QUANTO CLIMA È ALTERATO DAL TRASPORTO SU STRADA

Risulta infatti tra quelli maggiormente responsabili delle emissioni clima alteranti, con un contributo del 23,3% delle emissioni totali di gas serra.

AMBIENTE
Redazione
QUANTO CLIMA È ALTERATO DAL TRASPORTO SU STRADA

Risulta infatti tra quelli maggiormente responsabili delle emissioni clima alteranti, con un contributo del 23,3% delle emissioni totali di gas serra.

Il 90% del traffico di passeggeri in Italia avviene su strada mentre sulle ferrovie viaggia solo il 6% dei passeggeri, una quota inferiore a quella europea (7,9%), con la conseguenza che il trasporto risulta tra quelli maggiormente responsabili delle emissioni clima alteranti, con un contributo del 23,3% delle emissioni totali di gas serra. Lo ha rilevato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, nel presentare la mappa delle infrastrutture in Italia che ha individuato 247 priorità evidenziate dal mondo economico per un valore complessivo di 200 miliardi di euro, per le quali è disponibile la metà delle risorse. Infrastrutture chiamate dunque da una parte a riequilibrare la distribuzione del traffico su strada e su ferrovia e dall’altra a contribuire ad abbattere la quota considerevole di emissioni clima alteranti.
Esaurito il lavoro di raccolta dei dati il quadro di sintesi è presentato e discusso in questi giorni a Roma tenuto conto che comunque e complessivamente gli interventi segnalati dai territori sono addirittura 516. Di questi, come detto, 247 sono identificati come priorità livello 1. Delle 247 priorità, 50 sono inserite nel PNRR con un investimento di 85,5 miliardi di euro e 45 risultano tra quelle affidate a un Commissario straordinario di Governo. Dei 247 interventi prioritari, il 39% riguarda le regioni del Mezzogiorno, il 21% quelle del Nord Est, il 21% quelle del Centro e il 19% quelle del Nord Ovest.
Risulta che il sistema viario è il più coinvolto: il 44% delle priorità interessa questa via di transito, il 33% riguarda invece il sistema ferroviario, il 6% quello portuale, il 6% quello interportuale e il 5% quello aeroportuale. Il restante 6% è relativo al sistema idroviario, ciclabile e alla governance. Gli interventi relativi al sistema viario e ferroviario assorbono oltre il 90% del valore economico complessivo, mentre i nodi (porti, interporti e aeroporti) si fermano a 11,5 miliardi di euro (5%). L’analisi contenuta in 19 Libri Bianchi regionali scatta finalmente una fotografia dello stato delle infrastrutture italiane e delle aree di forza e di debolezza dei nostri territori.
Quanto alla rete stradale, le performance migliori sono quelle del Nord Ovest e Nord Est e dell’area costiera che va da Roma a Salerno. Nelle prime 10 posizioni della classifica figurano i territori che presentano un’elevata consistenza di rete stradale e soprattutto di categoria autostradale. Ai primi posti, quindi, Milano, Roma, Napoli, Verona e Bologna. Per il sistema ferroviario le prime 10 posizioni della classifica premiano soprattutto le aree settentrionali, Nord Ovest e Nord Est, e i territori che presentano un’elevata consistenza di rete ferroviaria elettrificata. Le province meno performanti sono quasi tutte caratterizzate dalla totale assenza o la scarsa significatività di servizi ferroviari di elevata qualità a cui, in alcuni casi, si associa anche un livello modesto di infrastrutturazione (è il caso ad esempio della Sardegna, in cui l’intera regione è sprovvista di rete elettrificata, ma anche di territori come Aosta, Biella, Belluno, Crotone, Ragusa e Trapani).
Per i porti, infine solo 12 territori su 105 presentano un livello di infrastrutturazione elevato. E sono Livorno, Genova, Trieste, Napoli, La Spezia, Messina, Massa Carrara, Savona, Salerno, Pisa, Lucca e Gorizia, con una prevalenza, quindi, di province del Centro-Nord, in particolare di Liguria e Toscana, ma anche del Nord Est, con l’eccellenza del territorio triestino. Nel Mezzogiorno, emergono i territori di Napoli, Salerno e Messina.