MICOTERAPIA, LA NECESSITÀ DI MAGGIORI CONTROLLI

Pubblicato sulla rivista Nutrients lo studio a cura dell’Università di Pisa e dell’ AOUP con gli atenei di Bari, Bologna, Palermo e Torino.

SALUTE
Francesca Franceschi
MICOTERAPIA, LA NECESSITÀ DI MAGGIORI CONTROLLI

Pubblicato sulla rivista Nutrients lo studio a cura dell’Università di Pisa e dell’ AOUP con gli atenei di Bari, Bologna, Palermo e Torino.

I funghi, insieme ai loro derivati secondari, sono ben noti per avere innumerevoli effetti benefici sulla salute. La combinazione di un’alimentazione corretta, attività fisica e l’utilizzo di funghi medicinali, si è dimostrata efficace nella prevenzione e nel controllo di diverse malattie e delle loro complicanze. La micoterapia è una branca della fitoterapia, di origine cinese, che consiste, appunto, nel prevenire e curare diversi disturbi tramite l’utilizzo dei funghi macroscopici. Questi possiedono un’ampia gamma di attività farmacologiche: stimolano le difese immunitarie, hanno capacità ipoglicemizzanti, ipolipemizzanti, antipertensive, antimicrobiche, antinfiammatorie, antitumorali, neuroprotettive e osteoprotettive.

In realtà, i funghi sono utilizzati da millenni, ma solo negli ultimi decenni la letteratura scientifica ne ha avvalorato le incredibili proprietà. Ad esempio, l’utilizzo sapiente e giudizioso dei funghi medicinali, in combinazione con farmaci chemioterapici, crea un “valore aggiunto” alla terapia stessa, così come sono numerose le evidenze relative alla diminuzione degli effetti collaterali indotti dai farmaci chemioterapici; una migliore qualità di vita e sopravvivenza nei pazienti oncologici; una minor tossicità e una maggiore efficacia della chemioterapia; un miglioramento della neuropatia; il tutto accompagnato da una migliore compliance dei pazienti. Più in generale, essi sono capaci di potenziare e accompagnare l’effetto di alcuni farmaci e rafforzare le parti indebolite dell’organismo.

Ma la prima indagine sulla qualità dei funghi medicinali commercializzati in Italia ha rilevato delle criticità sui micoterapici venduti sotto forma di integratori. La notizia arriva da uno studio pubblicato su Nutrients, una delle riviste scientifiche al più importanti del settore nutrizione e dietetica, e condotto dalle università di Pisa, Bari, Bologna, Palermo e Torino insieme all’Azienda ospedaliera-universitaria pisana.

La ricerca, condotta nell’arco di un biennio con le più aggiornate tecnologie analitiche, ha posto in luce diverse importanti non conformità nei 19 prodotti analizzati. Alcuni preparati infatti contenevano una specie fungina diversa da quella indicata in etichetta; altri erano contaminati da micotossine con livelli superiori a quelli di legge; in altri casi, micoterapici della stessa tipologia hanno rivelato una concentrazione di principi attivi molto diversa, compromettendo l’efficacia terapeutica dei prodotti.

“La maggior parte dei problemi riscontrati sono riconducibili al fatto che la coltivazione industriale di questi funghi con proprietà farmacologiche avviene in aree geografiche, come ad esempio la Cina, ancora caratterizzate da basso livello di qualità nei processi manifatturieri – spiega la professoressa Cristina Nali dell’Università di Pisa – e tuttavia anche il controllo esercitato dagli importatori europei non appare del tutto efficace”.

“In definitiva – continua Nali – la nostra ricerca ha messo in evidenza la necessità di una regolamentazione internazionale aggiornata e condivisa tra comunità scientifica ed enti di controllo, basata anche su opportuni programmi di monitoraggio della qualità dei materiali reperibili sul mercato. Il tutto al fine di proteggere la salute del consumatore e dare vita a forme di commercio strettamente vigilate”.

E sempre su questo tema lo scorso novembre si è svolto all’Università di Pisa il Congresso della Società Italiana Funghi Medicinali, l’associazione scientifica costituita da studiosi interessati a promuovere, appunto, la conoscenza, la ricerca e la diffusione dei funghi medicinali, dei loro effetti sulla salute dell’uomo e le applicazioni in campo medico.

Un centinaio i partecipanti, tra presenza in aula e collegamento remoto. Il tema trattato, “Funghi medicinali: attualità e prospettive” è stato affrontato da una ventina di relatori che hanno discusso le attuali conoscenze sull’utilizzo della micoterapia in Italia come approccio integrato alle terapie tradizionali. Le relazioni hanno focalizzato la loro attenzione su sistematica, ecologia e biodiversità dei funghi medicinali, oltre che al loro impiego come alimenti funzionali e alla loro importanza medica nelle terapie di medicina integrata. Sono stati approfonditi anche aspetti normativi che riguardano la produzione e la commercializzazione di questi organismi per il consumo umano e il loro utilizzo in campo zootecnico.

“È stato un fertile momento di confronto, dal quale sono emerse alcune priorità, a cominciare dalla esigenza di assicurare un costante e serio monitoraggio della qualità dei formulati micoterapici – conclude Nali – Infatti, la presenza di contaminanti, come metalli pesanti e micotossine, oppure biologici, come microrganismi patogeni, nonché la mancanza di informazioni in merito alla purezza genetica del materiale presente nei formulati commerciali sono tutti fattori preoccupanti connessi con il fatto che la produzione industriale dei microfunghi è concentrata in regioni orientali carenti dal punto di vista della qualità manifatturiera”.

Riferimenti: www.mdpi.com/2072-6643/15/3/776