Valerio Mirannalti, il pittore che "spegne la mente" e dipinge la vita

L’artista toscano si racconta tra la sua passione per la pittura en plein air, l’insegnamento e i progetti futuri

APPROFONDIMENTO
Francesca Danila Toscano
Valerio Mirannalti, il pittore che "spegne la mente" e dipinge la vita

L’artista toscano si racconta tra la sua passione per la pittura en plein air, l’insegnamento e i progetti futuri

Con la tavolozza macchiata di verde Chianti e l’anima profondamente legata alla sua terra, Valerio Mirannalti incarna la figura del pittore en plein air nella sua espressione più autentica. Noto per i suoi paesaggi che catturano la mutevole luce della campagna toscana, l’artista non è solo un acuto osservatore della natura, ma anche un appassionato insegnante che trasmette ai suoi studenti la gioia e la disciplina dell’arte.

L’amore per la pittura di Valerio Mirannalti ha radici profonde, risalenti agli anni di formazione. L’artista ricorda con chiarezza il periodo in cui, frequentando il quinto anno dell’Istituto d’arte di Porta Romana a Firenze, rimase affascinato dallo studio degli Impressionisti. Fu in particolare Monet, con la sua capacità di catturare le diverse luci del giorno e delle stagioni, a colpirlo e a segnare la sua vocazione.

Questa profonda connessione con la luce e la natura si riflette interamente nella sua filosofia artistica: una pratica che, come spiega lui stesso, gli permette di “spegnere” la mente e rilassarsi. Per questo motivo, data la sua necessità di stare in mezzo alla natura, era quasi inevitabile che diventasse un pittore en plein air.

Come cambia l’approccio alla pittura quando si lavora all’aria aperta rispetto allo studio?

Dipingere all’aperto significa essere coinvolti completamente, nello spirito e nel fisico. Quando dipingi fuori hai a che fare, oltre che con l’azione pittorica, con l’ambiente che ti circonda: gli insetti, le persone che si fermano a parlarti, il freddo d’inverno che spesso ti gela le dita… Quando dipingo allo studio vengo assorbito dal lavoro e non sono distolto da nient’altro. Da un lato è un’esperienza più meditativa, tuttavia, non entrando in pieno contatto con la scena che dipingo, la trovo sempre una esperienza incompleta.

Oltre al paesaggio, lei si dedica anche al ritratto e alla scultura. C’è un’opera, tra quelle che ha realizzato, alla quale si sente più legato e perché?

Ci sono diverse opere a cui sono legato, vuoi per soggetto o per periodo di realizzazione. L’opera a cui però sono più legato è una scultura che ho fatto quasi vent’anni fa. Era una scultura che nasceva per un progetto di dialogo con l’ambiente nel paese in cui sono nato. “Presente“, questo il titolo della scultura, è una maternità che doveva essere realizzata in scala monumentale di circa 4 metri di altezza di cui però realizzai solo il bozzetto di 50 cm.

Lei tiene corsi di pittura nel suo studio a Fiesole. Come è nata l’idea di affiancare l’attività di insegnamento a quella di artista?

Tutto è nato per scherzo, diversi anni fa. Quando le mie figlie erano alle elementari fui contattato da una maestra di scuola, che era a conoscenza della mia passione artistica, per realizzare delle lezioni di pittura del paesaggio ai bambini della sua classe. Mi sono talmente divertito che da allora non ho più smesso con questa attività, perfezionandomi man mano nel tempo.

Che cosa vuole trasmettere ai suoi studenti?

Le mie non sono lezioni didattiche tradizionali, a me piace condividere insieme le esperienze. Negli anni ho frequentato diversi studi di pittori o scultori apprendendo e sperimentando, fino ad arrivare a ciò che sono adesso. È per questo che nelle mie lezioni ciò che voglio trasmettere è proprio la capacità di osservazione e la gioia nel fare arte, oltre alla tecnica.

Cosa consiglia a un giovane artista che sta iniziando il suo percorso?

Ognuno di noi ha una sua storia e un suo percorso che può essere lineare o tortuoso, ma sicuramente fatto di eventi intimamente vissuti. L’unico consiglio che posso dare, che mi ha sempre fatto da guida nelle mie scelte è “fare“: è solo facendo che si sviluppano le idee, gli eventi e le emozioni.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

Come insegnante realizzo già lezioni en plein air, ma sempre di un giorno; da adesso vorrei realizzare e promuovere delle esperienze per far vivere l’arte come attività quotidiana; perciò, sto organizzando dei workshop in luoghi particolari che abbiano durata settimanale. Un altro progetto divertente a cui sto lavorando è quello di celebrare l’ultimo dell’anno in modo artistico: un veglione trascorso a dipingere, modellare e brindare. Uno dei miei prossimi progetti artistici riguarda la scultura; vorrei realizzare una specie di percorso scultoreo nella mia Fiesole, ma di questo non ne parlo troppo perché è un segreto!