dei giovani».