Centinaia di secchielli e retini sparsi per le spiagge italiane sono gli accessori irrinunciabili per bambini di tutte le età che vogliono giocare con gli animali marini.
L’estate è iniziata e questa attività, in apparenza innocua, si replica ogni anno incessantemente.

Andare in giro ispezionando scogli per catturare granchi, imprigionare pesciolini e altri animaletti del mare con il retino e riporli nel secchiello è una pratica diseducativa e non solo.
Non insegna affatto ai bambini a rispettare gli animali, ma li disturba soltanto, talvolta provocandone anche la morte.
Non sono solo i bimbi, però, i protagonisti inconsapevoli di questo sbagliato comportamento. Talvolta, sono proprio gli adulti che, per fare un regalo ai propri figli, portano a riva gli animali che abitano il mare dando così il cattivo esempio.
Stop al secchiello: ecco perché
Molte delle creature marine prese dai più piccoli vengono lasciate ore nei secchielli, dimenticate al sole rovente, dopo pochi secondi di osservazione l’attenzione per loro svanisce e i bambini vengono attratti da un nuovo gioco. Intanto, l’acqua che si trova nel secchiello si surriscalda in brevissimo tempo diventando bollente, causando la morte degli animali pescati. In questo modo, il “gioco” del secchiello muta in crudeltà, talvolta sdrammatizzata dagli stessi genitori.
Il problema risiede anche nei numeri: se tutti i bambini, ogni estate, prendessero anche solo un piccolo animale al giorno, centinaia di migliaia di esemplari verrebbero uccisi solo per puro gioco.
Oltre al danno ambientale, il bambino così facendo, impara che si può disporre a proprio piacimento di individui più deboli e indifesi.
Non dovrebbe essere questo il messaggio da trasmettere ai più piccoli, spingendoli a prendersi gioco degli animali, riponendoli in un secchiello e facendoli soffrire.

Osservare è meglio che imprigionare
Non tutti sanno che gli abitanti del mare sono protetti: catturarli è vietato, anche se poi li si ributta in acqua, questo passaggio non garantisce la loro sopravvivenza.
È, infatti, un vero e proprio reato: viene violato l’articolo 544 del Codice penale che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro”.
Esistono modi più divertenti per soddisfare la curiosità dei bambini senza nuocere agli animali, come ad esempio:
- fare foto subacquee;
- gareggiare a chi vede più pesci;
- camminare vicino alle scogliere;
- scrutare i fondali con la maschera;
- leggere un libro sugli animali marini.
Il mare e gli oceani rivestono il 70% del Pianeta e generano il 50% dell’ossigeno che respiriamo: rispettare il mare e tutti i suoi inquilini equivale a rispettare noi stessi e le persone che amiamo. Insegniamo ai bambini a relazionarsi con il mondo in maniera equilibrata, saranno certamente adulti migliori. Educhiamoli ad avere cura della Terra e di ogni essere vivente.
