“Laudato sì, mi’ Signore, per sora nostra madre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba”. Recita così il Cantico delle creature di San Francesco, uno dei più antichi testi poetici di tutta la letteratura italiana. Si tratta di una preghiera che il Santo rivolge a Dio, lodandone le sue opere, composto nel 1224. E settecento anni dopo, circa nel 2015, Papa Francesco, che non ha scelto a caso questo nome, nella sua enciclica Laudato Sì scrive “questa sorella (riferito a sora madre terra… del cantico) protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei”.
Saranno stati questi i riferimenti delle suore che si sono organizzate per salvare l’ambiente?
Eh sì, perché le suore di tutto il mondo sono scese in campo, in vista della Coop 27, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si svolgerà a novembre, a sostegno dell’ambiente. L’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg) vuole incidere particolarmente sull’approccio delle suore al sostegno delle comunità e particolarmente alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico.

A tal proposito le religiose hanno pubblicato un video durante “Il Tempo del Creato 2022”, nel quale si sottolinea la connessione profonda tra il benessere delle persone e il benestare del pianeta, facendo eco proprio al richiamo di Papa Francesco a “un’alleanza fra l’umanità e l’ambiente”. Da questa invocazione del Papa e spinte da un urgente bisogno di advocacy efficacie, in vista di Coop 27 sul cambiamento climatico e il Coop 15 sulla biodiversità, l’Uisg lancia una nuova campagna “Suore per l’Ambiente”, per l’inizio di ottobre.
Fondata nel 1965, l’Unione internazionale delle Superiore Generali, è n’organizzazione associativa per le leader delle congregazioni femminili cattoliche nel mondo, e conta 1900 Superiore, le cui aggregazioni hanno sede in 97 Paesi. Rappresentano oltre 600.00 suore, che, si stima, costituiscono una delle più grandi reti di fornitrici di supporto diretto alle comunità in ambiti come la salute, la fame e la cura dei bambini.
Ma l’aggregazione di religiose in favore dei temi ambientali non è una novità. Già nel 2019 un gruppo di suore della Pensylvenia è sceso in strada, letteralmente, per protestare contro l’arrivo di un gasdotto nella loro proprietà, una categoria che non è facile trovare nelle piazze con veri e propri sit-in e manifestazioni. La protesta per impedire che la costruzione di alcune tubature dell’Atlantic sunrise pipeline fosse ultimata: non volevano solo proteggere il loro terreno, ma hanno reputato che tutto il progetto, fra la tecnica del fracking usata per ottenere il gas e l’aggiunta di opere artificiali in natura fosse dannosa per l’ambiente, schierate a tutta forza contro i combustibili fossili quindi.
Sempre negli Stati Uniti è nata l’associazione “Mercy Investment Services, con l’obiettivo di moltiplicare le risorse della congregazione per realizzare scopi etici. Rispetto dei principi del Vangelo per le Sisters of Mercy of America, che stanno sferrando un duro attacco all’establishment finanziario Usa, per costringerlo a rispettare l’ambiente. La missione delle Sorelle della Misericordia è principalmente quella dell’istruzione, ma operando nel cuore del capitalismo globale, non potevano fare a meno di interessarsi alla finanza, tenendo alta la bandiera della sostenibilità ambientale, in base agli insegnamenti delle sacre scritture, ma anche di Papa Francesco.
