Con lo spegnimento della fiaccola olimpica, l’Italia traccia il bilancio di un evento che ha trasformato profondamente il volto dei suoi territori. Quella che il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, ha definito come la “seconda Olimpiade” — ovvero la fase della legacy — è ufficialmente iniziata, lasciando in dote al Paese un patrimonio strutturale e sociale destinato a durare per decenni. I Giochi sono stati un catalizzatore strategico per la modernizzazione, accelerando opere che in regimi ordinari avrebbero richiesto molto più tempo per essere completate.
Il piano infrastrutturale, sostenuto da un investimento complessivo superiore ai 3,5 miliardi di euro, ha visto la realizzazione di 98 opere, di cui 51 destinate al potenziamento dei trasporti. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha rivendicato con forza il successo del piano, definendolo la vittoria dell'”Italia dei Sì“.
In una dichiarazione emblematica, Salvini rispose alle polemiche sull’utilizzo dei fondi olimpici per opere permanenti: “Sì, confesso la mia colpa… stiamo usando le Olimpiadi per lasciare ai lombardi e agli italiani tante cose che rimarranno anche 50 anni dopo… è la differenza fra chi gestiva i grandi eventi nel passato e noi che lavoriamo perché le Olimpiadi siano una risorsa“. Il Ministro ha inoltre voluto dedicare un ringraziamento particolare “soprattutto agli operai che hanno lavorato” per rendere possibile la consegna dei cantieri.
Tra gli interventi più significativi figurano il potenziamento delle strade statali SS38 e SS36 in Lombardia e varianti stradali strategiche in Veneto, oltre a un massiccio rinnovo della rete ferroviaria che ha visto la riqualificazione di dieci stazioni. Anche il Governatore del Veneto, Luca Zaia, ha evidenziato come questi fondi non sarebbero mai arrivati senza i Giochi, parlando di un vero e proprio “nuovo Rinascimento” per la regione.

Un Nuovo Standard di Accessibilità Universale
Uno dei lasciti più preziosi di questa edizione è l’impegno verso l’inclusione totale. Seguendo i principi del Design for All, l’Italia ha ridefinito gli standard di accessibilità per le persone con disabilità. Salvini ha mantenuto una “grande attenzione” su questo tema, sottolineando che la sfida era far sì che queste fossero le “Olimpiadi di tutti“.
- L’Arena di Verona: Grazie a un investimento di circa 20 milioni di euro, l’anfiteatro è stato dotato di ascensori e rampe a bassa pendenza, interventi permanenti che permetteranno a chiunque di fruire dei futuri spettacoli senza barriere architettoniche.
- Villaggio Olimpico di Cortina: Qui, il 50% degli alloggi è stato reso completamente accessibile, una percentuale doppia rispetto a quanto inizialmente previsto dagli standard internazionali.
- Mobilità Inclusiva: Il Gruppo FS e RFI hanno potenziato i servizi nelle stazioni lungo le tratte olimpiche, integrando le “Sale Blu” per garantire assistenza ai viaggiatori a ridotta mobilità.

Ritorno Economico e Rigenerazione Urbana
L’impatto economico complessivo per il sistema Paese è stimato intorno ai 5,3 miliardi di euro. Studi condotti dalle università Bocconi, Ca’ Foscari e La Sapienza hanno confermato una ricaduta occupazionale significativa, con la creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro. Anche l’ospitalità diffusa ha giocato un ruolo chiave: gli host Airbnb hanno generato benefici economici diffusi, con un guadagno medio di circa 2.400 euro a famiglia durante i Giochi.
Sul fronte urbano, il progetto simbolo è il Villaggio Olimpico di Milano nello Scalo Porta Romana. Costruito in tempi record, verrà convertito nel più grande studentato d’Italia in edilizia convenzionata, offrendo 1.700 posti letto. Il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso orgoglio per questa trasformazione: “Abbiamo organizzato queste Olimpiadi anche quando non tutto il Paese ci sosteneva. È stata una scommessa vinta… le nuove infrastrutture resteranno ai cittadini“.

La Visione degli Esperti
In conclusione, Giovanni Malagò ha ribadito l’auspicio che Milano Cortina 2026 venga ricordata come un “modello esemplare” capace di modificare la cultura sportiva e l’emulazione nei giovani. Se Torino 2006 aveva già dimostrato come un grande evento possa rilanciare una città, Milano Cortina 2026 lascia un’eredità strutturale, sociale e valoriale che proietta l’Italia verso il futuro per i prossimi cinquant’anni.
