Tra pochi giorni, il 16 giugno, parte l’emozionante viaggio di Davide, un bambino di 6 anni, affetto da una malattia rara, che insieme al padre percorrerà quasi mille chilometri in cargo bike.
Partiranno da Riccione per arrivare a Santa Maria di Leuca, percorrendo l’intera costa adriatica, attraversando 5 regioni, 15 province e 94 comuni.
Il progetto “Dade alla ricerca del Delfino magico” coniuga impegno e coraggio di una famiglia alle prese con una malattia rara.
La Kif5c è una rara malattia genetica che colpisce pochi casi noti in tutto il mondo, provoca ritardi nello sviluppo motorio e cognitivo, ma non toglie a Davide la voglia di ‘rincorrere’ il suo “Delfino magico” .
Davide e il suo papà non vogliono solo vivere insieme un’avventura, vogliono invece sensibilizzare istituzioni e persone per combattere l’indifferenza che troppo spesso avvolge le disabilità infantili rare.

Malattie come la Kif5c, estremamente rare e spesso escluse dalla ricerca scientifica, colpiscono duramente non solo il piccolo paziente, ma le loro famiglie, spesso sole e abbandonate nell’affrontare problemi di tale gravità.
Il viaggio, patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e i Comuni di Riccione, Roseto degli Abruzzi, Castrignano del Capo e Otranto, sarà in cargo bike per papà e figlio, saranno, però, seguiti da due camper a bordo dei quali si troveranno la mamma di Davide e la sorellina insieme ai nonni, per dare supporto al piccolo nel suo lungo percorso.
Il cargo bike sarà fornito di cellula di trasporto anteriore a pedalata assistita, il percorso sarà prevalentemente su strade panoramiche e ciclovie, per evitare il traffico intenso, e sarà integralmente documentato attraverso i più diffusi canali social.
Oltre al sito ufficiale, www.delfinomagico.it, ci sarà un podcast ‘il viaggio di Dade’ disponibile su Spotify e Apple podcast, la documentazione sarà accessibile anche sul profilo instagram @dadedelfinomagico e quello facebook Dade alla ricerca del Delfino Magico.
L’obiettivo di papà Simone è incoraggiare le famiglie che si trovano in condizioni simili a “superare l’isolamento, a non nascondersi, e a costruire una rete solidale e coesa che possa farsi portavoce di istanze concrete nei confronti delle istituzioni”.

