150 CITTÀ DEL MONDO PEDALANO A SOSTEGNO DELLA MOBILITÀ

È la Fancy Women Bike Ride, le due ruote anche come mezzo di emancipazione. L’evento nel segno del femminile inserito quest’anno per la prima volta farà tappa anche a Pisa, unica città Toscana ad aver aderito.

AMBIENTE
Francesca Franceschi
150 CITTÀ DEL MONDO PEDALANO A SOSTEGNO DELLA MOBILITÀ

È la Fancy Women Bike Ride, le due ruote anche come mezzo di emancipazione. L’evento nel segno del femminile inserito quest’anno per la prima volta farà tappa anche a Pisa, unica città Toscana ad aver aderito.

Mobilità sostenibile, tutela dell’ambiente e un evento diffuso per rimarcare la volontà delle donne di avere uno spazio. Nella vita, nella società, sul lavoro e, anche, sulle strade. Domenica 19 settembre 150 città di tutto il mondo ospiteranno la “Fancy Women Bike Ride”, la pedalata più colorata del pianeta che, per la prima volta, farà tappa anche a Pisa, unica città partecipante della Toscana. Un evento inserito all’interno della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile nell’ambito della“European Mobility Week” e che vedrà in prima linea le donne di 20 città italiane e di 150 comuni del mondo, pronte per una pedalata fancy, ovvero fantasiosa, leggera e gioiosa. Ma non sono solo i colori e gli aspetti ludici i protagonisti di questa iniziativa, che cerca di farsi spazio catturando l’attenzione sul tema principale dell’evento per dare voce alle donne che vogliono visibilità sulle strade, nella società e nella vita.

Nata a Izmir in Turchia nel 2013 da un gruppo di amiche, la Fancy Women Bike Ride ha contagiato in pochi anni 150 città solamente attraverso il passaparola di donne che hanno deciso di portare il movimento nella propria città. Da Washington a Baku, passando per Amsterdam, Berlino, Parigi, Edimburgo e Istanbul, il 19 settembre la Fancy Women Bike Ride porterà migliaia di donne in strada per pedalare assieme su un percorso breve e alla portata di tutte. Una sorta di arcobaleno a pedali, se si pensa che le regole sono le stesse per tutti i paesi del globo: vestirsi in modo colorato, esagerato, decorato e fantasioso, adornare la propria bicicletta, posare davanti ai fotografi, salutare i passanti regalando sorrisi. Un’esplosione cromatica per chiedere di mettere finalmente nero su bianco la richiesta di spazi sicuri per muoversi in città in modo sostenibile.

Ed ecco che Pisa, unica città della Toscana, si inserisce in questo progetto e pedalerà insieme a Alfonsine, Bari, Brescia, Cagliari, Cervia, Cosenza, Ferrara, Genova, Lecce, Mestre, Monza, Pordenone, Roma, Rovigo, Siracusa, Torino, Trento, Treviso e Verona, gli altri 19 comuni aderenti all’iniziativa che mira a sottolineare l’importanza di uno stile di vita eco-friendly.

Col patrocinio del Comune di Pisa e col sostegno di Smile&Ride, Toscana Promozione ( Visit Tuscany), Terre di Pisa (Camera di Commercio di Pisa), Fiab Pisa, City Grand Tour, Naturatour guide ambientali, Legambiente Pisa, CAI Pisa, Asd Nonsoloserchio Escursionismo Geoturismo Nordic Walking, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Pisa e Associazione La vita oltre lo specchio Onlus, anche la città della Torre Pendente accenderà i riflettori sul fenomeno dei cambiamenti climatici e sull’urgenza, ormai non più rimandabile, della promozione di uno stile di vita più sostenibile. Portavoce e in prima fila per la tappa pisana Maria Elena Mancuso, titolare insieme al marito Mario, di Smile&Ride, il punto vendita e noleggio di bici a pochi passi dalla Stazione Centrale di Pisa che da anni promuove la mobilità ciclistica e il turismo eco-sostenibile diffuso. “

“Si tratta di un momento di affermazione per le donne che vogliono farsi vedere unite nella società e, con leggerezza, puntare l’attenzione su temi importanti quali la mobilità sostenibile e l’esigenza di avere più piste ciclabili per muoversi in bici in sicurezza.” Afferma Maria Elena, socia fondatrice dell’associazione Ciclone Asd e un corso di perfezionamento professionale presso l’Università di Verona come Promotore della Mobilità Ciclistica. E prosegue- “Il fenomeno dei cambiamenti climatici ci ricorda quanto sia importante e urgente cambiare le nostre abitudini. Perché non farlo in modo piacevole e festoso? Se tante donne usano la bicicletta, anche altre saranno incoraggiate a farlo, perché questo è ciò che serve al nostro benessere psico-fisico e al nostro pianeta. A volte, “semplicemente” l’esserci, il rifiutare l’invisibilità, può segnare l’inizio di un cambiamento epocale. Sapendo che migliorare la vita delle donne equivale a migliorare la società tutta. Ecco una spinta per provare a vivere la città e la vita in un modo più sano o, quanto meno, diverso”.