Pesce scorpione: l’alieno è nel Mar Mediterraneo

E’ la nuova specie aliena a cui prestare attenzione. Questo pericoloso predatore, sembra ottimo da mangiare come il granchio blu.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
Pesce scorpione: l’alieno è nel Mar Mediterraneo

E’ la nuova specie aliena a cui prestare attenzione. Questo pericoloso predatore, sembra ottimo da mangiare come il granchio blu.

Dopo il granchio blu il nuovo terrore del mar Mediterraneo è il pesce scorpione.

Esistono molte specie diverse di pesce scorpione, appartenenti al genere Pterois, ma quella che sta creando problemi nel Mediterraneo è Pterois miles, originaria dell’Oceano Indiano e che, si suppone, è giunta nel nostro mare transitando per il canale di Suez.

Lungo le coste di Sicilia, Calabria e Puglia nuota indisturbato mettendo a rischio l’ittiofauna locale.

Il pesce scorpione, nonostante sia uno dei pesci tropicali più attrattivi e appariscenti, è una specie marina tra le più invasive e pericolose al mondo. Si tratta di un predatore, non solo capace di influire negativamente sulla biodiversità marina, ma è anche particolarmente pericoloso per l’uomo, dal momento che il veleno contenuto nelle spine resta attivo dalle 24 alle 48 ore, anche dopo la morte del pesce.

Bello e pericoloso

Con una colorazione che varia dal rossastro al marrone chiaro o grigio, ha numerose sottili barre scure su corpo e testa, occhi sormontati da una appariscente appendice e può raggiungere le dimensioni di 35 cm di lunghezza. Vive in acque costiere in prossimità di fondali rocciosi. Presenta spine velenose, molto lunghe e sottili sulle pinne dorsale, anale e pelviche.

La sua puntura provoca un dolore forte e persistente, quasi sempre accompagnato a sintomi come nausea, vomito, febbre, convulsioni, difficoltà respiratoria e diarrea. Nei casi più gravi, la parte colpita può andare incontro a necrosi locale e a una perdita della sensibilità che può persistere anche per diversi giorni.

Dopo una puntura, la prima cosa da fare è rimuovere eventuali spine, disinfettare e immergere subito la parte colpita in acqua molto calda, visto che il calore infrange la struttura proteica della tossina diminuendo il dolore.

Considerata la potenziale invasività e pericolosità della specie, i ricercatori dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) hanno attivato un indirizzo email – alien@isprambiente.it – per coloro che avvistano o catturano un pesce appartenente a questa specie.

Il pesce scorpione arriva a tavola

Sembra che il pesce scorpione, proprio come il granchio blu, sia ottimo da mangiare e abbia anche buone proprietà nutritive. La carne bianca e soda ha un sapore delicato e leggermente dolce e si presta a diverse preparazioni culinarie, l’unica accortezza da adottare è la cottura, i filetti devono esser ben cotti oltre ad essere privi di spine. Nulla di nuovo, dunque, la stessa cosa si è verificata con il granchio blu, presente nei menù di ristoranti stellati e sulle tavole domestiche.

Alcuni studi hanno per di più, valutato la composizione dei nutrienti dei filetti di pesce scorpione, la sua carne è ricca di proteine (circa il 20%) e povera di grassi (2,6%). Ha un equilibrato contenuto di vitamine e minerali, tra i quali fosforo, potassio, e magnesio. È, inoltre, una buona fonte di acidi grassi omega-3.

La promozione della pesca di questa specie marina aliena invasiva è proprio una delle strategie che potrebbe riuscire a tener sotto controllo la diffusione, trasformando la minaccia in un’opportunità per il via a nuovi mercati.