Spreco alimentare durante le feste: costo da 90 euro a famiglia

Gli italiani buttano 575mila tonnellate di cibo. Cresce la consapevolezza del problema

AMBIENTE
Federico Di Bello
Spreco alimentare durante le feste: costo da 90 euro a famiglia

Gli italiani buttano 575mila tonnellate di cibo. Cresce la consapevolezza del problema

Le festività natalizie rappresentano il periodo delle tavole imbandite, dei pranzi in famiglia e delle ricette della tradizione. Ma sono anche il momento dell’anno in cui lo spreco alimentare raggiunge i livelli più alti. I numeri parlano chiaro: durante questo periodo, ogni famiglia italiana spreca in media cibo per un valore di circa 90 euro, un costo “invisibile” che si somma alle già consistenti spese per pranzi e cenoni.

Secondo le stime più recenti, l’86% degli italiani dichiara di sprecare cibo durante le feste, con il 37% che ammette di gettare via oltre un quarto di quanto acquistato. Solo per il pranzo del 25 dicembre le famiglie spendono in media 108 euro, ma una quota significativa di questi acquisti finisce direttamente nella spazzatura. Complessivamente, tra la Vigilia e Capodanno, in Italia si sprecano circa 575mila tonnellate di cibo, per una perdita economica che supera i 9 miliardi di euro a livello nazionale.

Le ragioni di questo fenomeno sono molteplici: la tendenza ad acquistare quantità eccessive “per non rimanere senza”, la preparazione di portate abbondanti per onorare gli ospiti, la difficoltà di calcolare le giuste porzioni quando si cucina per molte persone. Tra gli alimenti più sprecati durante le feste spiccano i dolci tipici come panettoni e pandori, ma anche pane, antipasti e avanzi di primi e secondi piatti.

Il problema non è solo economico. Lo spreco alimentare ha un impatto significativo anche sull’ambiente e rappresenta uno dispendio di risorse preziose in un momento storico in cui la sostenibilità dovrebbe essere una priorità. Il cibo che finisce nella spazzatura porta con sé l’acqua, l’energia e le risorse utilizzate per produrlo, trasportarlo e conservarlo. Eppure esistono soluzioni pratiche e alla portata di tutti. Gli esperti suggeriscono di pianificare con maggiore attenzione gli acquisti, preparare liste della spesa realistiche e conservare correttamente gli alimenti.

Gli avanzi possono essere trasformati creativamente: il panettone diventa base per un tiramisù o un crumble, il pane raffermo si trasforma in crostini o ingrediente per polpette e ripieni, i dolci avanzati possono essere congelati per occasioni future. Anche la condivisione può fare la differenza: organizzare un “pranzo degli avanzi” il giorno dopo le feste, dove ogni ospite porta un piatto preparato con ciò che è rimasto, oppure condividere le eccedenze con vicini e conoscenti. Piccoli gesti che possono contribuire a ridurre significativamente gli sprechi e a vivere le festività con maggiore consapevolezza, senza rinunciare al piacere della buona tavola e alla gioia della condivisione.