ROMA DA CAPUT MUNDI A CAPUT AQUAE

La Città Eterna regina del clima pazzo, i dati diffusi da Legambiente. 65 eventi estremi legati all’acqua, dal 2010 al 31 agosto scorso.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
ROMA DA CAPUT MUNDI A CAPUT AQUAE

La Città Eterna regina del clima pazzo, i dati diffusi da Legambiente. 65 eventi estremi legati all’acqua, dal 2010 al 31 agosto scorso.

Acqua nei negozi, strade allagate, auto e cassonetti galleggianti, è il bilancio della prima ‘bomba d’acqua’ autunnale,  (16 settembre) a Ostia nella Capitale. L’arrivo dell’autunno, seppur con circa un mese di ritardo, ha già provocato i primi seri danni, dato che in poco più di due ore sono caduti più di 100 millimetri di pioggia.

Roma si é trasformata ormai da ‘caput mundi a caput aquae’

Roma si é trasformata ormai da ‘caput mundi a caput aquae’,  come dimostra il rapporto di Legambiente, che conta almeno 65 eventi estremi legati all’acqua, dal 2010 al 31 agosto scorso.

I cambiamenti climatici che determinano gli eventi disastrosi, non solo di questi anni, ma di questi giorni, eleggono la Capitale come la città più colpita della penisola. E Secondo i dati Ispra Idrogeo, è a rischio alluvioni  il 9,1% del suo territorio, abitato da 96.586 persone tra 11.388 edifici, 9650 imprese e 177 beni culturali.

Da est a sud-ovest  si trovano i quartieri più a rischio, così da Ostia, Casal Palocco, Infernetto, Eur-Torrino, a Settebagni, Labaro,  le alluvioni stanno per diventare la terrificante compagnia dei romani. In pericolo anche quartieri più centrali come il Villaggio Olimpico, Corso Francia, o via Guido Reni ai Parioli.

Sono i dati presentati da Legambiente nel corso del ‘V forum dell’acqua’ svoltosi nei giorni scorsi.

Ma è tutto il quadro della nostra penisola ad essere sconfortante, infatti nell’ultimo decennio su 1855 eventi metereologici estremi, il 67% ha avuto come protagonista l’acqua. Allagamenti, esondazioni, grandinate e siccità, oltre a piogge intense, hanno mostrato la fragilità del territorio italiano e la sua esposizione ai cambiamenti climatici.

Regioni più colpite

Tra le regioni più colpite troviamo la Lombardia, La Sicilia e l’Emilia Romagna,  ma il Lazio si evidenzia per le ‘disgrazie’ romane. Tra le soluzioni proposte per combattere i gravi, anzi estremi eventi, c’è l’alt al consumo di suolo, ma anche l’opporsi alle concessioni di abitabilità di garage e cantine.

E proprio per l’estensione territoriale della Capitale, è proprio da qui che bisognerebbe partire per arginare i fenomeni climatici dannosi per persone e cose, sarebbe così messa in sicurezza una enorme porzione di suolo.

Certo le altre città italiane non hanno di che rallegrarsi, perché da Nord a Sud i numeri ci raccontano molto sulla  fragilità della penisola: solo  nell’ ultimo decennio si ricordano 667 allagamenti, 163 esondazioni fluviali, 133 danni alle infrastrutture, 120 danni da grandinate, 85 frane da piogge intense, 83 danni da siccità prolungata.

Gli esperti propongono di ripensare l’intera progettazione dei centri urbani, ma servono risorse a tutt’oggi insufficienti.