È stata scelta per guidare il dipartimento nazionale dei Lavori Pubblici e, fresca di nomina, è già pronta con un’agenda fitta e piena di impegni a girare tutto lo stivale per monitorare infrastrutture e opere strategiche. Del resto, l’onorevole di Forza Italia Erica Mazzetti, lo ha affermato fin da subito: i lavori pubblici sono la grande sfida per modernizzare il nostro Paese.
È fresca di nomina la parlamentare degli azzurri, componente della VIII commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, designata dal Segretario Nazionale e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, dal responsabile dipartimenti Alessandro Cattaneo che le hanno dato totale fiducia su un tema che proprio lei conosce bene e che, oggi più che mai, è determinante per lo sviluppo e per l’agenda di governo.
“Anche nel vasto e complesso mondo dei lavori pubblici, sottolinea, c’è bisogno di proseguire in quella rivoluzione liberale, con l’apertura alle imprese e alle competenze, che abbiamo avviato con il nuovo codice degli appalti di cui sono stata relatrice. Dai lavori ordinari, alla manutenzione, al monitoraggio delle infrastrutture, fino alle grandi opere strategiche: c’è molto da fare, molto da seguire, molto da spiegare bene. Mi impegnerò al massimo”.

“Dobbiamo continuare a realizzare le opere pubbliche che, in buona parte, saranno realizzate con il PNRR. Non possiamo permetterci di bloccare le infrastrutture che sono fondamentali e strategiche per il nostro Paese senza dimenticare abbiamo preso impegni in Europa. Certamente una rivalutazione del PNRR andava fatta e il Governo di centro destra lo ha fatto. Contestualmente dobbiamo esser bravi nel reperire quelle risorse che vengono spostate dal PNRR ad altri finanziamenti ma, sui lavori pubblici, non si arretra certamente di un passo. Nel frattempo, ho presentato un question time al Ministro Fitto inerente Comuni e Imprese che necessitano di risposte e di esser tranquillizzati e spero di discuterne in aula prima possibile”
“Il Presidente del Consiglio Meloni ha ragione quando dice che il Superbonus è stato concepito male in partenza e modificato pure peggio – aggiungo io. Talmente scritto male che chi ha rispettato le norme – non mi riferisco ai tentativi di truffe prontamente bloccati – oggi si trova nei guai. Dobbiamo salvaguardare chi ha investito e riposto fiducia nelle norme dello Stato, per quanto scritte male: è nel programma di governo del Centrodestra, è un impegno preso”.
“Forza Italia ha più volte sollecitato un intervento presentando un dettagliato pacchetto di proposte per permettere sia una conclusione dei lavori avviati, con una proroga al 31 dicembre 2024, sia lo sblocco dei crediti fermi, introducendo ulteriori possibilità di frazionamento dei crediti e, non ultimo, la compensazione con gli F24, chiedendo, inoltre, alle partecipate dello Stato di riprendere gli acquisti”
“Serve un incentivo direttamente proporzionale all’aumento delle classi per l’efficientamento energetico, sismico, e idrico ma inversamente proporzionale al reddito, così da agevolare le classi sociali più deboli e anche l’edilizia popolare residenziale, che è stata la più danneggiata”. Ci sono stati degli errori nel recente passato – e non per colpa del Centrodestra – ma bisogna adesso saper guardare oltre: già vediamo gli effetti negativi sul Pil e, di contro, sulle finanze pubbliche, con la crescita sproporzionata della cassa integrazione e con il ritorno del nero, del blocco dei cantieri, che poi diventa anche un problema di sicurezza. Bisogna sbloccare il pregresso e dare nuove prospettive al settore per una crescita stabile dell’indotto, motore trainante dell’economia reale”
“Visti i dati più che soddisfacenti di luglio e agosto diffusi da Ance direi che, al contrario di quanto sostenevano le opposizioni e il presidente di ANAC, il codice sta funzionando. Ora non è il momento di fare polemiche ma è preminente realizzare opere che sono fondamentali per lo sviluppo del paese e per ridare vigore – con la creazione di posti di lavori – all’economia reale che negli ultimi mesi sta diminuendo. Non da ultimo, lo ribadisco, è fondamentale la fiducia, una fiducia reciproca e funzionale, tra imprese e stazioni appaltanti.”
“Quanto detto deve essere accompagnato dalla riduzione del cuneo fiscale e, urgentissimo, dalla semplificazione della burocrazia. Semplificare, così come abbiamo fatto nel Codice degli Appalti, le lunghe e farraginose procedure burocratiche per dare respiro a imprese e cittadini. In prima persona mi sono impegnata e ho fatto tagliare, passando da 3 a 2, le fasi progettuali e le stazioni appaltanti stanno dicendo che questa operazione si è rivelata fondamentale perché fa risparmiare oltre un anno di tempo”

“Di serio e concreto impegno. Ho già scritto a tutti i coordinatori regionali del mio partito ai quali ho chiesto di darmi un referente per i lavori pubblici in tutte le regioni. Da fine settembre inizierò un giro in tutte le regioni italiane per valutare e monitorare la semplificazione e attuazione del PNRR nonché le opere pubbliche realmente necessarie. Al contempo dovremo monitorare la sicurezza dei ponti e dei viadotti in tutto lo stivale e potenziare – in un paese come il nostro che si muove ancora su ruote – la rete ferroviaria che necessita sicuramente di esser potenziata”
“L’alta velocità in molte tratte è già vetusta, veda, a titolo d’esempio, la linea Firenze- Napoli. Il Presidente Berlusconi 20 anni fa lungimirante e collegò in verticale il paese. Oggi va fatta una revisione e un ampliamento della rete ferroviaria esistente”
“Certamente e la politica dovrà fare la sua parte stando al passo con il mondo che va avanti e che ci pone, come in questo caso, nuove sfide. A fine ottobre sarò a Milano ad un convegno proprio per parlare di questo tema che vedrà al centro l’AI e i lavori pubblici. Mentre, durante questo mese di settembre, sarò a Catania il 27 e il 25 in Calabria per incontrare il consiglio nazionale dell’ordine degli ingegneri così da capire esigenze e priorità degli addetti ai lavori del Meridione”
“Ho sollecitato CNA, Ance e Confartigianato affinché mi facciano pervenire le loro richieste e proprio in questi giorni ho scritto al Ministro Salvini chiedendo un intervento per favorire lo sblocco dei fondi contro il caro materiali, di concerto con le stazioni appaltanti. Le imprese, del resto, riscontrano ritardo e difficoltà crescenti nell’avere quanto dovuto, l’esplosione dei prezzi ha rallentato la crescita del settore edile e ha costretto molte aziende a fermarsi; nonostante questo, i lavori pubblici, anche grazie all’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti, hanno registrato una crescita incoraggiante. Ecco che, a fronte di questo quadro e alla necessità di ammodernare il Paese, è opportuno intervenire subito tutelando le imprese come chiedono le associazioni di categoria e ANCE”
