“PARCHI RIFIUTI FREE”: LONTANI DALL’OBIETTIVO

Nel dossier di Legambiente “Parchi Rifiuti Free” si fotografa una performance insufficiente nei comuni dei 24 parchi nazionali riguardo la raccolta differenziata, bisogna perciò investire di più in buone pratiche di sostenibilità ambientale.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
“PARCHI RIFIUTI FREE”: LONTANI DALL’OBIETTIVO

Nel dossier di Legambiente “Parchi Rifiuti Free” si fotografa una performance insufficiente nei comuni dei 24 parchi nazionali riguardo la raccolta differenziata, bisogna perciò investire di più in buone pratiche di sostenibilità ambientale.

Legambiente ha presentato il primo rapporto Parchi Rifiuti Free, il dossier dei comuni situati nei parchi nazionali, con lo scopo di incoraggiare una giusta gestione dei rifiuti nei comuni dei parchi nazionali e delle aree naturali protette che hanno una raccolta differenziata quasi inesistente e avviare, in collaborazione con le stesse aree, una gestione virtuosa del ciclo degli scarti per arrivare ad azzerarli.

I rifiuti abbandonati non solo danneggiano l’ambiente, ma sono anche un pericolo per la fauna selvatica e inoltre, rendono anche poco visitabili i siti stessi attirando meno turisti. Non sono proprio una bella accoglienza, diciamolo.

“La gestione dei rifiuti, pur non essendo una competenza diretta degli enti gestori delle aree protette, se non viene realizzata dai comuni delle aree protette in maniera efficiente, ha dei risvolti negativi abbastanza evidenti: i rifiuti abbandonati diventano un detrattore ambientale e fattore di perdita di biodiversità e creano problemi nella gestione della fauna selvatica; una gestione inefficace della raccolta dei rifiuti solidi urbani ha risvolti negativi per l’attrattività turistica dei comuni delle aree protette e rischia di condizionare in negativo il giudizio di chi visita questi luoghi; una produzione eccessiva di rifiuti e una bassa raccolta differenziata non sono in linea con il turismo sostenibile perché i servizi e le attività di cui si fruisce non rispettano i principi della sostenibilità; il turista attivo, che fruisce della natura protetta per le sue vacanze, nella scelta delle località da visitare mette al centro il rispetto della sostenibilità a partire dall’economia circolare, la mobilità sostenibile e, in generale, tutte quelle azioni che contribuiscono a ridurre le emissioni climalteranti”, si legge nel rapporto.

I numeri di Parchi Rifiuti Free

Il rapporto ha analizzato l’operato di ben 498 comuni dei 24 Parchi nazionali.

I risultati non sono eccezionali come ci si aspettava, basta pensare che soltanto in 9 comuni si è raggiunto l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata. Tutti gli altri sono fermi mediamente al 60%, qualcuno ha ottenuto anche dati inferiori al 50% come il parco nazionale della Sila, del Gran Sasso, del Circeo, Foreste Casentinesi e Aspromonte.

Il risultato migliore è stato conseguito invece, dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi con l’86,68% di raccolta differenziata e tutti i suoi 15 comuni ricicloni. Si è posizionata in cima Pantelleria, con oltre il 78% di raccolta differenziata, seguita dalle Cinque Terre e dalla Maiella. Un miglioramento c’è stato anche per il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio, che è salito del 20,56% tra il 2020 e il 2021.

Verso un mondo ecosostenibile

“Per raggiungere gli obiettivi al 2030 e favorire la transizione ecologica soprattutto nei parchi, territori ricchi di natura ma più esposti ai cambiamenti climatici, serve un cambio di passo con politiche territoriali efficaci e coerenti. I dati di Parchi Rifiuti Free fotografano una situazione di forte ritardo di troppi comuni e desta particolare preoccupazione la situazione dei 56 comuni che hanno il 100% del proprio territorio in un Parco nazionale che sono, però, ben lontani, tranne rare eccezioni, dall’obiettivo del 65% di raccolta differenziata. Importante un patto tra parchi e comunità locali. Per realizzare la transizione ecologica è importante che i parchi, oltre a mantenere efficienti gli ecosistemi e tutelare le specie a rischio, non perdano la sfida di accompagnare i territori e le comunità locali verso scelte green e politiche di sviluppo innovative basate sulla qualità ambientale, la tutela della biodiversità e la coesione territoriale, sostiene Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente.