POSIDONIA DA PROBLEMA A RISORSA RINNOVABILE

È possibile produrre energia da una pianta acquatica? sì, ed è questo l’obiettivo di un progetto promosso dal comune di Pollica in Campania dove l’amministrazione comunale ha deciso di impiegare la Posidonia in chiave rinnovabile, sostenibile e circolare.

AMBIENTE
Redazione
POSIDONIA DA PROBLEMA A RISORSA RINNOVABILE

È possibile produrre energia da una pianta acquatica? sì, ed è questo l’obiettivo di un progetto promosso dal comune di Pollica in Campania dove l’amministrazione comunale ha deciso di impiegare la Posidonia in chiave rinnovabile, sostenibile e circolare.

Posidonia oceanica una specie multifunzionale, purtroppo in pericolo.

La Posidonia Oceanica  pianta acquatica endemica presente nel Mar Mediterraneo si caratterizza per l’ estrema lentezza con la quale cresce, molte colonie sono state datate fino a 2 mila – 3 mila anni. Ad un occhio poco attento potrebbe essere confusa con un alga, ma a differenza di quest’ ultime presenta radici lignificate che ancorano la pianta al substrato, rizomi e foglie nastriformi. Si tratta di una specie dalle innumerevoli funzioni, dalla cattura dell’ anidride carbonica dall’ atmosfera, alla variazione dell’ acidità dell’ acqua, alla produzione di ossigeno che può raggiungere i 20 litri al giorno per m2 di prateria.

Fondamentale è il ruolo che riveste sotto l’ aspetto ecologico per l’ ambiento ittico con la possibilità di ospitare all’ interno delle colonie numerosi esemplari appartenenti alla fauna marina, consolidare i fondali riducendo l’ erosione, oltre a rappresentare un bio indicatore per le acque costiere.

Purtroppo si tratta di una specie in pericolo a causa di costruzioni marittime, inquinamento, eliminazione delle foglie morte dalle spiagge, ecc. Probabilmente uno dei principali effetti visivi tipici della Posidonia è rappresentato dalla presenza su numerose spiagge della penisola sotto forma di banquettes vale a dire veri e propri accumuli di foglie in decomposizione o morte. Pur svolgendo un innegabile ruolo protettivo dei litorali dall’ erosione, questi accumuli possono dar adito a critiche per una non adeguata polizia delle spiagge e creare problemi per la loro fruizione da parte dei bagnanti, motivo per il quale è necessario che venga in qualche modo controllata.

banquettes

Nel Cilento, a Pollica un progetto pubblico privato per far diventare la Posidonia da problema a risorsa.

Nel piccolo comune campano di Pollica in provincia di Salerno, si è deciso di sfruttare le potenzialità della Posidonia, non tanto sotto l’ aspetto ecologico/biologico quanto per quello di produzione di energia rinnovabile, sostenibilità e circolarità, facendo si che non venisse trattata come rifiuto, operazione che oltretutto costa alle casse comunali circa 140 euro a tonnellata, ed essere di fatto inutilizzata, ma  fosse gestita come una risorsa.

Per questo nel comune cilentano, legato strettamente alle risorse marine, la Posidonia non solo è stata reimpiantata, proprio per non perderne le funzioni ecologiche, ma ne è stato valutato l’ impiego per la produzione di energia elettrica in un processo di digestione anaerobica per la produzione di biogas in grado di garantire i fabbisogni elettrici di circa 500 famiglie del comune. In particolare si è deciso di riunire in un impianto di biogas, il primo del genere in Europa, le potenzialità di gassificazione di questa specie acquatica insieme a quella dei rifiuti solidi urbani, la cui raccolta differenziata raggiunge cifre ragguardevoli, prossime all’ 85%. Naturalmente uno degli aspetti del progetto è quello di recuperare la Posidonia anche per evitare che la sua decomposizione possa dare origine a cattivi odori, a causa delle sostanze volatili  e ad emissione di CO2 e di recuperarne le risorse nutritive anche sotto l’ aspetto agronomico.

Il progetto denominato Poseidon Energy Green è frutto di una sinergia pubblico privato della provincia di Salerno, infatti oltre all’ amministrazione comunale di Pollica vede impegnata l’ azienda Miras importante realtà del settore delle energie rinnovabili con sede a Eboli.

A Pollica però sono andati oltre, infatti affinché la Posidonia possa essere utilizzata richiede che venga precedentemente lavata, passaggio che necessitando di un elevato consumo idrico farebbe venir meno la sostenibilità del processo. Per ovviare a quello che potremmo definire un “inconveniente” o comunque una discrepanza nella catena del processo circolare e  che renderebbe difficilmente sostenibile tutta l’ idea, si è scelto di utilizzare acqua depurata, grazie al depuratore comunale.

Ma non è finita qui, l’ acqua depurata è oggetto di un ulteriore processo grazie all’ impiego dei raggi ultravioletti, che ne garantisce l’ utilizzo anche per fini non potabili e per l’ irrigazione. Il processo di circolarità si completa con  l’acqua di lavaggio della Poseidonia che rimessa in un torrente laterale all’ impianto riporta la sabbia sulle spiagge delle località marine del comune. Naturalmente l’ intento è anche quello, magari meno visibile, ma altrettanto importante di garantire i vantaggi ecologici offerti dalla Posidonia, per questo il trattamento viene effettuato una volta terminato il ciclo biologico.

posidonia

Realtà entro i primi mesi del 2024 per fare di Pollica anche un polo ambientale

L’ impianto secondo le previsioni dovrebbe vedere la luce ad inizio 2024 e produrre a regime fino ad 1 milione e 500 mila Kw di energia elettrica, a beneficio come già ricordato, di gran parte della comunità cittadina.

Nelle intenzioni dell’ amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Stefano Pisani, in questo modo sarà possibile dar vita oltre che ad un progetto virtuoso di economia circolare e creare un polo ambientale, piccolo, se rapportato alle dimensioni del territorio comunale, appena 28,17 km2, ma dall’ innegabile importanza sotto l’ aspetto della sostenibilità e della circolarità, in grado di diventare un luogo di ricerca ambientale e scoperta inserito all’ interno del Parco Nazionale del Cilento.