Italea è la piattaforma digitale che offre la possibilità di fare un viaggio nella propria storia. È il programma di promozione del turismo delle radici, lanciato recentemente dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) nell’ambito del progetto PNRR e finanziato da NextGenerationEU per il periodo 2022-2025.
Un nome più appropriato non poteva esserci; un termine che richiama la talea, quel processo con cui una pianta, tagliando una parte di essa e ripiantandola, si propaga sviluppando nuove radici. Ciò che avviene, per i vegetali, infatti, vale anche per la specie umana, abituata a migrare e a “mettere radici” in nuove terre.
E poi nel termine Italea, per chi vuole vederlo, c’è un riferimento al nostro paese, l’Italia.
Il 2024 è l’anno delle radici italiane nel mondo e per l’occasione i nostri concittadini residenti all’estero e quanti hanno origini italiane saranno accolti nei territori d’origine dove eventi e iniziative locali, organizzate da più di 800 comuni sparsi su tutto il territorio nazionale daranno loro l’opportunità di scoprire i luoghi e le tradizioni del loro passato.

Le caratteristiche del progetto
Italea fornisce un insieme di servizi turistici per viaggiare agevolmente nel belpaese grazie al lavoro di una fitta rete di professionisti che in ogni regione informano, accolgono assistono i viaggiatori lungo il percorso di riscoperta: dalle ricerche storico-familiari all’organizzazione dell’esperienza.
Oltre che itinerari ad hoc la piattaforma offre una serie di laboratori e attività tra le più diverse che consentono di approfondire la conoscenza della cultura d’origine: quelle legate agli antichi mestieri, alla cucina tradizionale, alla musica e danza popolari, ai dialetti. Ma anche un programma di fidelizzazione che, grazie alla Italea Card, consente di ottenere sconti, agevolazioni e servizi vari da parte delle aziende aderenti: strutture ricettive, ristoranti, cantine, negozi di artigianato, aziende di trasporto, noleggio auto e altre a supporto del viaggiatore.
Le opportunità
Oltre a rafforzare il legame con le comunità italiane all’estero, Italea promuove un modello di turismo sostenibile, responsabile e accessibile, volto a valorizzare i piccoli comuni e tutte quelle realtà vittime di un progressivo spopolamento.
Gli ambiti coinvolti sono diversi tra cui i principali:
- la trasformazione digitale: utilizzando canali innovativi, in particolare i siti web, per la diffusione capillare di informazioni e documenti sulla storia familiare, così come i social network con cui i proprietari dei B&B, commercianti e amministratori locali possono fornire informazioni utili al turista;
- la sostenibilità ambientale: privilegiando aree meno note rispetto a quelle interessate da intensi flussi turistici il turismo delle radici mira a ridurre il divario di crescita tra territori nel rispetto della natura e dell’ambiente. Valorizzando strutture e sostenendo tradizioni e produttori locali di piccoli borghi e aree rurali in particolare.
- il sostegno alle giovani generazioni: con lo sviluppo di questa forma di turismo si pone la necessità di formare delle figure professionali, degli operatori in grado di garantire un’offerta turistica di livello, in coordinamento con le amministrazioni centrali , i centri accademici e di ricerca, gli operatori economici del settore turistico e le associazioni territoriali. Ciò stimola l’occupazione giovanile proprio in quelle terre maggiormente colpite dall’emigrazione che sono i luoghi prediletti del turista delle radici.

I numeri
Come offerta turistica strutturata il “Turismo delle Radici” unisce all’offerta di beni e servizi del terzo settore (alloggi, eno-gastronomia, visite guidate) la conoscenza della storia familiare e della cultura d’origine degli italiani residenti all’estero e degli italo-discendenti che ammontano a circa 80 milioni di persone.
In vent’anni i numeri sono praticamente duplicati: se nel 1997 l’ENIT i “turisti delle radici” erano poco più di cinque milioni di viaggiatori che visitavano l’Italia, nel 2018 questo numero era aumentato a circa dieci milioni.
Memoria e racconti
Particolarmente rilevante in questo progetto è la valorizzazione della memoria con le storie di emigrazione degli avi, ricche di avventure, sacrifici e successi. A questo scopo la Direzione Generale degli Italiani all’Estero e delle Politiche Migratorie della Farnesina ha finanziato il progetto “Italiani all’estero, i diari raccontano”, una selezione di testimonianze raccolte nel fondo catalogato presso la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (AR). La raccolta consiste in 200 storie dalle quali sono state estrapolate e digitalizzate alcune pagine seIezionate in base all’ interesse storico e pubblicate sul sito www.idiariraccontano.org.
Un viaggio virtuale utile incentivo magari per programmarne uno futuro reale o semplicemente per lasciarsi ammaliare da racconti di migrazione, ognuno diverso dall’altro ma legati tra loro da un vissuto comune.
Tutte le informazioni relative al progetto si possono trovare sul sito web dedicato.
