Fiorisce il primo Centro di ricerca italiano a Castelporziano, in una delle tre residenze del presidente della Repubblica Italiana, dedicato totalmente alla biodiversità e coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).
La presentazione ufficiale del National Biodiversity Future Center (NBFC) è avvenuta lo scorso 22 maggio a Roma, in concomitanza della giornata mondiale della biodiversità.
Finanziato con 320 milioni di euro provenienti dal fondo del Pnrr, il progetto durerà tre anni, ed è stato ideato seguendo il modello “Hub & Spoke”, ovvero una grande Rete con un Centro a Palermo (l’Hub), da cui si dipartono 8 raggi (gli Spoke) riservati alle problematiche che affliggono il mare, la terra e l’acqua dolce, le aree urbane e le ricadute sulla società.
Questo centro è nato con lo scopo di monitorare, preservare e ripristinare gli ecosistemi terrestri, marini e urbani della Penisola e del Mediterraneo, aiutando a valorizzare la biodiversità e a renderla un elemento centrale su cui fondare lo sviluppo sostenibile.
La biodiversità, di cui si sente parlare ogni giorno, è la varietà biologica in tutte le sue forme, dai microbi alle piante, dagli animali fino alla specie umana con tutte le sue diversità culturali.
Nel Mar Mediterraneo, soprattutto in Italia, è un patrimonio ancor più ricco, poiché nel nostro Paese è concentrata una diversità biologica tra le più importanti di tutta l’Europa, con oltre 60mila specie animali, 10mila piante vascolari e oltre 130 ecosistemi.

Una mano per la biodiversità
Insieme al Cnr lavorano al progetto ben 49 partner, fra università, centri di ricerca, fondazioni e imprese.
Oltre 2mila ricercatori sono stati inoltre, coinvolti, la metà dei quali sono donne.
I bandi rivolti all’esterno del network renderanno partecipi una moltitudine di altri soggetti, nel segno della massima inclusività.
Un’iniziativa così grande e innovativa di ricerca per la biodiversità non si era mai concretizzata in Italia, ma questo tema diventa sempre più un tema essenziale e improrogabile, che richiede un impegno costante e un approccio innovativo scientifico e culturale.
Il fiore all’occhiello del National Biodiversity Future Center sono le tecnologie abilitanti come le biotecnologie, l’intelligenza artificiale, le tecnologie per le scienze della vita, che permettono di capire a pieno la complessità biologica e di indicare soluzioni ad alto valore tecnologico.
Tramite un approccio multidisciplinare infatti, il centro potrà studiare strategie adeguate a limitare la pressione antropica su ecosistemi, specie e popolazioni, anche sorreggendo e sviluppando biobanche, facilitando la creazione e l’aggregazione di aree protette e di infrastrutture verdi, e individuando soluzioni tecnologiche e gestionali capaci di generare valore ambientale, sociale ed economico e che siano in gradi di mitigare situazioni come l’inquinamento, le calamità ambientali e il riscaldamento globale.
