Policlinico Gemelli, il test che ti salva la vita prima dell'infarto

30.000 italiani potranno scoprire il proprio “destino cardiovascolare” grazie a CVrisk-IT, lo studio rivoluzionario che va oltre la prevenzione tradizionale.

SALUTE
Federico Di Bello
Policlinico Gemelli, il test che ti salva la vita prima dell'infarto

30.000 italiani potranno scoprire il proprio “destino cardiovascolare” grazie a CVrisk-IT, lo studio rivoluzionario che va oltre la prevenzione tradizionale.

Prevenire è meglio che curare, soprattutto quando si parla di salute del cuore. È questo il principio alla base di CVrisk-IT, l’innovativo progetto nazionale di prevenzione cardiovascolare coordinato dalla Rete Cardiologica Irccs e finanziato dal Ministero della Salute.

L’iniziativa, che vede il Policlinico Gemelli tra i protagonisti, rappresenta il più grande studio epidemiologico mai realizzato in Italia in ambito cardiovascolare e mira a offrire a 30.000 cittadini italiani un’opportunità unica: valutare in modo approfondito il proprio rischio cardiovascolare prima che si manifestino eventi gravi come infarti o ictus.

“Il nostro obiettivo è intercettare i fattori di rischio tradizionali ed emergenti, compresi quelli legati allo stile di vita, prima che possano provocare danni”, spiega la professoressa Giovanna Liuzzo, associato di Medicina cardiovascolare all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uosd di Sindromi coronariche acute al Gemelli.

Ma cosa rende questo studio davvero all’avanguardia? L’elemento rivoluzionario sta nel considerare non solo i fattori di rischio classici (ipertensione, colesterolo alto, fumo, sedentarietà, obesità), ma anche quelli che gli esperti chiamano “amplificatori del rischio”. È infatti emerso che nel 30-40% dei soggetti con fattori tradizionali sotto controllo si verificano comunque eventi cardiovascolari nell’arco di 10 anni.

Come si valuta il rischio cardiovascolare? I punteggi europei (come Score2) considerano area geografica, genere, età, colesterolo (Hdl basso, Ldl alto) e ipertensione sistolica. Per gli over 70 si usa lo Score2-Op. Tuttavia, anche con parametri controllati, persiste un “rischio residuo” di eventi cardiovascolari.

 

Tra gli amplificatori figura il “calcium score”, che misura la presenza di calcio nelle coronarie attraverso una TAC del torace, e l’eco-colordoppler dei vasi del collo, che valuta la presenza di placche aterosclerotiche a livello carotideo.

Un ulteriore amplificatore è il “rischio poligenico” – un concetto diverso dalla semplice familiarità – che, tenendo conto anche dell’ambiente, dello stile di vita, dello smog, del fumo di sigaretta e della sedentarietà, analizza la presenza di piccole mutazioni del DNA che, sommate, possono aumentare significativamente il rischio cardiovascolare.

Il progetto, aperto a cittadini tra i 40 e gli 80 anni che non abbiano mai avuto eventi cardiovascolari e non siano affetti da diabete, prevede una valutazione gratuita che include esami del sangue, visita medica e questionari standardizzati per valutare anche fattori come stress, qualità del sonno e condizioni ambientali.

Particolare attenzione verrà riservata ai soggetti a rischio intermedio, spesso vittime della cosiddetta “inerzia terapeutica”, che porta sia pazienti che medici a non prendere decisioni concrete sul trattamento, aumentando alla lunga il rischio di eventi cardiovascolari. “CVrisk-IT non è solo un grande studio scientifico, ma un’opportunità concreta di prevenzione offerta gratuitamente ai cittadini”, sottolinea la professoressa Liuzzo.

I risultati forniranno un quadro reale della salute cardiovascolare degli italiani, guidando efficacemente le future politiche sanitarie. Partecipare è semplice e potrebbe salvare letteralmente la vita, dimostrando l’impegno dell’Italia nell’avanguardia della prevenzione.