In qualità di direttore responsabile della rivista nazionale “Cronache Castellane”, organo stampa dell’Istituto Nazionale dei Castelli, vorrei soffermarmi sul misterioso ed antico mondo dei castelli. In modo specifico dei castelli della Sardegna.
Castelli della Sardegna
Oggigiorno sull’isola, tra scomparsi ed esistenti, si contano 86 castelli; tutti costruiti durante il periodo Medioevale e realizzati a scopo militare e strategico con funzioni di vigilanza dei territori circostanti. Significativo l’anno 2017 quando alcuni Comuni individuati nel territorio prospicente tra la Marmilla e Sarcidano (Sanluri, Laconi, Las Plassas, Sardara e Villamar), davano vita (dopo anni di discussioni) alla creazione dell’Associazione Rete dei Castelli, la quale, qualche tempo dopo, creava Il Festival dei Castelli, evento popolare che ha permesso agli abitanti del territorio sardo e nazionale di conoscere la storia della Sardegna medievale, attraverso racconti, spettacoli ludici, conferenze e rappresentazioni, su una parte millenaria della storia dei sardi. Purtroppo non esiste un turismo dei castelli in Sardegna, o meglio si tratta di un prodotto di nicchia composto da persone dell’ambito prevalentemente culturale.

Al quale si aggiunge una buona dose di scetticismo anche da parte degli stessi amministratori comunali che non credono nelle potenzialità del patrimonio culturale castellano.
Ahimè! Nelle scuole sarde difficilmente si studia in modo approfondito la storia giudicale, nemmeno legandola alle molteplici situazioni storiche nazionali.
Da un punto di vista prettamente storico e scientifico, bisogna ricordare che la Sezione Sardegna dell’Istituto dei Castelli, ha pubblicata un corposo ed utile manuale – per tutti – dal titolo Verso un Atlante dei Sistemi Difensivi della Sardegna (a cura di Donatella Rita Fiorino e Michele Pintus), 2015. Scrive Pintus “ Con la pubblicazione di questo volume, la Sezione Sardegna, per meglio raggiungere l’obbiettivo dell’Atlante, intende riunire le esperienze di tanti: studiosi, università, associazioni, enti, gruppi di lavoro e tutti coloro che hanno a cuore la conservazione e la valorizzazione di strutture nate a suo tempo per fini militari, le architetture fortificate in genere e ormai non più utili per quegli scopi, ma che rappresentano un lungo passato pregno di storia, da non dimenticare”.
Naturalmente per parlare di castelli è necessario visitarli ed apprezzarli. Ci vediamo in Sardegna.

