QUELLA PISA DIMENTICATA DI CUI NESSUNO SI OCCUPAVA

Una semplice manutenzione alle tubature cittadine fa risorgere la Pisa romana tenuta nascosta ai pisani per quasi 1700 anni.

INFRASTRUTTURE
Andrea Maddalosso
QUELLA PISA DIMENTICATA DI CUI NESSUNO SI OCCUPAVA

Una semplice manutenzione alle tubature cittadine fa risorgere la Pisa romana tenuta nascosta ai pisani per quasi 1700 anni.

Questa nostra Italia, è davvero imprevedibile. Non si ha neppure la libertà di fare una sosta per mangiare un boccone quando da visitatori, ci si addentra in una qualsiasi città italiana. Decidi di andare a visitare un luogo che già conosci da molto tempo, magari ti mancano alcune chiese medievali che ti erano state indicate da un conoscente archeologo, magari che ti erano sfuggite. Così parti per Pisa, l’ex super potenza marinara che nel XII secolo si affermò sul mediterraneo.

Arrivi con l’auto al parcheggio di Piazza Andrea del Sarto nei pressi di Piazza dei Miracoli dove dimora la famigerata Torre pendente. Il parcheggio è stato dimezzato, una squadra di operai è nel bel mezzo di un lavoro di scavo sul terreno, cumuli di cemento giacciono l’uno sopra l’altro formando tre montagnone di calcinacci che coprono la vista su cosa sta accadendo all’interno del cantiere. Ti avvicini per vedere i lavori in corso ma non avresti mai pensato di vedere ciò che i tuoi occhi stanno vedendo. In realtà, gli operai sono una squadra di archeologi, giovani archeologi, stanno ripulendo dalla terra che l’aveva completamente sepolta da quasi due millenni, un’autentica Domus Romana, uno spazio casalingo risalente al I° sec a.C, un vero e proprio appartamento romano.

Il comune di Pisa ha commissionato dei lavori sull’impianto idrico in quel punto, durante i lavori gli operai si accorsero che qualcosa di importante giaceva sotto i loro piedi. È stato immediatamente avvisato l’archeologo Fabio Fabiani della facoltà di “URBANISTICA E ARCHITETTURA GRECA E ROMANA” del dipartimento di “Civiltà e Forme del Sapere” dell’università di Pisa, che in seguito ad aver avviato con i suoi studenti i lavori di scavo dopo soltanto poche settimane, erano già stati riportati alla luce splendidi pavimenti decorarti con tessere di marmo, un bellissimo pavimento in cotto e decorato a mosaico, pietre provenienti da San Giuliano Terme, un luogo che per Pisa è stato da sempre fonte di approvvigionamento di materiali di costruzione.

Un intenso lavoro di ricerca destinato reperire elementi che serviranno oltre che per studio, anche per l’arricchimento del vicino Museo delle Navi. Infatti, quest’indagine si inserisce in un progetto di più ampio respiro ed è assegnata agli stessi studenti già impegnati nel progetto “Suburbio”, un’iniziativa orientata a scoprire reperti archeologici sul fiume Auser l’attuale Serchio, un corso d’acqua che cammina tra i territori di Pisa e Lucca e dove son o stati scoperti degli appostamenti per il ricovero di imbarcazioni, nello scavo dell’area “Scheibler”.

Per adesso è tornato alla luce il “triclinio”, il famoso ambiente dedicato all’ora del pasto. Si nota subito un quadrato formato da piccole pietre come a segnare un disegno, che giace al centro della stanza, e tutt’intorno uno spazio perfettamente calcolato dove venivano posizionati i “clini” cioè i letti, dedicati proprio al momento del banchetto dove le famiglie romane si sdraiavano per mangiare.

Una guida del posto, (uno degli studenti) spiega come la parete di sinistra sia visibilmente più piccola perché ricostruita rispetto alla sua opposta, dovuto probabilmente ad un terremoto che colpì Pisa nel IVsec dC, siamo dunque in età tardo antica/altomedievale nel periodo in cui Roma d’occidente sta per cadere.

Proprio mentre la guida espone quanto fino a quel momento scoperto, si assiste in diretta al ritrovamento di un oggetto di gioco ludico, una trottola in pietra, un’altra piacevole testimonianza su chi potesse abitare quel luogo, nonché sul loro tenore di vita, forse una famiglia con dei figli piccoli?

Questo ambiente ci da inoltre un’idea di quale forma potesse avere una città romana su un territorio come Pisa, molti indizi sulla fisionomia urbanistica, infatti ci spiega il professor Fabiani che anche nella adiacente Piazza dei Miracoli fu rinvenuta una Domus Romana che ovviamente venne quasi subito ricoperta, visto il luogo di assoluta importanza e testimonianza della Pisa nel suo pieno splendore medievale.

A quanto pare sono stati presi degli accordi col comune per ricoprire l’intero complesso di scavo una volta terminate le operazioni di indagine e ristabilire per intero il parcheggio. Ma è giusto richiudere un così prezioso reperto storico e negarlo alla vista dei visitatori più sensibili alle bellezze che ci traghettano in luoghi passati e che avremmo sognato di vivere?