La data del 31 ottobre 2025, verrà ricordata negli annali della storia nursina come una delle pagine più emozionanti della storia recente della città, quella che ha segnato la riapertura della Basilica di San Benedetto, simbolo spirituale e identitario, distrutta dal sisma del 2016 e oggi restituita alla comunità.
Per i nursini, è la “basilica della speranza”, il cuore pulsante di una rinascita che ha richiesto nove anni di lavoro, tenacia e collaborazione. La commozione è palpabile: “Abbiamo ricucito la pietra spezzata”, ha detto il sindaco Giuliano Boccanera, ricordando la forza di una comunità che non ha mai smesso di credere. La solenne concelebrazione eucaristica di dedicazione, presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo, ha segnato il passaggio definitivo dal cantiere al luogo di culto.

Boccardo ha evocato l’immagine dei tre scalpellini, lodando tutti coloro che hanno lavorato con passione e visione, “costruendo una cattedrale” nel senso più profondo del termine. Tra loro, i Vigili del fuoco, i restauratori, i tecnici, le maestranze, i funzionari della Soprintendenza, e i commissari straordinari Giovanni Legnini e Guido Castelli, che hanno garantito continuità e sostegno.
Il restauro, avviato nel 2021, ha riportato alla luce anche un lapidarium romano nella cripta e materiali pregiati che arricchiranno la nuova vita della Basilica. Vanessa Squadroni, direttrice dei lavori, ha raccontato le difficoltà affrontate: “Il sisma ha fatto perdere l’80% delle superfici, ma tutto ciò che si poteva salvare è stato salvato”. Paolo Iannelli, RUP del cantiere, ha sottolineato l’accessibilità della Basilica anche per i disabili, segno di una rinascita inclusiva.

La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha parlato di “miracolo dell’ingegno umano”, mentre il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha portato il saluto della presidente Giorgia Meloni, definendo la Basilica “una risorsa condivisa e un patrimonio da tutelare”. Giuseppe Zafarana, presidente di ENI, ha ricordato il ruolo dell’azienda nella sponsorizzazione tecnica, vissuta come un percorso di partecipazione con la cittadinanza. Vito Barozzi, della ditta CoBar, ha chiuso con parole che racchiudono il senso profondo di questa giornata: “Non siamo solo costruttori, siamo stati custodi di una rinascita. Abbiamo restituito un simbolo di fede, identità e comunità”.
Norcia, oggi, è più viva che mai, ritrova il suo più fiero testimone, la Basilica dedicata a San Benedetto, patrono d’Europa. In molti si augurano che la riapertura di questo luogo di speranza possa rappresentare un messaggio potente di pace e dialogo al mondo intero. Da oggi lo storico luogo di culto torna a essere fruibile dai fedeli e pellegrini che arriveranno in Valnerina per ammirare la ‘basilica ritrovata’.
