OLTRE METÀ DEL MONDO IMPREPARATA AI DISASTRI CLIMATICI

L’allarme lanciato dall’Onu per favorire investimenti sui sistemi di allarme precoce contro gli eventi meteorologici estremi. Servono a salvare vite umane.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
OLTRE METÀ DEL MONDO IMPREPARATA AI DISASTRI CLIMATICI

L’allarme lanciato dall’Onu per favorire investimenti sui sistemi di allarme precoce contro gli eventi meteorologici estremi. Servono a salvare vite umane.

Le temperature da record, gli incendi che hanno devastato l’Europa, le alluvioni distruttive in Asia, la siccità che colpisce le zone temperate e provoca carestie nelle più povere terre africane, le ondate di gelo negli Usa, sono il portato della crisi climatica. Stiamo assistendo a forme sempre più regolari delle gravi condizioni meteorologiche estreme che amplificano il numero di danni e vittime. Lo scenario peggiora se si scopre che metà dei paesi a livello globale non è protetta da sistemi di allerta precoce multi-rischio. E’ quanto rivela un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio catastrofi (Undrr) e dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) che analizza i nuovi dati e mostra che “I Paesi con una copertura di allerta precoce limitata hanno una mortalità per catastrofi otto volte superiore rispetto ai Paesi con una copertura da sostanziale a completa.”

Secondo il ‘Global Status of Multi-Hazard Early Warning Systems – Target G’, i numeri sono peggiori per i Paesi in via di sviluppo, più esposti agli effetti del cambiamento climatico: proprio perché privi dei sistemi di allerta precoce multi-rischio.

Il mondo non sta investendo nella protezione delle vite e dei mezzi di sussistenza di coloro che sono in prima linea. Chi ha fatto di meno per causare la crisi climatica sta pagando il prezzo più alto. Si verificheranno eventi meteorologici estremi, ma non necessariamente devono diventare disastri mortali” è la denuncia in video messaggio di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, che lancia anche un invito a tutti i Paesi a investire di più in questi sistemi.

I disastri naturali, intensificati e resi più mortali dal cambiamento climatico, mietono un numero di vittime altissimo, e aumentano in modo esponenziale anche il numero di persone che subiscono qualche tipo di impatto a causa degli eventi estremi, l’Undrr calcola che siano oltre 1 miliardo in 145 Paesi diversi negli ultimi 7 anni, quasi raddoppiati rispetto ai nove anni precedenti.

Da qui l’invito ad investire sui sistemi di allarme precoce, sistemi già collaudati per ridurre i danni alle persone e alle risorse prima di pericoli imminenti tra cui tempeste, tsunami, siccità e ondate di caldo. Un modo per proteggere anche i Paesi più deboli.