MOBILITÀ SOSTENIBILE IN SPAGNA, TRA SUCCESSI E SFIDE

Decolla il trasporto ecofriendly nel paese iberico coinvolgendo anche il mondo dello sport. Restano tuttavia difficoltà e disagi nell’accesso ai mezzi.

AMBIENTE
Pamela Preschern
MOBILITÀ SOSTENIBILE IN SPAGNA, TRA SUCCESSI E SFIDE

Decolla il trasporto ecofriendly nel paese iberico coinvolgendo anche il mondo dello sport. Restano tuttavia difficoltà e disagi nell’accesso ai mezzi.

Il 2022 è stato per la Spagna l’anno d’oro per la mobilità elettrica. I punti di ricarica sono aumentati del 38%, passando da 13.300 a 21.500, le immatricolazioni di veicoli elettrici puri e ibridi plug-in sono cresciute di quasi il 21% e hanno raggiunto le oltre 325.000 unità. Sono dati confermati durante la presentazione del primo annuario della mobilità elettrica qualche giorno fa. Nonostante i dati positivi che indicano un trend di crescita rilevante il numero di auto elettriche resta minore di quello dei veicoli a combustione.

La mobilità elettrica: tra pubblico e privato

Tra i fattori che stimolano la transizione dalle auto a combustione a elettriche c’è l’implementazione di zone a basse emissioni (ZBE) nelle maggiori città spagnole, dove limitare la circolazione di veicoli a benzina o diesel, e favorire i mezzi elettrici. Complici le elezioni municipali di maggio prossimo in molte zone la loro installazione è stata rinviata; tuttavia queste zone sono già realtà a Siviglia e Saragozza, seppure piccole e ancora in fase di sperimentazione mentre Madrid e Barcellona si sono dotate di due vaste zone simili.

Secondo i dati resi pubblici dal Ministero della Transizione Ecologica la crescita maggiore è stata quella dei punti di ricarica anche noti come Infrastrutture di Ricarica per Veicoli Elettrici (IRVE) : lo scorso anno sono stati installati quasi 8.200 nuovi punti di ricarica potenti e veloci e ce ne sono in programma altri, al momento non operativi, per assenza di licenze da parte delle pubbliche amministrazioni o a causa della gestione dei distributori di energia elettrica o altri.

Nell’annuario sono analizzati anche i veicoli urbani a noleggio nelle città, in particolare auto (car sharing) motociclette (moto sharing) e scooter elettrici, escludendo tuttavia le biciclette elettriche, il mezzo elettrico più venduto in Spagna: secondo i dati dell’Associazione dei marchi e delle biciclette di Spagna (AMBE), nel 2022 sono state spedite 236.183 biciclette con pedalata assistita, e il loro numero è già in Spagna supera il milione.

Il dramma delle bici elettriche a Madrid

Quanto a queste ultime, in particolare nella capitale, Madrid, è evidente un’involuzione rispetto al passato: carenza, guasti di sistema, informazioni confuse, addebiti impropri, blocco degli account e di conseguenza tanta rabbia e frustrazione da parte degli utenti.

La qualità del sistema di biciclette pubbliche di Madrid, BICIMAD, nel tempo ha subito un netto peggioramento e un conseguente danno di immagine: sono tanti, troppi i madrileni che prima usavano il servizio quotidianamente e che oggi invece si ritrovano impossibilitati a farlo per il suo cattivo funzionamento. Prendere bicicletta dovrebbe essere un’esperienza piacevole e invece per molti madrileni si dimostra un vero e proprio incubo. Gli utenti si lamentano per i disservizi, sono sempre più scontenti della scelta di questo mezzo sì ecologico ma responsabile di molti disagi e ritardi: dai lucchetti non funzionanti, causa di diversi furti all’app, o dalla stessa app non funzionante che non blocca adeguatamente la bici lasciandola alla mercé dei malintenzionati e “regalando” all’utente una bella multa da cinque euro la prima volta e il blocco dell’account la seconda. A ciò si aggiunga la mancanza di indicazioni delle stazioni vicine, i problemi di connessione e il servizio telefonico di supporto tecnico ai clienti oberato di lavoro e pertanto spesso indisponibile. Insomma un vero caos. Per questo molti per raggiungere i propri luoghi di destinazione si velocipedi preferiscono la metropolitana. La causa di questo caos nella capitale spagnola a detta di alcuni è la mancanza di pianificazione e il tentativo di rendere compatibili due sistemi, due piattaforme diverse. A differenza di quanto avvenuto in altre città come Barcellona dove sostituito il sistema assicurando tuttavia una transizione efficiente dal vecchio al nuovo.

La mobilità sostenibile conquista il calcio

Mentre i comuni cittadini soffrono le conseguenze di una cattiva gestione della mobilitò elettrica, uno dei club calcistici più forti d’Europa, il  Barça, ha annunciato che d’ora in poi le sue trasferte avverranno in treno, sostituendo l’aereo, mezzo finora privilegiato per gli spostamenti. Ovviamente infrastruttura ferroviaria e orario delle partite permettendo. È una prima assoluta per la squadra blaugrana il cui allenatore, Xavi Hernández, è particolarmente sensibile alle questioni ambientali. Il club lavora per promuovere lo sviluppo sostenibile in tutte le sue aree di azione e infatti nel Piano Strategico 2021-2026 la sostenibilità rappresenta uno dei suoi pilastri, integrato in diverse dimensioni: economica, sportiva, sociale e ambientale.

Tale scelta risponde bene alle polemiche sviluppatesi lo scorso anno in particolare sui viaggi aerei, persino con jet privati​, di alcune celebrità incluse squadre di calcio e le accuse di ricorrervi inutilmente per spostamenti che in treno richiedono non più di due or. Con tutte le conseguenze nocive per l’ambiente in termini di emissioni di gas nocivi, soprattutto CO2.

Tra mobilità pubblica e privata lo scenario è variegato; ciò che emerge chiaramente dall’esperienza spagnola è che spesso anche le scelte più responsabili si dimostrano inefficienti se non sostenute da adeguate infrastrutture e risorse sia tecniche che umane.