C’è un umbro a vigilare sulla sicurezza di Papa Leone XIV. E’ lo spoletino Gianluca Gauzzi Broccoletti, direttore dei servizi del Vaticano. Originario di Baiano di Spoleto è stato nominato in questo ruolo, sei anni fa, da Papa Francesco con il quale, come rivelato dai familiari, Broccoletti aveva “Un legame speciale”.
Laureato in ingegneria della sicurezza e protezione all’Università “La Sapienza” di Roma, è sposato e padre di due figli 54 anni, figlio di un ex sottoufficiale dell’esercito di nome Benvenuto, Gianluca Gauzzi Broccoletti, dopo aver frequentato la scuola superiore entra a sua volta nell’esercito. Nel 1995 partecipa a un concorso ed entra nella gendarmeria vaticana. Dopo essere stato responsabile della progettazione e sviluppo dell’infrastruttura di tecnologia di networking e di sicurezza dello Stato della Città del Vaticano e di Cyber Security (dal 2010 al 2019) diventa quindi direttore dei servizi di sicurezza vaticani. Una nomina voluta da Papa Francesco con il quale ha sempre avuto un legame speciale tanto da essere spesso al suo fianco nei numerosi viaggi apostolici e nelle visite pastorali in Italia e nel mondo.
Ora il suo incarico lo vede vigilare sulla sicurezza di Papa Leone XIV.
La sua foto con il nuovo pontefice è stata postata sulle piattaforme digitali dal responsabile della comunicazione della Curia di Spoleto-Norcia, Francesco Carlini che a corredo dell’immagine ha scritto: “Papa Leone XIV nello Stato Vaticano. Dietro di lui, il comandante della Gendarmeria Gianluca Gauzzi Broccoletti, spoletino (di Baiano). Sempre discreto e attento Gianluca: ti auguriamo buon lavoro al servizio del nuovo Papa”.
Ma Broccoletti non è certo l’unico legame con l’Umbria di Papa Leone XIV. In una lunga nota a firma del vescovo Domenico Sorrentino della diocesi di Assisi, Foligno, gualdo Tadino e Nocera Umbra lo sottolinea.
“Papa Leone XIV ci ha subito incantato, in linea con papa Francesco, dicendoci una parola di pace, ricordando tuttavia che la pace fu il saluto di Cristo Risorto ai suoi apostoli la sera di Pasqua. Aver preso il nome di Leone XIV non è stato certo prendere le distanze né da Francesco di Assisi né da papa Francesco. Nella Chiesa, con diversi accenti e sensibilità, tutto si tiene. Pietro è la roccia: ‘Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa’”. Quindi il ricordo della visita di Prevosto lo scorso anno da cardinale a Foligno in occasione dei 50 anni dalla fondazione del monastero agostiniano delle suore di Santa Maria di Betlem. “L’accento che papa Leone XIV fa immaginare – spiega Sorrentino – si lega naturalmente, ad alcune grandi figure di Papi. San Leone Magno fu il Papa che fermò Attila ed insieme arginò l’eresia riguardante l’identità di Cristo, cuore della Chiesa. Nel secondo Millennio a papa Leone XIII che, tra Ottocento e Novecento, diede un grande impulso all’incontro della Chiesa con i problemi sociali, Papa della Rerum Novarum, seguito da un economista beato, Giuseppe Toniolo, al quale sono dedicate le nostre due scuole, quella socio-politica ad Assisi e quella dell’economia della fraternità a Foligno. Ha voluto egli stesso ricordare poi, quasi programmaticamente, che la sua elezione è avvenuta provvidenzialmente nel giorno della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Papa Leone XIII fu per eccellenza il papa del Rosario trovando nel Beato Bartolo Longo un collaboratore straordinario. Quanti fedeli in questi giorni hanno scandito proprio con questa preghiera le ore di malattia e di congedo di Papa Francesco e i giorni di discernimento per il nuovo Papa. Caro Papa Leone – continua monsignor Sorrentino – la Città della pace ti abbraccia e ti aspetta. Ti abbracciano le due diocesi a me affidate di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno. Qui ti aspettano tanti consacrati, soprattutto figli e figlie di Francesco e Chiara, ma anche tante realtà agostiniane, come quella che hai potuto visitare l’anno scorso a Foligno. Il tuo sguardo certo non saprà sorvolare su questa realtà che da Assisi attrae il mondo, a cui si è aggiunta ultimamente la perla del prossimo santo Carlo Acutis, la cui canonizzazione, preparata da papa Francesco, il Signore ha voluto riservare a te. Ci auguriamo che questo ragazzo speciale, venuto a farsi santo ad Assisi sulle orme di Francesco e Chiara, illumini di cielo gli inizi del tuo Pontificato. Siamo in preghiera per te e in comunione con te. Abbiamo accolto con immensa gioia la tua prima benedizione e ti auguriamo buon lavoro”.
