L’INVECCHIAMENTO, UNA SFIDA DA PNRR

Al via AGE-IT, il programma di ricerca interdisciplinare per studiare come la nostra società si sta evolvendo.

SALUTE
Susanna Bagnoli
L’INVECCHIAMENTO, UNA SFIDA DA PNRR

Al via AGE-IT, il programma di ricerca interdisciplinare per studiare come la nostra società si sta evolvendo.

Nel 2050 gli ultraottantenni in Italia saranno 7 milioni e 600 mila, tre milioni in più di adesso, per l’ ISTAT.

Un traguardo impressionante se si pensa che nel 1950 donne e uomini che avevano compiuto gli ottanta erano solo cinquecentomila.

Dal punto di vista demografico la popolazione italiana è eccezionale: unisce una fecondità estremamente bassa a uno dei più alti livelli di aspettativa di vita al mondo. Caratteristiche che rendono il nostro Paese il caso di studio perfetto a livello internazionale.

Questa è la premessa indispensabile per comprendere come e perché oggi giunto il momento di fare una riflessione approfondita sulle sfide e le opportunità che pone una società che invecchia, divenute non a caso il centro del progetto di ricerca AGE-IT.

Si tratta di un programma dedicato alla ricerca sui temi dell’invecchiamento, appunto, interdisciplinare e declinato in dieci ambiti – che è stato presentato alcuni giorni fa presso l’Università di Firenze.

AGE-IT

AGE-IT è un Partenariato Esteso, cioè una delle linee di investimento previste dal Ministero dell’Università e della Ricerca all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Potrà contare su un finanziamento di oltre 114 milioni di euro e su 350 ricercatori, grazie alla rete di partner di cui è composto: 27 tra Università, centri di ricerca, industrie, enti e organizzazioni, con il coordinamento dell’Università di Firenze.

Prof. Vignoli 
Prof. Vignoli  (foto fornita da ufficio stampa dell’Università)

Un raggruppamento vastissimo di competenze, che sono al lavoro per studiare come la nostra società si sta evolvendo e disegnare le possibili linee di intervento, da tutti i punti di vista: sociale, economico, biomedico e tecnologico.

Demografia dell’invecchiamento

Gli ambiti vanno dalla demografia dell’invecchiamento, alla biologia, allo studio dei fattori ambientali, dai sistemi di cura dell’anziano, al welfare e alle politiche per l’invecchiamento.

Una ricerca sul campo che darà indicazioni utili, a livello internazionale, alle società e popolazioni che vivono lo stesso trend demografico e analoghi problemi, che avrà un primo step di riflessione sul procedere delle ricerche a maggio 2024 con una assemblea plenaria dei ricercatori a Venezia.

E una deadline a febbraio 2026.

A Daniele Vignoli, professore ordinario di Demografia all’Università di Firenze e coordinatore scientifico di AGE-IT, abbiamo chiesto quale dei dieci settori della ricerca sia trainante : “ Le dieci sfide procedono in parallelo e in sinergia tra di loro – spiega –  ma una è quella da cui parte tutto il progetto, vale a dire la demografia dell’invecchiamento.

Una sfida attuale, l’Italia da questo punto di vista è un paese eccezionale, abbiamo una delle speranze di vita alla nascita più alte al mondo e fecondità tra le più basse, questo crea una struttura per età della popolazione fortemente invecchiata che non è mai stata studiata con un approccio interdisciplinare come accade con questo progetto”.

Ci sono limiti all’aumento della sopravvivenza in Italia? Quale è stato l’impatto del COVID-19? Perché la fecondità dell’Italia è tra le più basse al mondo? Qual è il ruolo delle politiche? Le migrazioni possono contrastare il processo di invecchiamento? Come cambiano le dinamiche sessuali e le dinamiche di formazione e scioglimento delle unioni in una società in cui viviamo sempre più a lungo? Qual è l’impatto del cambiamento climatico e dell’inquinamento sulla salute degli anziani? Che ruolo avrà la Silver Economy? Sono alcune delle questioni sul tavolo a cui dare risposta e trovare soluzioni tecnologiche, sociali, medico-assistenziali e di policy per il benessere di una società dove gli equilibri tra le generazioni stanno cambiando radicalmente.

“AGE-IT pone l’Italia al centro della ricerca nazionale e internazionale sul tema dell’invecchiamento e le sue sfide declinato lungo l’intero arco della vita e affrontato nelle sue diverse dimensioni sociale, sanitaria, demografica – ha detto la rettrice dell’Ateneo fiorentino Alessandra Petrucci -. Essere a capofila di questo partenariato riveste per l’Università di Firenze grande importanza a cui corrisponde l’impegno e la responsabilità di contribuire alle prospettive future della nostra società”.