Venezia dice addio alla plastica: un Carnevale sostenibile

Vietata la vendita e l’utilizzo di coriandoli in plastica, microplastiche e bombolette di schiuma filante

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
Venezia dice addio alla plastica: un Carnevale sostenibile

Vietata la vendita e l’utilizzo di coriandoli in plastica, microplastiche e bombolette di schiuma filante

Sotto il peso dei secoli e il fascino delle maschere, il Carnevale di Venezia 2026 segna una svolta storica. Quest’anno, tra le calli e i campielli, a brillare non sarà più il riflesso della plastica, ma l’impegno per l’ambiente. L’amministrazione comunale ha infatti ufficializzato il divieto assoluto di coriandoli e stelle filanti in plastica, segnando il passaggio definitivo a un modello “plastic-free”. Nonostante la crescente sensibilità ecologica, coriandoli e stelle filanti in plastica sono ancora piuttosto diffusi. In un’analisi globale del mercato dei coriandoli, i prodotti di carta rappresentano poco più del 35% della domanda mondiale, mentre il resto del mercato è occupato da materiali come plastica, foil, mylar e materiali sintetici. I coriandoli e le stelle filanti di plastica sono piccoli, leggeri e colorati, ma proprio queste caratteristiche li rendono facili da disperdere nelle calli e nei canali della città. Una volta a terra, finiscono per intasare le caditoie, peggiorare la qualità delle acque e alimentare la presenza di microplastiche nella laguna. A ogni pioggia, il costo ambientale ed economico di questi gesti apparentemente innocui si fa più evidente e insostenibile.

Il progetto “Venezia Plastic Free”

Il divieto non è un provvedimento isolato, ma fa parte nel progetto “Venezia plastic free”, un piano ampio mirato alla riduzione progressiva dell’uso della plastica monouso nel tessuto quotidiano della città. Secondo l’associazione Plastic Free Onlus, la plastica dissolta nel corso di eventi affollati è una delle prime fonti di microinquinamento in ambienti urbani e acquatici. “Venezia è fragile per definizione. Proteggerla significa cambiare le nostre abitudini. È un cambiamento che parte dai gesti più semplici, come il lancio di coriandoli, ma che mira a costruire una nuova consapevolezza collettiva”, ha dichiarato l’Assessore all’Ambiente. Venezia non è nuova a misure di questo tipo. Già per il Carnevale del 2020, il sindaco Brugnaro aveva sottoscritto il divieto di coriandoli e stelle filanti in plastica. Quell’iniziativa, sempre con multe per i trasgressori e l’invito a impiegare carta compostabile, ha indicato la rotta per il presente regolamento, rendendo il divieto del 2026 il culmine di un percorso di sensibilizzazione lungo anni.

Il regolamento per l’edizione 2026 è severo:

  • Stop ai materiali sintetici: Vietata la vendita e l’utilizzo di coriandoli in plastica, microplastiche e bombolette di schiuma filante
  • Ritorno alla carta: Ammessi esclusivamente coriandoli in carta riciclata o materiali compostabili
  • Controlli: La polizia locale effettuerà monitoraggi costanti in Piazza San Marco e nell’area di Rialto per garantire il rispetto dell’ordinanza

Venezia attesta così che è possibile ospitare uno dei festival più iconici al mondo senza soffocare la propria natura, modificando la tradizione in un messaggio di speranza per il pianeta. Il Carnevale 2026 è il primo passo di un piano più ampio che mira a rendere la Serenissima la capitale mondiale della sostenibilità turistica. Se il trucco e i costumi rimangono quelli di un tempo, l’anima della festa oggi guarda decisamente al futuro.