Un taglio del 25 percento del traffico farebbe risparmiare circa 200 morti premature all’anno, secondo uno studio recente dell’Istituto per la Salute Globale di Barcellona (ISGlobal ). Con circa 6.000 veicoli per chilometro quadrato, dato che la rende la città con la maggior densità di automobili in Europa, le politiche di taglio alle emissioni inquinanti ha funzionato: nel 2024, per il
secondo anno di fila, la qualità dell’aria della capitale catalana è decisamente migliorata secondo quanto riportato da una ricerca della rete urbana di monitoraggio dell’inquinamento dell’aria. Lo studio, che si è focalizzato solo su Barcellona, rappresenta un ottimo esempio per altre città con l’obiettivo di comprendere l’impatto che politiche mirate possono avere sulla riduzione dell’inquinamento ambientale.
Ridurre il numero di auto per ridurre la mortalità
I ricercatori dell’ISGlobal hanno lavorato con il Centro Nacional de Supercomputación (BSC-CNS), sviluppando una tecnologia per modellare le emissioni del traffico in tutta la città e i successivi livelli di inquinamento, attraverso l’elaborazione di tre scenari ipotetici, ciascuno con diversi livelli di riduzione del traffico. Il primo ha previsto la rimozione dei veicoli più inquinanti dalle strade, senza ridurre il numero di veicoli privati. Risultato: un calo del 5,9 percento nei livelli di biossido di azoto (NO 2 ), responsabile di malattie respiratorie e una diminuzione di 67 morti l’anno. Il secondo scenario ha preso in considerazione un taglio del 25 percento del numero di automobili in circolazione che si tradurrebbe in uno del 17,6 percento dei livelli di NO 2, prevenendo di 200 decessi su base annua.
Nel terzo scenario l’elettrificazione delle aree portuali affiancata a una diminuzione del 25 percento del traffico stradale privato si tradurrebbe in un calo di oltre il 19 percento nei livelli di NO 2 e meno 228 decessi su base annua. Lo studio ha preso in considerazione solo l’impatto di queste misure sui livelli di NO2 , ma potrebbero esserci effetti positivi in termini di riduzione delle emissioni di gas serra.

Come diminuire l’inquinamento del traffico delle auto
Tra le misure sperimentate dalla capitale catalana per limitare l’inquinamento ci sono gli incentivi al trasporto pubblico, economico ma ancora troppo lento e inaffidabile, così come le zone a basse emissioni, restringendo l’accesso ai veicoli più inquinanti in ampie zone della città. Altro strumento decisamente innovativo e ammirato nel resto del mondo è la creazione dei cosiddetti “superblocchi“, ossia un perimetro che include nove isolati cittadini chiudendoli al traffico e destinando tali spazi ad aree di gioco e verdi.
Eppure, nonostante queste proposte c’è ancora molto da fare per adeguarsi ai limiti dei livelli di NO 2 indicati dall’Unione Europea nella sua nuova direttiva sulla qualità dell’aria, che entrerà in vigore nel 2030.
Le emissioni dei trasporti in UE e gli ostacoli alle scelte “green”
Nonostante il virtuoso esempio catalano, il calo delle emissioni nocive a livello europeo e la diffusione progressiva dei veicoli elettrici, i trasporti europei sono ancora fortemente dipendenti dai combustibili fossili.
Un quadro fatto di luci e ombre è quello offerto dallo “Stato dei trasporti europei” per il 2025, l’annuale report di Transport & Environment (T&E), una delle più apprezzate ONG europee nel settore della mobilità sostenibile. L’elettrico, a detta degli esperti, è l’unico strumento per riconvertire in senso “green” il trasporto, perlomeno quello su strada; eppure richiede ingenti investimenti dell’ordine di 310 miliardi di euro l’anno. Una cifra ragguardevole, poco superiore ai 250 miliardi di euro spesi soltanto nel 2024 dall’UE per le importazioni di petrolio e destinati in buona parte alle auto.
Un’efficace transizione dal motore a combustione all’elettrico sarà possibile solo passando un’economia lineare all’economia circolare: per le materie prime cosiddette “pulite”, però, l’Europa dipende ancora dall’estero da cui importa materiali critici necessari alle auto elettriche, come il litio, il cobalto e l’acciaio per citarne alcuni. Il riciclo renderebbe la transizione più rapida, così come l’abolizione di alcuni pregiudizi percepiti come un ostacolo all’adozione di auto elettriche, come mancanza di infrastrutture di ricarica disponibili. Si pensi che lungo le autostrade 11 Paesi europei hanno raggiunto gli obiettivi UE.
A dimostrazione che con un po’ di pazienza a patto di una volontà solida e un impegno costante gli obiettivi si possono centrare.

