C’è un luogo a Livorno, Dogana D’Acqua, che era una barriera posta lungo le Mura Leopoldine, a delimitazione dell’area del porto franco, risalente agli anni trenta dell’Ottocento, quando il granduca Leopoldo II di Toscana ordinò la realizzazione di una nuova cinta daziaria, e che oggi è la sede del Centro dell’Innovazione delle Tecnologie del Mare. Sede, forse non tutti sanno, che raggruppa l’Istituto di Intelligenza Meccanica, l’istituto di Biorobotica della Scuola Superiore sant’Anna, l’Ispra e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale e nella quale, questa la novità, è entrato ora anche il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (Cnit).
Consorzio che, costituito nel 1995, riunisce 41 università pubbliche italiane alle quali si uniscono 8 unità di ricerca presso il CNR per svolgere attività di ricerca, innovazione e istruzione-formazione nelle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT). Il CNIT ha sette Laboratori Nazionali: “Advanced Optical Fibers”, a L’ Aquila; “Comunicazione multimediale”, a Napoli; “Photonic Networks & Technologies”, a Pisa; “Radar e sistemi di sorveglianza”, a Pisa; “Reti intelligenti e sicure”, a Genova; “Comunicazioni Wireless”, a Bologna, “Network Assessment, Assurance e Monitoring”, a Roma. A questi si aggiunge il laboratorio nel Porto di Livorno su attività di “Advanced Sensing Networks & Communication in Sea Ports (JLAB)”.
Al CNIT fanno capo 1.300 professori e ricercatori appartenenti alle Università consorziate e nelle sue strutture operano, dipendenti, più di 100 ricercatori e tecnici. Da rilevare che tutte le entrate derivano da finanziamenti competitivi e da commesse di privati. E le competenze arrivano dall’esperienza scientifica degli afferenti e dall’attività svolta nei progetti, in particolare negli ambiti di fotonica, Cloud e Edge Computing, AI/HPC, 5G, IoT, virtualizzazione di rete. Il CNIT è molto attivo nel 5G e nelle iniziative correlate (comprese cinque edizioni di 5G Italy.
A presentare la nuova realtà sono intervenuti il sindaco Luca Salvetti, l’assessora al Porto e all’Innovazione Barbara Bonciani e Paolo Pagano direttore del Laboratorio CNIT del Porto di Livorno. “Siamo un consorzio di Università pubbliche italiane – ha spiegato il professor Paolo Pagano – il nostro mandato qui è quello di trasferire tecnologia verso le comunità portuali. In particolare stiamo sviluppando una serie di funzioni innovative che si basano sulla digitalizzazione dei processi, con l’ausilio della rete 5G con funzioni innovative come la logistica digitale, la navigazione autonoma”.
“Abbiamo fatto un lavoro importante – ha dichiarato l’assessora Bonciani – per poter traguardare quello che inizialmente era nato come polo della logistica e alte tecnologie, nel centro per l’innovazione e le tecnologie del mare. L’Amministrazione Comunale ha voluto rafforzare una visione in termini di innovazione sui centri presenti a Dogana D’acqua e a Scoglio della Regina favorendo una ricerca applicata al mare, risorsa fondamentale. L’ingresso del Cnit è importante perché si tratta di un centro che favorisce l’utilizzo delle tecnologie per il miglioramento dell’efficienza in ambito portuale”.
“Ma cosa c’è dentro quella struttura a Dogana D’acqua? Ebbene in quella struttura c’è una delle esperienze più pregevoli che riguarda i centri di ricerca avanzati messi su in collaborazione con diverse realtà di prestigio. In quel luogo lavorano: l’Ispra, l’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che a Livorno ha la sezione sperimentale per la valutazione del rischio ecologico nelle aree marine costiere, l’area di monitoraggio e l’area biologica; il Sant’Anna con l’Istituto di Intelligenza Meccanica e da questi giorni anche il Cnit, Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni e a breve anche l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale”.
Per comprendere il potenziale di ricerca sul quale contare basti ricordare che il laboratorio dell’Istituto di Intelligenza Meccanica della Scuola Superiore Sant’Anna svolge attività di ricerca e sviluppo nell’ambito di – sistemi innovativi per la conversione di energie rinnovabili dal vento e dal modo ondoso marino; – progetto e valutazione di efficientamento energetico in porti di sistemi di movimentazione materiali e sistemi robotici/meccatronici; – trasduttori basati su materiali multifunzionali; – sistemi di simulazione di sistemi meccanici, sistemi multibody; – sistemi di simulazione motion-based.
E ricordare infine che l’Ispra con la Sezione Sperimentale per la valutazione del rischio ecologico in aree marino- costiere, che l’ Industrial BioRobotics Laboratory che svolge attività di ricerca applicata di tipo industriale focalizzate sulle necessità dei partner che decidono di collaborare nel settore della biorobotica, della robotica, dell’automazione e della meccatronica, che l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale opera in ambito internazionale dell’oceanografia fisica, chimica, biologica e geologica, della geofisica sperimentale e di esplorazione, della sismologia e della sismologia applicata all’ingegneria.
