Università? Bene la Sicilia. Contro il caro-affitti, infatti, la Regione Siciliana finanzia con propri fondi interventi di edilizia residenziale universitaria per aumentare il numero di alloggi gratuiti destinati agli studenti fuorisede. Le risorse, stanziate con la legge regionale 3/2024 e ripartite dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale agli Enti regionali per il diritto allo studio universitario (Ersu) di Palermo, Catania, Messina ed Enna, ammontano complessivamente a 13 milioni di euro e consentiranno di
realizzare 75 nuovi posti letto e di riqualificarne 354 in tutta l’Isola. In Sicilia, per l’anno accademico 2024/2025, sono 2.011 i posti disponibili nelle residenze gestite dai quattro Ersu regionali: 938 a Palermo, 680 a Catania, 323 a Messina e 70 ad Enna.
Del resto si tratta di una vera e propria emergenza nazionale.

Studiare fuori sede? Solo per chi può permetterselo
In Italia oggi essere uno studente fuori sede non è più un’opportunità, ma un ostacolo. O meglio: un lusso. Il diritto allo studio si scontra ogni giorno con la realtà di migliaia di ragazze e ragazzi costretti a scegliere tra un alloggio dignitoso e l’università dei loro sogni. Il problema non è nuovo, ma ha raggiunto livelli allarmanti: nel 2025, tra inflazione, speculazione immobiliare e carenza cronica di posti letto nelle residenze pubbliche, trovare casa è diventato un percorso a ostacoli. E chi non ce la fa? Rinuncia, oppure si adatta a soluzioni di fortuna.
I numeri – come riporta Italia-informa – parlano chiaro. Secondo l’ultima indagine dell’Unione degli Universitari (UDU), condotta tra febbraio e aprile 2025 in 14 città italiane in collaborazione con la CGIL e il sindacato inquilini SUNIA, il 62% degli studenti fuori sede ha difficoltà a trovare un alloggio regolare, con il 28% che segnala condizioni abitative degradate e il 18% che denuncia la totale mancanza di contratto. Il report – presentato a Roma il 9 maggio scorso – mostra un’Italia spaccata: da una parte le università che attraggono studenti; dall’altra città incapaci di accoglierli.
«Gli investimenti che abbiamo programmato – sottolinea il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – attuano una scelta politica ben precisa del mio governo: rendere le università siciliane più attrattive anche per gli studenti che non hanno disponibilità economiche o che provengono da altri territori, dall’Italia o dall’estero. Gli atenei di Palermo, Catania, Messina ed Enna hanno tutte le carte in regola per competere sul piano della qualità dell’offerta formativa e della ricerca. Il nostro compito è lavorare per migliorarne i servizi e siamo impegnati per raggiungere questo risultato».

«Questa misura, finanziata esclusivamente con risorse della Regione – afferma l’assessore regionale dell’Istruzione e della formazione professionale, Mimmo Turano – mira ad ampliare la capacità ricettiva gratuita per gli studenti universitari bisognosi e meritevoli, che tra nuovi alloggi e riqualificazioni dell’esistente è aumentata del 40 per cento. Con questi interventi puntiamo a contrastare il caro-affitti, consentire agli Ersu di potenziare i servizi, aumentare la capienza e migliorare la qualità degli alloggi».
I fondi sono stati così ripartiti: l’Ersu di Catania, per la riqualificazione di 64 alloggi, potrà contare su un contributo di 3,4 milioni di euro; Enna, invece, disporrà di 3,7 milioni per la creazione di 30 posti letto e la riqualificazione di 70 alloggi nella residenza Domus Kore; l’Ente regionale per il diritto allo studio di Messina beneficerà di un finanziamento complessivo di 3,9 milioni, di cui 3,1 milioni per 45 nuovi alloggi, interventi di adeguamento, manutenzione straordinaria degli ambienti e degli impianti del residence universitario Gravitelli, mentre 725 mila euro saranno destinati all’adeguamento di 85 posti alloggio e degli impianti di climatizzazione, idrico, sanitario ed elettrico nelle residenze universitarie di Annunziata e di Papardo (Polo Annunziata) che contano 92 posti letto ciascuna; a Palermo, infine, saranno destinati 1,9 milioni per interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione ed efficientamento energetico di Palazzo Marchesi, così da adibire il terzo e il quarto piano dell’edificio a struttura residenziale per gli universitari.
