Vaccino HPV potrebbe prevenire 3mila morti l'anno

In Italia legati ai tumori causati dall’infezione, ma resta ancora poco utilizzato. Sette genitori su dieci ritengono che il vaccino non sia utile

SALUTE
Francesca Franceschi
Vaccino HPV potrebbe prevenire 3mila morti l'anno

In Italia legati ai tumori causati dall’infezione, ma resta ancora poco utilizzato. Sette genitori su dieci ritengono che il vaccino non sia utile

Il vaccino contro l’Hpv potrebbe prevenire quasi tremila morti l’anno in Italia legati ai tumori causati dall’infezione, ma resta ancora poco utilizzato. Nel nostro Paese, sette genitori su dieci ritengono che il vaccino non sia utile e per otto su dieci l’Hpv non è considerato una malattia grave. Una scarsa consapevolezza che si traduce in coperture vaccinali ancora lontane dagli obiettivi. I dati sono stati presentati durante il convegno “Promuovere la salute, educare alla prevenzione: il ruolo condiviso contro l’Hpv”, che si è svolto presso la sede dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Cos’è l’Hpv e perché è pericoloso

Il Papillomavirus umano (Hpv) è una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse al mondo. Nella maggior parte dei casi l’infezione è transitoria, ma alcuni ceppi ad alto rischio sono responsabili dello sviluppo di tumori della cervice uterina, dell’ano, dell’orofaringe, del pene e di altri distretti. In Italia questi tumori causano ogni anno migliaia di decessi, molti dei quali sarebbero evitabili grazie alla vaccinazione.

Coperture insufficienti e forti differenze regionali

Nonostante il vaccino sia sicuro, efficace e gratuito per la popolazione target, la copertura resta bassa. Oggi solo circa la metà di ragazze e ragazzi sotto i 12 anni risulta effettivamente protetta. Secondo i dati del ministero della Salute, nessuna regione italiana ha raggiunto l’obiettivo del 95% fissato dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Le coperture variano sensibilmente: si va dal 77% della Lombardia fino al 23% della Sicilia, con un marcato divario territoriale.

«Siamo purtroppo ancora lontani dall’obiettivo di vaccinare il 95% dei ragazzi e delle ragazze di 11-12 anni entro il 2030 – ha sottolineato Rocco Bellantone, presidente dell’Iss – e restano ampie differenze nella copertura vaccinale tra una regione e l’altra. Pediatri, medici di famiglia, genitori, insegnanti e ginecologi devono promuovere la vaccinazione, perché la prevenzione è un diritto di tutti».

Genitori scettici: dubbi su efficacia e sicurezza

A indagare sulle cause della bassa adesione è stato il progetto europeo Perch, di cui l’Iss è stato capofila italiano. I risultati mostrano come alla base del problema vi sia soprattutto una percezione distorta del rischio. Oltre alla convinzione che l’Hpv non sia una patologia grave, il 40% dei genitori intervistati dichiara di temere possibili effetti avversi del vaccino, nonostante le evidenze scientifiche ne confermino la sicurezza. A questi dubbi si sommano difficoltà pratiche: il 70% segnala problemi nel raggiungere i centri vaccinali, mentre sei genitori su dieci non sanno che il vaccino è gratuito.

«I motivi della bassa diffusione sono legati soprattutto a una consapevolezza incompleta sulla pericolosità del virus e sul suo legame con lo sviluppo di tumori che causano migliaia di morti», spiega Raffaella Bucciardini, responsabile scientifica del progetto Perch. I risultati dell’indagine sono stati sintetizzati anche in un video divulgativo, in cui alcuni studenti di una scuola media di Roma raccontano cosa sanno – e cosa ignorano – sull’Hpv e sulla vaccinazione.

La scuola come alleata della prevenzione

Durante il convegno è stata presentata anche un’esperienza considerata virtuosa. La Asl di Taranto ha avviato un progetto pilota che ha portato il vaccino direttamente nelle scuole. In 29 istituti, la somministrazione in ambito scolastico ha prodotto un incremento significativo delle coperture: per le ragazze si è passati dal 57% al 73%, mentre per i ragazzi dal 45% al 67,4%. Un risultato che dimostra come avvicinare la vaccinazione ai luoghi di vita possa ridurre le disuguaglianze e superare ostacoli logistici e culturali.

Il vaccino contro l’Hpv non è una protezione riservata alle sole ragazze. Anche i maschi sono esposti al virus e alle sue conseguenze, spesso sottovalutate. L’Hpv, infatti, è responsabile non solo del tumore della cervice uterina, ma anche di numerose neoplasie che colpiscono gli uomini. Negli ultimi anni è in aumento l’incidenza dei tumori dell’orofaringe (gola, tonsille e base della lingua), oggi tra le neoplasie Hpv-correlate più frequenti nel sesso maschile. Il virus è inoltre coinvolto nello sviluppo di tumori dell’ano, del pene e di altre lesioni potenzialmente gravi, oltre a essere causa di condilomi genitali, che pur non essendo tumori hanno un impatto significativo sulla qualità della vita.

Vaccinare i maschi significa quindi proteggere direttamente la loro salute, ma anche ridurre la circolazione del virus nella popolazione. Una copertura vaccinale elevata in entrambi i sessi contribuisce infatti a creare una protezione di comunità, abbassando il rischio di trasmissione anche per chi non può vaccinarsi.

Gli esperti sottolineano inoltre che puntare esclusivamente sulle ragazze è una strategia incompleta. «L’Hpv è un virus che colpisce tutti, indipendentemente dal sesso – spiegano i medici – e la prevenzione deve essere universale». La vaccinazione maschile è particolarmente importante anche perché molti uomini possono essere portatori asintomatici, trasmettendo il virus senza saperlo. Dal punto di vista dell’efficacia, il vaccino offre la massima protezione se somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale, motivo per cui è raccomandato tra gli 11 e i 12 anni, sia per le ragazze sia per i ragazzi. In questa fascia d’età la risposta immunitaria è più robusta e il ciclo vaccinale è più semplice.

Infine, la vaccinazione dei maschi rappresenta anche una scelta di equità sanitaria: prevenire tumori e malattie evitabili significa ridurre sofferenze, cure invasive e costi sanitari futuri. Un investimento in salute che, come dimostrano le evidenze scientifiche, produce benefici duraturi per l’intera collettività.

Vaccino Hpv: quello che c’è da sapere

  • A cosa serve: previene i principali tumori correlati all’Hpv
  • A chi è raccomandato: ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 12 anni, prima dell’esposizione al virus
  • È sicuro?: sì, monitorato da anni con un profilo di sicurezza elevato
  • È gratuito?: sì, per la popolazione target prevista dal calendario vaccinale
  • Perché farlo presto: garantisce la massima efficacia preventiva