Uno studio effettuato da un team di ricercatori e ricercatrici del laboratorio Neurobiology of miRNA coordinato da Davide De Pietri Tonelli dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) getta le basi per lo sviluppo della diagnosi precoce nei confronti di patologie neurodegenerative, come Alzheimer e Parkinson. La scoperta, i cui risultati (https://www.eurekalert.org/news-releases/974396 ) sono stati pubblicati sulla rivista EMBO Reports, è quella della correlazione tra una classe di piccole molecole di Rna, i piRNA, e l’infiammazione cerebrale. Come ci viene spiegato l’Rna è una molecola fondamentale per il funzionamento di ogni organismo vivente e può essere raggruppato in più tipologie. Una di queste è chiamata Piwi-interacting Rna (piRNA) e prende il nome dalle proteine con cui interagisce (Piwi).
“I piRNA – ricordano i ricercatori – regolano il processo di differenziazione delle cellule e sono molecole ben note negli organi riproduttori maschili, dove contribuiscono a preservare la fertilità”. Ebbene, queste molecole sono presenti anche nel cervello e le sue alterazioni sono correlate allo sviluppo di malattie neurodegenerative, ma – questo era il problema – il suo meccanismo era sempre rimasto sconosciuto finora.

La portata della ricerca si spiega anche con il fatto che mentre la maggior parte degli studi si siano concentrati sui neuroni e hanno sempre trovato scarse quantità di piRNA in queste cellule, il team genovese si è concentrato invece sulle cellule staminali neurali, quelle non specializzate, nelle quali hanno bloccato la sintesi dei piRNA. È così che i ricercatori hanno osservato che le cellule staminali neurali cessavano di produrre nuovi neuroni, processo che avviene spontaneamente durante l’invecchiamento e che fino ad ora non si pensava potesse dipendere dalla presenza di queste molecole di Rna. Si è arrivati così a dimostrare, per la prima volta, un possibile coinvolgimento dei piRNA nel mantenimento delle corrette funzioni cognitive e nella prevenzione delle malattie legate all’invecchiamento.
“Risultato che – ha spiegato Davide De Pietri Tonelli, – apre nuove strade per l’uso terapeutico di queste minuscole molecole di Rna per la diagnosi precoce appunto delle patologie cerebrali legate all’età e possibilmente per nuovi trattamenti a base di Rna contro le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson”. Per completezza va detto che lo studio (https://www.iit.it/web/irna ) è stato condotto nell’ambito della recente “RNA initiative” che coinvolge 18 laboratori dell’Istituto italiano di tecnologia con sede scientifica a Genova e che hanno collaborato, nell’ambito del progetto nazionale “Sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna”, anche il Riken Institute giapponese e l’Università di Amsterdam.
