Rivoluzione in vista per la viabilità capitolina. A partire da questo mese, il centro storico di Roma si trasforma in una vasta “Zona 30”, con il limite di velocità massimo fissato a 30 km/h. Un provvedimento che si estenderà gradualmente ad altre 52 strade cittadine, distribuite in diversi municipi, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la sicurezza stradale e la qualità della vita.
La decisione, promossa dall’Assessorato alla Mobilità, risponde a una duplice esigenza: arginare l’allarmante aumento degli incidenti stradali e ridurre l’impatto ambientale e acustico del traffico.
“Abbiamo un’emergenza in materia di sicurezza stradale. Gli incidenti sono aumentati e servono provvedimenti incisivi per diminuire le vittime”, ha spiegato l’assessore Eugenio Patané, citando il modello di successo di Bologna, la prima “Città 30” italiana.
I dati a sostegno di questa scelta sono significativi. Secondo studi internazionali, la probabilità di uccidere un pedone in caso di investimento crolla drasticamente passando da 50 a 30 km/h: si passa da un rischio del 50% a un irrisorio 10%. A ciò si aggiungono i benefici ambientali, con una riduzione stimata delle emissioni di ossidi di azoto e di CO₂, oltre a un sensibile calo dell’inquinamento acustico.
Le prime 52 strade interessate dal nuovo limite
L’assessorato alla Mobilità ha già individuato le prime 52 strade che saranno interessate da limiti stringenti di velocità. Oltre all’intero Centro Storico, dove l’implementazione avverrà in una fase successiva, il limite di 30 km/h sarà introdotto in arterie specifiche in diversi municipi:
- Municipio II: via Reggio Calabria, via del Castro Laurenziano, via di Villa Ada.
- Municipio IV: via Filippo Meda, via Recanati.
- Municipio V: via di Villa Serventi, via del Pigneto, viale Agosta, via dei Gelsi, via delle Robinie, via Achille Vertunni.
- Municipio XIII: via della Cellulosa, via della Madonna del Riposo.
- Municipio XIV: via Pietro Gasparri, piazza Giovenale, via Pietro Maffi, via Pasquale II.
- Municipio XV: via San Godenzo.
Controlli e polemiche
L’introduzione della “Zona 30” sarà accompagnata da un rafforzamento dei controlli. Si stanno installando 60 nuovi dispositivi di rilevamento della velocità, tra autovelox e tutor, che andranno ad affiancare i 20 già in uso dalla Polizia locale. Le prime sanzioni scatteranno a partire da novembre, ma sin da subito l’obiettivo è quello di educare gli automobilisti a una guida più prudente.
Non mancano, però, le critiche. Alcune associazioni di categoria, pur riconoscendo i benefici in termini di sicurezza nelle strade più piccole e vicine a scuole e ospedali, hanno espresso perplessità sull’applicabilità del limite a 30 km/h su strade di grande scorrimento. Si teme che una velocità così ridotta possa causare un aumento delle code e un peggioramento del traffico, già congestionato in molti punti della Capitale. L’opposizione politica ha inoltre sollevato dubbi sull’efficacia della misura, suggerendo che i problemi di fondo del trasporto pubblico romano andrebbero affrontati prima di imporre restrizioni ai veicoli privati.
Nonostante le polemiche, il Comune di Roma continua sulla sua strada, persuaso che la “Zona 30” sia il primo passo verso una mobilità più sostenibile, sicura e a misura di cittadino. La sfida è ora quella di far sì che la teoria si traduca in risultati concreti, comprovando che il rallentamento della velocità non è un ostacolo, ma un vantaggio per una città che vuole davvero cambiare passo.
Alfredo Staglianò

