Riparazione: quanto mi costi!

I costi elevati dei pezzi di ricambio scoraggiano le alternative all’acquisto del nuovo. Una nuova normativa UE e la giornata mondiale sul tema della riparazione però ne valorizzano il potenziale.

AMBIENTE
Pamela Preschern
Riparazione: quanto mi costi!

I costi elevati dei pezzi di ricambio scoraggiano le alternative all’acquisto del nuovo. Una nuova normativa UE e la giornata mondiale sul tema della riparazione però ne valorizzano il potenziale.

Il 19 ottobre sarà la Giornata internazionale della riparazione. Sembra ci sia poco da celebrare quest’anno: la riparazione infatti è costosa, a causa dell’elevato costo dei pezzi di ricambio che mette a dura prova quanti vogliono mettere comportamenti virtuosi ispirati al riuso.

Da anni attivisti tra cui Right to Repair Europe, coalizione di oltre 170 organizzazioni di 27 Paesi europei di cui fanno parte ONG ambientaliste e attori della riparazione, hanno denunciato i prezzi alti dei pezzi di ricambio che di fatto rendono più conveniente sostituire, acquistando prodotti nuovi, piuttosto che aggiustarli. Sebbene si parli spesso di riparazione nel mondo occidentale, sia in Europa che negli Stati Uniti, nei fatti i consumatori sono tutt’altro che incoraggiati a far valere questo diritto.

Dal costo di un particolare circuito stampato per una lavatrice, che oscilla tra i 400 e gli oltre 1000 € (più di quanto costa macchina, al pannello LCD Samsung che costa quasi il 25% in più del televisore in cui è utilizzato, passando per il motore di un Gardena il cui costo è da 60 € contro i 37 del tagliaerba stesso (spedizione inclusa).  È il risultato di un’osservazione condotta da Right to Repair Europe durata un quinquennio su vari prodotti.

Si tratta di eccessi ma anche costi più bassi per i ricambi portano i consumatori spingono le persone ad acquistare il nuovo, se il costo della riparazione supera il 30-40% del valore del prodotto, secondo rete francese di aziende Le Club de la durabilité. Tale risultato è confermato da WeFix l’azienda italiana che si occupa della riparazione di smartphone e dispositivi elettronici.

Perché riparare costa

Una delle ragioni per cui i pezzi di ricambio sono esosi è la pratica commerciale nota come bundling: i produttori, invece di vendere singoli pezzi, li offrono solo come assemblaggio o in blocco. Il bundling è presente in vari settori, compreso quello degli smartphone, ad esempio nel caso della sostituzione dello schermo il ricambio originale viene venduto esclusivamente insieme alla batteria. Per alcuni brand il solo costo dei ricambi vale il 70% il costo totale della riparazione, rendendo evidente gli enormi margini di profitto.

Un altro motivo è l’assenza di concorrenza in questo mercato: nel caso in cui se ne abbia bisogno di essi occorre rivolgersi necessariamente al proprietario del marchio, che ha il monopolio e quindi può decidere il prezzo da applicare ai pezzi di ricambio. Con la conseguenza che per evitare sovrapprezzi irragionevoli alcuni consumatori si rivolgono a un fornitore generico di ricambi, pur consapevoli della differenza di qualità.Eppure ci sono alcuni marchi che hanno fatto della riparabilità un punto di forza, come quelli del gruppo francese SEB, che hanno scelto di limitare i prezzi dei ricambi a un massimo del 50% del prezzo del prodotto

La direttiva UE sul diritto alla riparazione

A sostegno del diritto alla riparazione è la nuova direttiva UE, la cui trasposizione nazionale offre un’opportunità di ridurre i costi per incentivare un prolungamento della vita dei prodotti: i fondi per la riparazione, volti a contenere il costo di una riparazione, e applicabili per ogni prodotto, seguendo l’esempio già presente dei regolamenti relativi all’ecodesign.

Entrata in vigore a fine luglio su proposta della Commissione europea relativa a norme comuni che promuovono la riparazione dei beni, la Direttiva mira a conseguire il duplice obiettivo di sostenere i target  del Green Deal europeo riducendo i rifiuti e dall’altro far risparmiare i consumatori. La direttiva prevede tra le altre misure, che i fabbricanti dovranno mettere a disposizione parti di ricambio a un prezzo tale da non scoraggiare la riparazione, senza tuttavia fornire indicazioni chiare e univoche.

Anche quando la norma sarà operativa nei vari Stati UE l’ambito dei prodotti coperti resterà probabilmente ristretto, in assenza di regole precise come le linee guida della Commissione sulla definizione di prezzi ragionevoli per i pezzi di ricambio, il divieto di pratiche anti-riparazione e senza l’introduzione di incentivi finanziari statali per la riparazione.

Tra i paesi virtuosi a cui l’Italia può ispirarsi sono l’Austria, la Francia e la Germania dove non solo i cittadini sono incoraggiati a riparare ma lo sono anche artigiani e aziende che offrono servizi di riparazione.

In Francia, ad esempio, dal 2021 è stato introdotto l’indice di riparabilità, nell’ambito di un’iniziativa ampia per ridurre i rifiuti e incoraggiare la riparazione. Al momento è applicato a specifiche categorie di prodotti elettronici (smartphone, laptop, lavatrici, televisori e tagliaerba elettrici). L’indice viene espresso in una scala da 1 a 10: 1 indica un prodotto difficile o costoso da riparare, 10 l’opposto, un prodotto facile e poco costoso da riparare. Stabilito dai produttori è uniforme per ciascuna categoria di prodotto in commercio e rispetta linee guida molto precise fornite dal governo: una griglia di valutazione che si basa sui cinque criteri principali (documentazione, facilità di smontaggio, disponibilità e prezzo dei pezzi di ricambio, e criteri specifici per il prodotto) coi relativi punteggi parziali sommati per ottenere il punteggio finale attraverso un metodo di calcolo dell’indice di riparabilità , che va indicato sul prodotto o sulla confezione.

La Giornata internazionale della riparazione

Il tema del prezzo dei pezzi di ricambio e delle pratiche sleali delle aziende produttrici sarà oggetto della Giornata internazionale della riparazione, che verrà celebrata in tutto il mondo sabato 19 ottobre con oltre 1700 iniziative tra corsi, laboratori, sessioni di riparazione ed incontri, indicati in questa mappa.

Sul sito web dedicato è disponibile un media kit e una guida informativa, utili materiali divulgativi per sensibilizzare al tema quante più persone possibile.  Perché riparare è meglio che comprare!