Nonostante il grado di malnutrizione esistente sul pianeta, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. Siamo infatti di fronte a una vera e propria epidemia globale, che si sta diffondendo in molti Paesi e che può causare, in assenza di un’azione immediata, problemi sanitari molto gravi nei prossimi anni.
Principale obiettivo degli specialisti deve essere la prevenzione nonché la prevenzione delle complicanze, ma senza trascurare la gestione degli aspetti psicologici come il miglioramento dell’autostima, dell’immagine corporea e della qualità della vita. Naturalmente la motivazione al cambiamento dello stile di vita e alimentare deve essere supportato a lungo termine.
La malattia è in aumento costante, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito. In Italia le persone in eccesso di peso sono in totale oltre 25 milioni, più del 46% degli adulti, e il 26,3% tra bambini e adolescenti tra i 3 e i 17 anni, pari a 2,2 milioni di ragazzi. Ben sei milioni di cittadini sono obesi, circa il 12% della popolazione adulta. Il problema si presenta più diffuso al Sud e nelle Isole rispetto al Nord. Sono i dati presentati nel 4° Italian Barometer Obesity Report, realizzato da Ibdo Fondation in collaborazione con Istat, Coresearch e Bhave nell’ambito del progetto Driving Change in Obesity.
Un quadro allarmante secondo gli studiosi, dai quali arriva un monito “questi numeri sono destinati a crescere se non si agisce subito”. Dai numeri in dettaglio emerge che le donne mostrano un tasso di obesità inferiore (11,1%) rispetto agli uomini (12,9%) mentre più rilevante la differenza nei bambini e adolescenti dove il 23, 2% in sovrappeso è femmina contro il 29,2% dei maschi. Le differenze diventano significative anche a livello territoriale, a svantaggio del Sud e delle Isole. In queste parti d’Italia il problema è significativamente diffuso soprattutto tra i minori dove hanno problemi di sovrappeso ben il 31,9% dei minori al Sud e il 26,1% nelle Isole, cifre ben superiori a quelle del Nord-Ovest che raggiungono il 18.9%, del Nord-Est che sono al 22,1% e il 22% al centro. Diseguaglianze territoriali che si manifestano anche tra gli adulti.

“Si stima che questa malattia causi il 58% dei casi di diabete di tipo 2, il 21% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 42% di alcuni tumori e porta circa 57.000 morti annuali solo nel nostro Paese” chiarisce Paolo Sbraccia, vicepresidente Ibdo e ordinario di Medicina Interna all’ Università di Tor Vergata. Dalle ricerche effettuate risulta, inoltre, un’autopercezione errata del problema poiché l’11,1% degli adulti con obesità e il 56% di quelli in sovrappeso ritiene di essere normopeso, e lo stesso accade tra i genitori dei bambini obesi o in sovrappeso, dove il 40,3% ritiene i propri figli sotto-normo peso. Mentre sottovalutare le cause e le gravi conseguenze di questa malattia, o convincersi che si possa risolvere con la crescita, porta però purtroppo a complicanze già in giovane età, con lo sviluppo di malattie croniche tipo problemi di salute mentale, disturbi cardiaci, diabete di tipo 2, nonché alcuni tumori e problemi a scheletro e articolazioni.
L’obesità non va perciò sottovalutata: è una malattia, ed è una malattia multifattoriale dove l’alimentazione e l’attività fisica sono molto rilevanti. Per questo è importante insegnare e diffondere tra i cittadini stili di vita sani, ai quali però in troppi sono restii, se, come sempre si evince dai dati, ben 20 milioni di italiani non praticano sport né attività fisica. Inoltre tra i bambini poco attivi fisicamente ben il 59,1% delle madri ritiene che i figli svolgano sufficiente attività fisica.
Si apre poi il capitolo alimentazione, dove dagli studi emerge che solo il 18% della popolazione adulta dichiara di consumare 4 o più porzioni di frutta e/o verdura al giorno, e tra le madri di bimbi in sovrappeso o obesi il 69,9% pensa che la quantità di cibo assunta dal figlio non sia eccessiva.
Gli esperti ritengono che l’obesità debba essere inserita nel Piano Nazionale delle Malattie croniche, anche al fine di diminuire le disuguaglianze di accesso alle cure sul territorio. Infatti dal report presentato si rileva una drammatica correlazione tra le aree più svantaggiate e una maggiore prevalenza di obesità, e come questa sia notevolmente aumentata negli ultimi 20 anni. Occorre, e presto, un nuovo modello di welfare urbano.

Le indicazioni del Ministero della Salute per la prevenzione dell’obesità
Prevenzione – Sovrappeso e obesità – Ministero della Salute
Indicazioni
Si può fare molto per prevenire sovrappeso e obesità. Ecco alcune indicazioni:
- limitare il consumo di grassi e zuccheri, molto abbondanti soprattutto nei cibi confezionati e nei soft drink
- aumentare il consumo di verdure, legumi, cereali integrali e, in generale cibi freschi, non processati
- seguire una dieta variata, riducendo le porzioni, nel caso in cui si voglia perdere peso
- limitare l’alcol, che oltre ad essere nocivo alla salute degli organi, è anche un’importante fonte di calorie, senza apportare nessun vantaggio nutrizionale
- non ricorrere al cibo come genere di conforto, nel caso in cui ci si senta depressi o giù di corda
- dare ai bambini un buon esempio in materia di alimentazione; i figli di genitori obesi tendono a loro volta ad avere problemi di peso
- fare una regolare attività fisica: gli adulti dovrebbero fare almeno 30 minuti/giorno per 5 volte/settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata (camminare a passo veloce, andare in bicicletta, nuotare, ballare); i bambini almeno 60 minuti/giorno; nel caso in cui si desideri perdere peso, il livello di attività fisica dovrà essere gradualmente incrementato.
