SCUOLA PER PASTORI E ALLEVATORI, I GIOVANI E LA CAMPAGNA

La pandemia ci ha abituati ad un nuovo modo di concepire il lavoro, dallo smart working all’ abbandono del posto fisso.

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Redazione
SCUOLA PER PASTORI E ALLEVATORI, I GIOVANI E LA CAMPAGNA

La pandemia ci ha abituati ad un nuovo modo di concepire il lavoro, dallo smart working all’ abbandono del posto fisso.

Sempre più giovani negli ultimi anni stanno abbandonando il posto fisso o lavori poco gratificanti, per altri all’aria aperta o con orari flessibili. Spesso a rimetterne è il guadagno economico, ma se l’opzione è guadagnarci in salute perché no: addio a ritmi di lavoro frenetici, a routine ormai statiche e ripetitive, a turni nel fine settimana o addirittura alla domenica lavorativa.

Tutto ha avuto inizio con la pandemia, che per due anni ci ha costretti ad una vita fatta solo di casa-lavoro, con zero svago e divertimenti pubblici, con ore d’aria limitate e controllate, distanziamento sociale. Molti ne sono usciti con la convinzione che la sola ambizione lavorativa non reca la felicità, anzi: non può esserci una vita di successo senza la salute mentale e fisica.

Non desta infatti troppo stupore che ad una selezione per una scuola per pastori, in partenza in Toscana a fine aprile, su 6 posti disponibili si siano candidati in 167, tra cui molti laureati. Vista la valanga di richieste pervenute, infatti, gli organizzatori hanno deciso poi di selezionare 2 ragazzi in più, per un totale di 4 uomini e 4 donne, quasi tutti sotto i 30 anni.

Stiamo parlando della Sheperd School, la scuola per pastori ed allevatori, che tra qualche giorno aprirà i suoi battenti a Stia, nel bellissimo scenario del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi: un percorso completamente gratuito, che si inserisce all’interno del progetto Life, finanziato dall’Unione Europea.

Questa scuola, nasce con lo scopo di generare ricambio generazionale in settori, quello della pastorizia e dell’allevamento, ormai sempre meno gettonati, ma anche per recuperare zone montane e praterie che rischierebbero di scomparire senza l’uomo che se ne occupa. Un nobile progetto quindi che tenta di salvaguardare gli ecosistemi esistenti, dato che pascoli e praterie sono tra gli ambienti più ricchi di biodiversità.

Il progetto, Life ShepForBio, presentato alla comunità locale e agli stakeholders lo scorso giovedì 6 e sabato 8 aprile, va ad inserirsi e ad intervenire su 3 aree che la stessa Unione Europea ha individuato come Habitat d’interesse.

Quello della scuola per pastori si tratta di un corso della durata teorica di 2 mesi, con insegnanti specializzati ad esporre i vari moduli didattici, e un periodo di stage di 30 giorni, per mettere in pratica le conoscenze apprese, presso aziende agricole del posto coinvolte nel progetto. Agli allievi che partecipano al corso è garantito alloggio gratuito. Il percorso formativo sarà attivo per 4 cicli, dal 2023 al 2027.

Il progetto, oltre alla scuola per formare giovani pastori e allevatori, prevede anche il recupero ambientale dell’habitat, attraverso la promozione del pascolo animale al fine di contrastare l’avanzata di vegetazione arbustiva e arborea, e attraverso la predisposizione di infrastrutture al servizio dei pastori.

Chi ha scelto di partecipare alla call e soprattutto coloro che sono stati selezionati, dovranno sicuramente dimostrare tanto amore e tanta pazienza per gli animali e predisposizione per la natura; si tratta ormai, quello dell’allevamento e della pastorizia, una scelta di vita più che un lavoro, dove i ricavi sono sempre minori e le spese, come per tutti i settori, sempre più in crescita.