NO AGLI INSETTICIDI PER SALVAGUARE GLI INSETTI IMPOLLINATORI

Una stretta da parte dell’Europa per l’importazione di alimenti che impiegano i neonicotinoidi, un prodotto fitosanitario considerato dannoso per la salute.

AMBIENTE
Redazione
NO AGLI INSETTICIDI PER SALVAGUARE GLI INSETTI IMPOLLINATORI

Una stretta da parte dell’Europa per l’importazione di alimenti che impiegano i neonicotinoidi, un prodotto fitosanitario considerato dannoso per la salute.

Gli insetticidi della famiglia dei neonicotinoidi sono dannosi per gli insetti impollinatori. La Commissaria europea per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, ha proposto di mettere una stretta alle importazioni di alimenti da parte di paesi extra Ue che impiegano questi specifici prodotti fitosanitari.

Sostenibilità, tutela ambientale e garanzia di prodotti con residui molto vicini allo zero, biologici, ecc sono richieste che sempre più spesso vengo avanzate al settore agricolo dai consumatori e dalle istituzioni. È quindi necessario un sempre minore impiego di determinati prodotti fitosanitari ritenuti dannosi per gli insetti pronubi o impollinatori, tra questi le api. Sotto accusa gli insetticidi della famiglia dei neonicotinodi, in particolare clothianidin e thiamethoxam, fuorilegge già dal 2018 nell’ Unione Europea, con lo stop alla commercializzazione datato 19 settembre 2018 e quello all’ utilizzo 19 dicembre dello stesso anno. Per questo la Commissione Europea, nella persona della Commissaria per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, ha deciso di porre un freno alle importazioni di prodotti alimentari da paesi che non tutelano gli insetti impollinatori. In particolare la decisione prevede, nel caso dovesse essere ratificata dal Consiglio e dal Parlamento Europeo, il divieto assoluto alle importazioni di prodotti alimentari provenienti da paesi extraeuropei, contenenti residui dei due insetticidi, e l’abbassamento del limite massimo di residui. Lo scopo è duplice, da una parte salvaguardare l’agricoltura a livello globale attraverso la tutela degli insetti impollinatori, dall’altra garantire che le importazioni da paesi extra Ue rispettino gli stessi standard ambientali, e sanitari delle produzioni dell’ Unione Europea.

Sotto accusa sono i neonicotinoidi, ma cosa sono?

I neonicotinodi, sono una famiglia di insetticidi così chiamati per l’affinità strutturale e di azione alla nicotina che rappresentano oltre il 25% del mercato degli agro farmaci con un aumento esponenziale negli ultimi anni. Più in dettaglio sotto la lente dell’UE il Thiametoxham e il Clothianidin. Il primo  impiegato per la difesa fitosanitaria di  agrumi, fruttiferi (melo, pero, pesco, susino, ciliegio), vite, orticole (cetriolo, cocomero, melone, peperone, pomodoro, melanzana, insalate, ecc) ma anche nei vivai, in particolare per il controllo di afidi, dorifora, aleurodidi, psille, cicaline, mosca del ciliegio, ecc, il secondo è un insetticida aficida impiegato contro Aphis pomi su melo e pero, ma anche contro afidi del pesco e dell’ albicocco, cimice asiatica, e per la concia delle sementi di mais.

Molteplici le vie attraverso le quali gli impollinatori possono entrare in contatto con questi prodotti

L’azione dannosa nei confronti delle api può esplicarsi in vario modo. Per contatto diretto quando l’insetticida è irrorato direttamente sull’ insetto con i rischi che aumentano nella vicinanza di colture in fiore, erbe infestanti o colture di copertura, o dopo dopo aver visitato fiori o toccato foglie precedentemente trattate, o semplicemente quando il prodotto raggiunge aree di terreno nudo dove le api nidificano, o anche nel caso in cui siano contaminati i materiali di costruzione dei nidi. Altre fonti di contaminazione che potrebbero creare danni all’ intera colonia sono rappresentate dall’ esposizione di larve e uova, dall’ acqua che le api utilizzano per raffreddare gli alveari o diluire il miele, l’impiego di formulazioni spray che creando l’effetto deriva, possono contaminare siti non bersaglio e mettere le api in pericolo. Già da qualche anno è inoltre stato provato l’accumulo di residui nelle scorte alimentari degli insetti, nel miele e nel polline.

Nell’ Unione Europea molti paesi sono in disaccordo, altri chiedono chiarimenti

La decisione della Kiriakides segue la proposta della Commissione di inserire un regolamento all’ interno della strategia Farm to Fork che obbliga gli agricoltori alla riduzione del 50%  dell’ impiego di prodotti fitosanitari entro il 2030 ma che ha dato vita ad una levata di scudi da parte di 17 paesi, Italia compresa. È stato posto l’accento sul fatto che l’ inasprimento delle norme si rifletterebbe sulle rese delle colture e sulla produzione globale all’ interno dell’ Unione aumentando le importazioni da paesi extra UE che a differenza di quanto avviene nell’ Unione, non rispettano standard di sostenibilità. Alcuni paesi, tra i quali Francia, Germani e Spagna pongono l’ attenzione sulle aree nelle quali l’ uso dei prodotti sarà totalmente vietato e quali saranno le alternative sostenibili, nonchè  la reciprocità delle misure per i prodotti importati

Una proposta di iniziativa popolare per spingere la Commissione Europea verso la salvaguardia delle api

Essendo le api le prime a subire danni da un uso indiscriminati di prodotti fitosanitari, neonicotinoidi in particolare, un proposta di iniziativa popolare del 2019 salviamo api e agricoltori! Verso un’ agricoltura favorevole alle api per un ambiente sanoche ha superato il milione di adesioni, invita la Commissione Europea a proporre atti di legge che portino alla graduale eliminazione dell’ 80% dei prodotti fitosanitari all’ interno dell’ Unione entro il 2030, per arrivare a zero nel 2035. Altra richiesta, di pari passo con l’eliminazione dei prodotti fitosanitari, è il ripristino degli habitat naturali e il recupero della biodiversità e il sostegno degli agricoltori verso una transizione agro ecologica.

Il passo successivo sarà quello di sottoporre al Consiglio e al Parlamento Europeo la proposta della Commissaria Kiriakides e se entro i due mesi successivi i due organi dell’ Unione non si opporranno, il regolamento diverrà effettivo dal 2023. Porre sotto accusa prodotti largamente impiegati nella difesa delle colture ma dannosi per gli insetti impollinatori (o insetti utili) significa lanciare un grido di allarme che l’agricoltura, le istituzioni, e le aziende che producono e commercializzano prodotti utilizzati in questo settore così delicato ma importante per il futuro dell’ umanità devono fare propri per contribuire al raggiungimento di una vera sostenibilità.