Pensare green, vivere green, modellare lo spazio intorno a noi ed il territorio in maniera sostenibile dal punto di vista ambientale ed energetico: obiettivi urgenti e necessari da conseguire, almeno nelle dichiarazioni d’intenti della politica e della società. Ma nella realtà, quanto è realmente possibile? Quanto da una parte la rincorsa alla sostenibilità, e dall’altra i cambiamenti climatici stanno modificando procedure, modalità, costi e visione da parte di chi realizza i luoghi e le strutture che caratterizzano i nostri habitat? Lo abbiamo chiesto all’ingegner Pasquale De Cubellis, titolare dell’omonimo studio che da quarant’anni è attivo sia nella progettazione che nell’esecuzione di Opere di Ingegneria Civile ed Architettura.

“Il nostro studio si occupa di progettazione di opere pubbliche da oltre quarant’anni e siamo specializzati in diversi settori quali appunto dissesti idrogeologico, opere idrauliche, opere di ingegneria naturalistica, infrastrutture viarie e progettazione e adeguamento di strutture in acciaio e legno. I cambiamenti climatici, con i relativi mutamenti nei sistemi delle precipitazioni e regimi di esondazione dei fiumi, stanno influenzando notevolmente l’uso del suolo e il suo sviluppo infrastrutturale e urbanistico.
Anche alla luce di tali cambiamenti sta mutando l’approccio progettuale con particolare attenzione a prevenire i danni che potrebbero verificarsi a causa di eventi meteorici “eccezionali” come piogge intense. Proprio in questi mesi siamo impegnati nella redazione di importanti progetti per conto di Enti Pubblici relativi ad Opere di Consolidamento di versanti che, anche a causa delle consistenti piogge, rappresentano un serio rischio per alcuni centri abitati”.
“Negli ultimi anni si è posta sempre più attenzione alla “sostenibilità ambientale” fino a rendere obbligatorio il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi per la progettazione di Opere Pubbliche. Gli importanti progressi sia nei campi della fisica della costruzione che del controllo ambientale stanno portando all’introduzione di specifiche Normative riguardo la sostenibilità delle costruzioni edili. La sostenibilità energetica prevede l’utilizzo di sistemi e soluzioni impiantistiche ad altissima efficienza, basso consumo e minime emissioni inquinanti nonché l’utilizzo di sostanze naturali e prodotti con un’elevata percentuale di riciclabilità al termine del ciclo vita.
Il nostro studio, molto attento alle tematiche relative alla sostenibilità ambientale, è costantemente aggiornato alle innovazioni tecnologiche e alla ricerca di materiali sempre più ecosostenibili. Ne è dimostrazione il possesso della certificazione di “Esperto in Gestione dell’Energia – Energy Manager” ai sensi della ISO 17024 nonché l’attestazione di “Certificatore Energetico” secondo l’autorizzazione MISE”.
“Indubbiamente l’utilizzo di soluzioni impiantistiche ad elevata efficienza e quella di materiali con eccellenti proprietà isolanti come ad esempio l’aerogel comporta dei maggiori costi di progettazione e di esecuzione. Però faccio l’esempio pratico di una progettazione esecutiva che stiamo ultimando in queste settimane per conto di un’Amministrazione Comunale riguardante l’“Efficientamento Energetico ed adeguamento sismico” di una scuola. Abbiamo previsto, oltre all’utilizzo di materiali nel rispetto dei C.A.M., la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Queste soluzioni progettuali determineranno in fase esecutiva un maggior dispendio economico ma, come confermato dalla relativa Relazione di Prestazione Energetica, l’Amministrazione Comunale nell’arco di 10 anni avrà recuperato l’intera somma investita (circa 4.000.000,00 euro) grazie ad un minor consumo energetico , all’utilizzo di materiali dall’elevate prestazioni nonché all’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia e dall’undicesimo anno si inizierà ad avere anche un ritorno economico dall’”investimento iniziale”.
Ovviamente, oltre all’aspetto economico, si avranno notevoli benefici per l’ambiente con una considerevole diminuzione delle emissioni inquinanti. L’obiettivo è quello di progettare edifici NZEB ossia edifici ad altissima prestazione energetica in cui il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo è coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta in situ”.
“I soldi del Recovery Fund sono fondamentali per avere un Paese all’avanguardia ma è indispensabile che vengano “spesi” a fronte di un adeguato piano strategico altrimenti rischiamo di spenderli male”.
“Credo che la sensibilità sia migliorata molto anche grazie alle campagne informative messe in atto dai Governi e dalla Associazioni a tutela dell’ambiente. Nel nostro ambito lavorativo oggi è molto più semplice progettare tenendo conto della sostenibilità ambientale sia grazie alle innovazioni tecnologiche che si sono susseguite sia per una maggior consapevolezza dei danni che stiamo arrecando all’ambiente circostante”.
“Negli ultimi anni sono state introdotte numerose norme a tutela dell’ambiente come ad esempio l’art. 34 sui “Criteri di sostenibilità energetica e ambientale” del D.Lgs. 50/2016 “Codice degli appalti” (modificato dal D.Lgs 56/2017), che ne hanno reso obbligatoria l’applicazione da parte di tutte le stazioni appaltanti. Come spesso accade occorre sempre un certo lasso di tempo affinché le Norme trovino vera applicazione ma stiamo viaggiando nella giusta direzione verso un mondo sempre più eco-sostenibile”.
