L’ITALIA E STRATEGIA PER L’ ECONOMIA CIRCOLARE

L’Italia si dota di una strategia per l’economia circolare e di un osservatorio per il monitoraggio del suo andamento, cosa che permetterà di attuare alcune misure previste dal PNRR in materia di economia circolare.

AMBIENTE
Redazione
L’ITALIA E STRATEGIA PER L’ ECONOMIA CIRCOLARE

L’Italia si dota di una strategia per l’economia circolare e di un osservatorio per il monitoraggio del suo andamento, cosa che permetterà di attuare alcune misure previste dal PNRR in materia di economia circolare.

Nel mondo si consumano circa 100,6 miliardi di tonnellate di materiali vari ogni anno, di tutte queste solo l’ 8,6% è destinato la riciclo. Annualmente si producono 2 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani, basti pensare che i cosiddetti raee, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche ammontano a poco meno di 54 milioni di tonnellate e appena il 17,4 % è stato effettivamente riciclato. Fondamentale è quindi il valore degli scarti, dei rifiuti e dei prodotti inutilizzati che deperiscono facilmente pur avendo un alto valore economico ed ambientale nonché della necessità di una loro rigenerazione. Alla base dell’economia circolare la piramide gerarchica della materia, articolata in riduzione, riuso, riciclo, raccolta, recupero, riduzione dello spreco del prodotto prima del suo utilizzo per morte prematura della materia. L’economia circolare permette di restituire una seconda vita al rifiuto aumentandone la durabilità (quella che potremmo chiamare usando un temine anglosassone life extension), evitandone l’ obsolescenza programmata e facendo in modo che molti materiali possano entrare nella catena dei rifiuti. È possibile ripristinare prodotti usati come nuovi, ricondizionandoli o rimodernandoli o destinandoli a paesi nei quali possono ancora essere utilizzati, o far sì che lo scarto possa trovare impiego per la realizzazione di prodotti di valore superiore.

Nel giugno scorso l’ex Ministero per la Transizione Ecologica, rinominato dell’ Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha approvato con il decreto 259 la Strategia Nazionale per l’ Economia Circolare. La strategia come richiesto dal PNRR ha il compito di revisionare, aggiornare e migliorare la strategia del 2017 con l’individuazione di nuove aree di intervento rappresentate dall’ ecodesign dei prodotti, da eco prodotti, blu economy, bioeconomia e materie prime critiche. La missione 2 rivoluzione verde e transizione ecologica componente 1 agricoltura sostenibile ed economia circolare misura 1.1 Strategia Nazionale per l’economia circolare punta al miglioramento della capacità di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e  dell’ economia circolare. Gli investimenti in capo al ministero finanziano la realizzazione di impianti di trattamento, miglioramento e meccanizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani (linea A)  l’ ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti di trattamento (linea B), riciclaggio per lo smaltimento di materiali assorbenti ad uso personale, fanghi di acque reflue, rifiuti di pelletteria e tessili (linea C), con la misura 1.2 programma nazionale per la gestione dei rifiuti, sono assegnati fondi per progetti faro nel ciclo dei rifiuti che puntino al miglioramento dei sistemi di raccolta differenziata, di trattamento e riciclo di materiali quali carta, cartone (linea B), plastica, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (linea A), rifiuti tessili (linea C – creazione di textile hubs) per quest’ ultimo materiale è possibile realizzare impianti di riciclo meccanico e chimico. Con l’investimento 1.3 supporto agli enti locali è previsto lo sviluppo di piani e progetti in materia di gestione dei rifiuti, e nello specifico criteri ambientali minimi che rientrano negli appalti verdi.

Autore DragonTiger – Getty-Images

Il decreto di adozione della strategia per l’economia circolare si basa su vari punti strategici.

  • Supporto all’ implementazione di politiche di economia circolare su scala regionale e locale.
  • Creazione di un nuovo sistema di tracciabilità digitale dei rifiuti per contrastare il mercato secondario delle materie prime.
  • Dare vita ad un mercato delle materie prime seconde che siano competitive per disponibilità, prestazioni e costi, togliendo la qualifica di rifiuto a tali prodotto (end of waste)
  • Applicare i principi di responsabilità estesa del produttore in modo tale che possa farsi carico del destino del prodotto e “chi inquina paga
  • Autorità di controllo nel contrasto alla gestione illecita.
  •  Creare incentivi fiscali alle attività di riciclo e utilizzo di materie prime secondarie.
  • Revisionare la tassazione dei rifiuti affinché si possa creare un disincentivo al conferimento in discarica e all’ incenerimento.
  • Diritto a riutilizzo e riparazione.
  • Inserire i criteri ambientali minimi nel settore degli appalti pubblici verdi; riforma del sistema EPR (estensione della responsabilità dei produttori) e dei consorzi e creazione di uno specifico organismo di vigilanza presieduto dal Ministero.
  • Attuare il principio di responsabilità estesa al produttore al quale è richiesto di farsi carico del destino finale del prodotto.
  •  Attuare le condizioni per l’ estensione della durata del prodotto grazie ad una progettazione mirata a principi di modularità e riparabilità.
  • Potenziare la ricerca e  lo sviluppo nell’ eco efficienza, migliorando la tracciabilità di beni e risorse nel ciclo di vita per definire un insieme di indicatori che possano misurare il grado di circolarità con il ricorso alle metodologie delle carbon footprint e del life cycle assesment.
  • Progettare nuovi programmi di formazione per la creazione di figure in esperto di economia circolare e lo sviluppo di imprenditoria nel settore.

Nasce l’Osservatorio per l’economia circolare

Con apposito decreto dirigenziale del settembre scorso è stato istituito l’ osservatorio per l’economia circolare con il compito di monitorare lo stato di attuazione delle misure della strategia nazionale, garantire il confronto con le parti sociali e le associazioni di categoria, svolgere una azione comunicativa efficace verso la pubblica amministrazione, elaborare documenti sullo stato di attuazione delle misure, monitorare, definire e quantificare i target intermedi delle misure della strategia.

Fanno parte dell’ osservatorio con la carica di Presidente la dirigente del ex MIT Laura d’ Aprile, con Giacomo Vigna funzionario dell’ ex Ministero dello Sviluppo Economico (attuale delle imprese e del made in Italy), suo vice, oltre ad un componente dei Ministeri di economia, ex agricoltura (attuale dell’ agricoltura e della sovranità alimentare), infrastrutture, salute ed ex istruzione (istruzione e merito), componenti dell’ Anci (Associazione nazionale comuni italiani), un componente delle singole regioni oltre al supporto scientifico di Ispra ed Enea.

Il piano di azione per l’ economia circolare prevede la possibilità di ottenere risparmi di materia in numerosi settori, elettronica, batterie e veicoli, imballaggi, plastica, tessile, edilizia, alimentare acqua e nutrienti, materie prime critiche, per ogni uno dei quali è previsto l’ obiettivo dell’ aumento della percentuale di riciclo oltre ad azioni come progettazione ecocompatibile, eliminazione di materiali pericolosi e pile non ricaricabili (batterie), o impiego di modelli di produzione circolare, come nel caso dell’ industria tessile, ecc.

Autore petovarga – Getty-Images

Come si compone la strategia

La strategia prevede lo sviluppo di diversi settori, tra i quali la trasformazione dei modelli produttivi, il ruolo dei consumatori nell’ economia circolare, gestione dei rifiuti e creazione di nuove catene di approvvigionamento dei materiali, uso circolare delle risorse naturali, digitalizzazione, tracciabilità dei rifiuti, finanza e fiscalità ambientale, obiettivi specifici della strategia e loro monitoraggio.

Quale il crono programma della strategia

La strategia nazionale è regolata dal Decreto Ministeriale 342 dello scorso 19 settembre con il quale è stato adottato il crono programma, Determina dirigente di struttura 180 del 30 settembre, che ha istituito l’ osservatorio per l’economia circolare e il Determina dirigente di struttura 192 del 18 ottobre, integrazione della composizione dell’ osservatorio per l’economia circolare.

Tra le altre a partire dal 2023 un report annuale sull’ andamento della strategia sull’ economia circolare sulla base dell’ attività dell’ osservatorio, sperimentazione del modello e consultazione con gli stakeholders, proposte di legge per la soppressione dell’ iva agevolata al 10% su prestazioni di gestione, stoccaggio e deposito temporaneo di rifiuti urbani e speciali, tributo ridotto al 20% della tariffa ordinaria per i rifiuti smaltiti in impianti di incenerimento senza recupero di energia per gli scarti di impianti di selezione automatica, riciclaggio e compostaggio. Entro il 2026 finanziamento a centri per il riuso e la riparazione dei beni di proprietà pubblica; utilizzo dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici con incentivi a riuso e riparazione, introduzione di incentivi in favore a chi promuove comportamenti per la riduzione dei rifiuti, proposta della creazione di un organismo di vigilanza dei consorzi.

In copertina immagine: Autore anyaberkut – Getty-Images