Due i possibili scenari derivanti dal prolungarsi dell’emergenza sanitaria, sempre secondo l’Irpet. Nell’ipotesi più ottimista, il calo complessivo delle presenze sarà del 38%, nello scenario più negativo il calo è del 67%.
“Qualcosa si sta muovendo – ha detto Stefano Ciuoffo, assessore al Turismo della Regione Toscana – Dall’area Schengen qualche segnale importante sta arrivando ma dovremo rinunciare a una quota importante. Ad inizio stagione si ipotizzava una flessione dell’80-90% rispetto alle annate trionfali recenti: sono convinto che, permanendo una situazione come quella attuale, saremo in grado di recuperare almeno un 20-30% di questa diminuzione annunciata”.
Il sistema intanto arranca. Il mercato turistico alberghiero, secondo il centro studi di Federalberghi, a livello nazionale ha segnato a giugno 2020 un -80,6% di presenze rispetto all’anno precedente, e anche in Toscana, dove il turismo pesa per più del 13% sul Pil, la situazione è stata drammatica e per il mese di luglio non andrà certo meglio. In particolare, spiega l’associazione, a Firenze si prospetta un calo del 70% con meno della meta’ delle strutture riaperte, mentre Siena ha l’80% delle strutture alberghiere ancora non operative. Meglio sulla costa, invece, dove alcune aree registrano una buona ripresa.
La Regione Toscana è corsa ai ripari con una importante campagna di promozione ‘Toscana, Rinascimento senza fine”, rivolta soprattutto al mercato italiano e toscano, senza però trascurare quella fetta preponderante costituita dal turismo straniero, seguendo l’andamento delle varie aperture e i primi movimenti sul fronte delle prenotazioni fino al 2021. Secondo Francesco Palumbo, direttore di Toscana Promozione Turistica, “questo momento è propizio non solo perché le imprese e il mondo del turismo sono in fermento, ma anche perché i fondi che arriveranno sono notevoli. Se noi oggi non riusciamo a migliorare, il timore è che non ci riusciremo più: non avremo più queste condizioni che per i cambiamenti sono estremamente favorevoli”.
