Sesso in carcere. Via libera. Proprio qualche giorno fa, i tribunali di sorveglianza di Spoleto e Reggio Emilia ha emesso l’ordinanza che impone al carcere di predisporre, entro due mesi, uno spazio adeguato a garantire la privacy durante gli incontri del detenuto in questione con la moglie.
Due sentenze che, se da un lato rappresentano un passo avanti nel riconoscimento dei diritti affettivi dei detenuti, dall’altro comportano comunque problematiche pratiche e organizzative.
Per creare spazi idonei all’interno delle strutture penitenziarie servono infatti risorse e una programmazione atta a garantire sia la sicurezza che la privacy.
Per questo serve un quadro normativo chiaro che definisca le modalità di attuazione di questi diritti, evitando ad esempio la discrezionalità nell’applicazione. Due, come detto, i mesi di tempo a disposizione per risolvere queste questioni e dare attuazione alle sentenze.
